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Alto Adige. Nuovi progetti per rilanciare i centri storici
Valentina Leone
Corriere dell'Alto Adige 21/1/2016

«Rivitalizzare i centri storici per evitare rischi di spopolamento e mancata cura del territorio». Confronto di esperti e amministratori ieri all’Eurac. Castelli (Anci): anche ora nell’era di Internet le aree periferiche rischiano l’isolamento.

BOLZANO. Sfide e opportunità, potenzialità e fattori di successo dello sviluppo dei centri urbani locali dell’Alto Adige e non solo, che negli ultimi 10 anni hanno subito cambiamenti strutturali significativi: questi i temi principali del convegno dal titolo «Luoghi vivi - centri storici», ieri all’Accademia europea di Bolzano, organizzato in compartecipazione con l’Unione commercio. A fare gli onori di casa, Harald Pechlaner, direttore dell’Istituto per lo sviluppo regionale e il management del territorio dell’Eurac, che ha parlato del progetto “Luoghi vivi”: «Sono stati coinvolti 29 comuni — spiega Pechlaner — si è trattato di un percorso partecipativo che aveva l’obiettivo di creare una serie di proposte di attuazione per aumentare la vitalità dei centri storici. Sono state svolte interviste qualitative a tutti i livelli della società, in primis per capire quale fosse la percezione dei luoghi: una consultazione molto utile, il cui prossimo step sarà quello, da parte della Provincia, di rendere realizzabili i progetti pensati».
Dopo l’intervento di Franz Rüf, direttore di Telesis Entwicklungs, sul concetto integrato di sviluppo territoriale, è stata la volta di Massimo Castelli, coordinatore Anci per i piccoli comuni: «Purtroppo stiamo assistendo ad un fenomeno di desertificazione delle aree montane, che per noi non è a costo zero: se le persone vanno via sparisce l’identità di un luogo, manca la cura del territorio. In Alto Adige la situazione è positiva, ma nel resto d’Italia siamo in difficoltà. Come Anci abbiamo lanciato un progetto che prevede la messa in rete di quei comuni che possono creare un bacino omogeneo di offerta di servizi, ad esempio un bacino di vallata. Questo perché ultimamente si tende ad accentrare i servizi nei grandi agglomerati, trascurando le zone periferiche. C’è anche un digital divide spaventoso: in Italia chi vive in certe zone montane ad esempio paga più tasse rispetto ai servizi che riceve perché non arriva la connessione internet o il segnale tv». All’intervento congiunto di Dietmar Spechtenhauser e Karin Meister, presidente di Silandro Marketing, è seguita una tavola rotonda, al quale ha preso parte anche Andreas Schatzer, sindaco di Varna e presidente del Consorzio dei Comuni altoatesini: «Anche il mio comune ha partecipato al progetto “Luoghi vivi”: per noi è stato interessante perché siamo un paese particolare, che si trova lungo la statale e con il centro del paese sopra l’autostrada. Tra le idee emerse, un nuovo accesso al centro per valorizzare la parte vecchia del paese, e poi pensiamo di istituire un team per il marketing su Varna».



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