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Brescia. Sul futuro del Castello definite linee precise: tempi maturi per l’azione
Alessandro Benevolo*
Corriere della Sera - Brescia 11/2/2016

* Alessandro Benevolo Urbanista, consulente del Comune di Brescia per il Pgt

Con l’approvazione definitiva della seconda variante al Piano di Governo del Territorio di Brescia è stata stabilita una nuova disciplina urbanistica per l’area del Castello. Se n’è parlato poco, preferendo in città tenere viva la memoria delle tante iniziative che si sono succedute dal convegno al Sancarlino del 1997 fino alla recentissima iniziativa degli Amici del Cidneo e il suo collage di idee per il riuso e l’animazione del complesso o la discussione sullo Statuto della Fondazione Brescia Musei, cui vengono assegnati gli spazi museali della fortezza.
Una cornice amministrativa e un patrimonio importante di indagini, approfondimenti e anche suggestive idee da tenere in considerazione, ma adesso è il momento di dare corpo alla strategia operativa definita nel nuovo Piano di Governo del Territorio.
Quel desiderio da più parti invocato di definire un piano di rilancio per l’area può trovare infatti collocazione solo a Via Marconi nelle stanze dell’ufficio di pianificazione urbanistica che si è occupato di quest’ultima variante del Piano, a partire dagli indirizzi strategici già contenuti in questo documento.
L’area del Castello, una quindicina di ettari in tutto, è stata divisa in due: l’area occupata dalla Fortezza e le sue pendici sistemate prevalentemente in forma di parco pubblico fin dai primi anni del ‘900.
Per le pendici, il Pgt stabilisce la necessità di un ridisegno complessivo dell’architettura di parco. L’impostazione di questo parco risente dei suoi cento e passa anni e va rivista per rispondere a nuovi criteri di godimento degli spazi verdi di una città moderna.
Non più semplicemente un intreccio di scale, viali, sentieri e panchine, adatti alla contemplazione naturale, ma un sistema più complesso da inquadrarsi nella cornice perimetrale dell’intero centro storico, che comprenda la nuova vigna restaurata, alcune risalite meccanizzate pedonali che agevolino l’accesso alla sommità del colle da ogni punto cardinale e inserendo alcune attrezzature in grado di richiamare in più punti attenzione e frequentazione.
Per la Fortezza il Pgt non assegna etichette ai diversi edifici, ma stabilisce una gamma di destinazioni possibili che spaziano dai servizi pubblici, agli spazi commerciali e ai pubblici esercizi, avvertendo però che le singole utilizzazioni non possono essere di un solo tipo o assegnate casualmente. Il mix di queste col suo sistema di percorsi è una scienza esatta: come in un centro commerciale è decisivo per il suo funzionamento complessivo. Occorre una gamma di utilizzazioni il più possibile diversificata, una o forse due «ancore», un nucleo concentrato di bar e ristoranti.
Occorre anche verificare le possibilità di modernizzare il Museo del Risorgimento e quello delle Armi: così come concepiti e usati non possono restare.
A servizio del Parco e della Fortezza verranno dedicati i due parcheggi attrezzati di Piazza Arnaldo e Fossa Bagni (850 posti auto in totale) collegati da una navetta frequente che percorra la strada esistente eliminando tutti i parcheggi lungo i viali o ai piedi delle Mura (oggi occupati praticamente per intero da automobilisti che vogliono evitare i parcometri della città).
Dal punto di vista economico, le concessioni all’uso dei singoli spazi (nel Parco o nella Fortezza) serviranno per finanziare almeno in parte i costi delle nuove infrastrutture necessarie portandole in una dimensione sostenibile dai bilanci di Piazza Loggia.
Una volta definito nei dettagli questo programma complessivo per i quindici ettari, si dedicherà tempo a stipulare un accordo preventivo con la Soprintendenza per evitare imprevisti veti al momento dei progetti o della loro esecuzione.
Come si diceva nei giorni scorsi, è il momento di dare consistenza alle idee e alle strategie.



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