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"Occorre concordare con i sindacati aperture eccezionali"
MARINA PAGLIERI
02 febbraio 2016 LA REPUBBLICA



L'INTERVISTA L'ASSESSORE COMUNALE ALLA CULTURA


ASSESSORE Braccialarghe, è possibile arrivare a uniformare gli orari dei musei?

«Mi piacerebbe, ma per arrivare a questo risultato ci vorrebbe la bacchetta magica. Certo, è un tema all'ordine del giorno: a un turista che arriva a Torino potrebbe far piacere sapere che tutti i musei aprono e chiudono alla stessa ora. Ma bisogna fare i conti con organici e soprattutto contratti diversi, dai musei civici a quelli statali, o ad altri come il Museo del Cinema o il Mauto, che agiscono in autonomia. Poi ci sono i casi eccezionali, le grandi mostre, che determinano nuove esigenze e nuove risposte».

In che senso?

«Prendiamo la mostra di Monet, che ha portato ad aprire alla Gam una nuova cassa, a creare una postazione per Turismo Torino, a posticipare la chiusura dalle 18 alle 19.30, a garantire maggiori presidi: si è dovuto così spostare personale da altri musei, per fare fronte alle richieste di un pubblico numerosissimo. La coperta è quella che è: sono questioni difficili da comprendere per chi non deve amministrare ».

Ogni contratto prevede orari e condizioni diverse?

«Sì, si verificano tante situazioni differenti. I Musei Reali dipendono dallo Stato, hanno una loro pianta organica e sono chiusi in determinati giorni festivi, come si è visto a capodanno, con le proteste che ne sono derivate. Poi ci sono i musei della Città, che dipendono dalla Fondazione Torino Musei, anch'essi con esigenze particolari, prendiamo per esempio il Borgo e la Rocca Medievale che rappresentano un caso a sé. Potrei continuare con il Museo del Cinema e del Risorgimento o con il Mauto. Per arrivare a un'uniformità ci vogliono accordi: ma il caso Monet è emblematico, di fronte a una situazione eccezionale le condizioni generali cambiano».

La direttrice del Polo Reale, oggi Musei Reali, ha posto come priorità l'omogeneità degli orari dei vari istituti: lei siede in quel Cda, riuscirete a realizzare orari uguali per tutti?

«Ci proveremo, anche se non è semplice: dipende anche dal numero di dipendenti e dagli accordi con i sindacati. Diciamo che è uno dei risultati che si vogliono raggiungere. Ma c'è un'altra cosa che vorrei sottolineare».

Ovvero?

«Avevo due obiettivi. Il primo, raggiunto, era evitare che tutti i musei fossero chiusi il lunedì: adesso, per esempio, Palazzo Madama è aperto e non è il solo. L'altro era riuscire ad avere politiche omogenee e distribuzioni di organici tali da poter arrivare ad aperture eccezionali nei giorni festivi, da concordare con i sindacati. Le difficoltà sono legate alle questioni contrattuali, ma anche al numero di persone a disposizione. L'intento è arrivare a un'armonizzazione, ma non è così semplice».



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