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SICILIA - Cinque assessori lampo tanti progetti a vuoto cos i musei fanno flop
ANTONIO FRASCHILLA
30 gennaio 2016 LA REPUBBLICA




C' stato l'assessore che voleva intitolare in tutti i comuni almeno una piazza a Pitagora, e quella che invece aveva firmato accordi con le associazioni di volontariato per tenere aperti i piccoli musei ma non c' riuscita perch defenestrata improvvisamente. C' stato anche l'assessore che voleva aprire ai professionisti privati per evitare di perdere i fondi europei e aveva avviato una riforma che prevedeva solo nove poli museali: ma anche in questo caso tutto rimasto incompiuto e la bozza presentata in giunta dal suo successore ne prevede molti di pi, almeno dodici. Parole e promesse rimaste a met, come la politica per i beni culturali siciliani del governo Crocetta, che in poco pi di tre anni ha visto cambiare cinque assessori. Il risultato di questa gestione? Dal 2012, dopo che il presidente Rosario Crocetta ha bloccato le gare sui servizi aggiuntivi, salvo poi venire bocciato dalla Corte costituzionale, nei musei e nelle aree archeologiche non esistono guide, brochure n bookshop. La domenica pomeriggio tutti i siti sono chiusi, non ci sono fondi nemmeno per cambiare una lampadina e in questo continuo valzer di assessori nessuna linea guida arrivata in porto. Non a caso, nel 2015 musei e aree archeologiche hanno fatto registrare, unico caso in Italia, una diminuzione dei visitatori.

Il primo a insediarsi in piazza Croci, nell'era crocettiana, stato il fisico Antonino Zichichi, nella prima giunta delle star voluta dal governatore che aveva chiamato in squadra anche Franco Battiato. Zichichi presenta il suo programma in una lunghissima conferenza stampa: Progetto Archimede si legge nell'elenco consegnato alla stampa nuovi itinerari di alta cultura, la Sicilia nel mondo, la scienza nelle scuole, polo della rete sismica mondiale, capire il motore meteorologico (usando supercomputer), risonanza nucleare magnetica, proton therapy, il problema culturale del trapianto di organi, emergenze planetarie e il ruolo della Sicilia, citt del benessere e della salute, problemi di cultura moderna in Sicilia e nel mondo. Molta scienza e poca archeologia, insomma. E alla fine della conferenza stampa Zichichi attacca: Siamo in piena Hiroshima culturale, questa cultura moderna in realt presocratica .

Un inizio non male, con l'aggiunta di una proposta-shock: Apriamo centrali nucleari in Sicilia. Crocetta, tre mesi dopo, lo mette alla porta: Di Zichichi non se ne poteva pi dice il governatore bisognava lavorare e invece lui parlava di raggi cosmici. Forse sarebbe stato meglio utilizzarlo come esperto .

Nel marzo 2013 arriva cos in assessorato l'archeologa Mariarita Sgarlata, allora attivista del Megafono a Siracusa. La Sgarlata inizia a lavorare, cerca di risolvere il problema dei giorni festivi, con i siti che rimangono chiusi perch tutti i custodi pretendono lo straordinario e non bastano i fondi in bilancio. Firma accordi con associazioni di volontariato, da Italia Nostra a Legambiente, per tenere aperti i piccoli musei senza caricare di costi la Regione, e avvia una pianificazione per ottenere fondi europei e installare sistemi antifurto nei musei e nelle aree archeologiche, evitando cos i turni dei custodi 24 ore su 24. Ma il suo lavoro subisce uno stop improvviso, prima perch nell'aprile del 2014 viene trasferita al Territorio e poi perch travolta dalle polemiche per il dossier consegnato dal governatore in procura su una presunta piscina abusiva della Sgarlata. Scoppia una bufera politica, con alcuni deputati siracusani come Pippo Gianni che, entrati in contrasto con la Sgarlata, ne chiedono la testa. Nel settembre 2014 lascia l'incarico, ma pochi mesi dopo la procura archivia il caso e lei attacca: Sono stata vittima di dossieraggi.

Al suo posto ai Beni culturali arriva per appena 24 ore Antonio Fiumefreddo, che si dimette per le polemiche sulla sua passata attivit al vertice del Teatro Bellini di Catania. la volta di Giusi Furnari, in quota per l'area Cardinale, la stessa di Gianni. Ma la giunta con la Furnari ha vita breve e nel novembre 2014, in quota Giuseppe Lupo, arriva Antonio Purpura, docente universitario di Economia del turismo a Palermo. Purpura lavora alla riforma del settore e propone la creazione di soli nove poli museali e l'apertura agli esterni nella fase di progettazione sui fondi Ue.

Ma anche lui, nell'ultimo rimpasto, deve lasciare. Al suo posto nel novembre scorso si insedia l'avvocato Carlo Vermiglio, che annuncia: Dobbiamo aprire ai privati, non a caso ho subito firmato una circolare per poter accettare sponsorizzazioni. Nel frattempo i poli museali sono saliti a quota 12. Un ulteriore cambio di rotta, mentre i musei rimangono con pochi fondi (appena 4 milioni di euro previsti in bilancio per spese di funzionamento) e senza alcun servizio aggiuntivo degno di questo nome con Crocetta che nel 2012 gridava: Basta privati nei nostri gioielli. Qualcuno avvisi Vermiglio.






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