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Firenze. Un’invasione d’arte (contemporanea)
Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino 23/1/2016

Sarà una (bella) invasione

Jeff Koons cede il passo a Jan Fabre. L’avvicendamento sull’Arengario di Palazzo Vecchio avverrà a marzo: ma se ancora non si sa dove (o «se») finirà la statua Pluto e Proserpina dell’artista americano, sappiamo però che al suo posto ne troveremo una del massimo collezionista di polemiche e provocazioni: Fabre il genio controverso «estremo» e visionario, ombroso e imperturbabile, Fabre il «blasfemo», il più odiato dagli animalisti, il più criticato da ogni ambito religioso. È il poliedrico fiammingo, anche autore e regista teatrale, performer e scrittore, il principale protagonista del 2016 in arte della città: in estate prenderà possesso anche del Forte Belvedere (che sarà ancora a ingresso gratuito) dove proporrà le sue installazioni a tema medieval-cavalleresco, e forse anche i suoi lavori con i gusci di insetti e altri animali, a un anno di distanza dal successo della mostra Humans di Antony Gormley.
E se, come dice il sindaco Dario Nardella, «quest’anno puntiamo molto sull’arte contemporanea come cifra della nostra città», ecco che il 2016 non si poteva limitare al ritorno di Fabre e alla ricollocazione della statua dorata di Koons in forma di donazione, l’opzione «preferita» come ha specificato il sindaco, o di prestito a lungo termine: a settembre 2016 l’orizzonte artistico si allarga fino a ospitare in varie piazze cittadine i mega «ragni» dell’artista francese Louise Bourgeois scomparsa quasi centenaria sei anni fa, lo scultore-filosofo austriaco della manipolazione dei volumi Erwin Wurm (sarà la sua prima esposizione a Firenze) in piazza Santa Maria Novella e al Museo Novecento, e l’artista, designer e attivista cinese Ai Weiwei a Palazzo Strozzi. Non più un solo una mostra alla volta, ma una bella «abbuffata» di contemporaneità, seguendo la metafora gastronomica di Nardella che non sazio del successo di Koons e delle 174 mila persone che hanno visitato la mostra di Gormley, vuole accelerare: «L’appetito vien mangiando». Comune denominatore di tutte queste esposizioni sarà «il confronto tra i contemporanei e i maestri del passato — come spiega Sergio Risaliti che da Gormley a Fabre è stato ed è il curatore delle principali esposizioni — come il rapporto tra Koons e Michelangelo e quello che si instaurerà tra Wurm e Leon Battista Alberti». Con piazza Santa Maria Novella che, ritrovando a nuova vita l’archivio Alinari (Palazzo Vecchio sta lavorando per la riapertura), unirà l’arte fotografica al Museo Novecento e all’arte in piazza in un progetto comune.
Il nodo Koons è però ancora tutto da sciogliere, a oltre 24 ore dalla fine della sua mostra e con Pluto e Proserpina attualmente in attesa e conservata in magazzino: «Attendo risposta dell’artista, una commissione valuterà» anticipa il sindaco. In ballo ci sono cinque possibili location dove poterla ospitare per un lungo periodo, tra cui piazza Gui davanti all’Opera, il cortile del Museo Novecento e altre piazze sia del centro che fuori che però prevedano misure di sicurezza e recinzioni di notte — forse il cortile del Bargello o quello dell’Istituto degli Innocenti? — Ma certamente non piazza della Signoria, dove finora era esposta. Che sarebbe la scelta preferita da parte dell’artista ma che Palazzo Vecchio esclude. La risposta dovrebbe arrivare la prossima settimana anche in virtù della visita a New York che Koons sta per ricevere da parte del mercante d’arte Fabrizio Moretti, che dopo aver portato l’artista a Firenze ha conservato il ruolo di intermediario anche in questa seconda fase di trattative.
L’appetito si scalda anche sul versante del Museo Novecento: «Non è ancora decollato ma non si può giudicare come fosse un bar, così presto; aspettiamo la fine del mandato» continua il sindaco che però annuncia come da questa estate il museo avrà finalmente il nuovo bookshop, la caffetteria e nuove sale per le mostre temporanee, e saranno iniziati i lavori per la biglietteria online. Se il Novecento «è partito zoppo» dice ancora Nardella riferendosi ai pochi ingressi, gli altri galoppano: 1.457.140 visitatori tra Palazzo Vecchio (primo in classifica con quasi 680 mila persone) e gli altri musei civici con la Firenze Card cresciuta del 21%, Magnificent che supera le 41 mila presenze e gli Arazzi medicei in Palazzo Vecchio a oltre 17 mila. «Siamo anche ottimisti sul fatto che il presidente Mattarella accolga la petizione per riportare a Firenze anche i dieci arazzi del Quirinale».
Sempre i musei saranno protagonisti anche della prossima Estate Fiorentina, nuovamente diretta da Tommaso Sacchi e come lo scorso anno «espansa» su sei mesi di attività: inizierà il 30 aprile con la Notte Bianca e avrà un budget di 700 mila euro, 50 mila in più dello scorso anno. «Realizzeremo 100 concerti in 100 musei minori nell’arco di 48 ore a giugno — riassume Sacchi — in collaborazione con la Scuola di musica di Fiesole e il Conservatorio. Tra gli altri progetti di punta si contano le performance per il centenario dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters tra letture e canzoni di De André, la residenza artistica a Sollicciano degli Afterhours, progetti di spettacolo con Pitti Immagine, la terza edizione di «Michelangiolesca» e la Festa Nazionale del Lavoro Creativo in piazza Gui. Si punterà su piazzale Michelangelo dopo la pedonalizzazione.



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