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Siracusa, l'Inda nel caos Lanza Tomasi attacca "Non si sa chi governa"
31 gennaio 2016 LA REPUBBLICA



SIRACUSA Il vuoto di potere all'Istituto nazionale del dramma antico è parzialmente colmata da un incarico ad interim affidato a Walter Pagliaro. Il regista, componente del cda dell'Inda, è il successore di Gioacchino Lanza Tomasi in attesa che il 6 febbraio si decida la terna dei nomi da consegnare al ministro Dario Franceschini per la guida dell'ente che cura gli spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa. Tra le ipotesi proposte dai consiglieri dell'Inda c'è quella di scorrere la graduatoria da cui venne scelto Lanza Tomasi e, dunque, riproporre i nomi di Orazio Torrisi e Andres Neumann, aggiungendone un terzo fra i restanti 37 presentati all'epoca del bando.

È solo un'ipotesi, ma il rischio è che il prescelto resti un sovrintendente dimezzato, stando alle dure parole con cui Lanza Tomasi ha lasciato Palazzo Greco rivolgendosi al ministro Franceschini e contestando lo statuto dell'Inda: «Occorre una riforma — ha scritto — in cui il consigliere delegato si chiami e abbia il ruolo e eserciti il ruolo di direttore amministrativo. E il soprintendente sia responsabile della elaborazione artistica, progettuale della istituzione, come avviene in tutti i teatri stabili del paese. Il mio curriculum indicava queste competenze, non quelle del direttore operativo».

Lanza Tomasi pone l'accento sui poteri di fatto dimezzati per il sovrintendente ricordando come nella proposta dei titoli della stagione 2016 non sia stato coinvolto: «Il consigliere delegato si è presentato con titoli, nomi, senza consultazione e scelte di spesa e, dulcis in fundo, nella settimana successiva alla seduta del cda sono state impartite alla responsabile dell'organizzazione direttive scritte che mutano notevolmente le attese riposte da me ed altri consiglieri nell'indirizzo e nella pertinenza della programmazione". Insomma, un sovrintendente ridotto a essere un esecutore e un consigliere delegato con poteri eccessivi.

Ne è convinto anche il presidente dell'Inda, Giancarlo Garozzo, il quale auspica da tempo la modifica dello statuto per meglio chiarire le competenze dei vari organi ed evitare le conflittualità interne. Adesso, però, a complicare le cose c'è una nuova, vecchia, questione. Il Teatro greco attende da troppi decenni un restauro e tale condizione di degrado ha imposto alla Soprintendenza nuove rigide prescrizioni per l'allestimento degli spettacoli.

Così, mentre l'Inda sta predisponendo i cast della nuova stagione e si prepara al montaggio delle scenografie, la soprintendente di Siracusa, Rosalba Panvini, rimarca i nuovi dettami tecnici. «Nulla si può montare se prima non sarà valutato il progetto dell'Inda alla luce delle nostre prescrizioni: la tutela del monumento è la priorità assoluta».

i. d. b.



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