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Firenze. Cade un ramo per il vento, chiusa la cappella Brancacci
Antonio Passanese
Corriere Fiorentino 11/2/2016

Firenze, disagi per le forti raffiche: Peretola nel caos, stop alle entrate anche a Boboli

I meteorologi l’hanno definita «una tempesta di vento», con raffiche che hanno raggiunto i 90 chilometri orari. Per tutto il giorno i centralini del 115 sono stati presi d’assalto, e i vigili del fuoco hanno dovuto far fronte a decine di interventi per tetti scoperchiati, antenne volate via, cornicioni pericolanti e qualche albero che si è abbattuto sulle auto in sosta. Nulla in confronto a quanto accaduto nell’agosto scorso, ma il vento che, ieri, spirava su Firenze ha creato problemi all’aeroporti Vespucci e danni al patrimonio storico e artistico della città.
La Cappella Brancacci, con gli affreschi di Masaccio, dopo al cauta di un grosso ramo, riaprirà al pubblico sabato mattina: lo ha deciso Palazzo Vecchio dopo che i pompieri hanno transennato ieri mattina prima delle ore 10 tutto il chiostro grande a causa di un ramo che si è staccato da un cipresso secolare per finire sul porticato accanto alla biglietteria del museo. La Cappella è stata subito chiusa per consentire di mettere in sicurezza tutta l’area. Ancora non è stato deciso se l’albero dovrà essere abbattuto o se, invece, basterà un alleggerimento o una potatura. «Domattina (questa mattina, ndr) alle 7,30 inizieranno a liberare il tetto dal ramo e a risistemare il cipresso — racconta padre Raffaele Durante, priore della comunità carmelitana di piazza del Carmine — Si è semplicemente piegata una grondaia e sono caduti alcuni mattoni. Le famiglie che abitano con noi nel convento mi hanno detto di aver sentito uno scoppio. Hanno avuto paura e hanno immediatamente chiamato i vigili del fuoco». Fortunatamente non risultano danni agli affreschi ma, spiegano dalla direzione ambiente del Comune, nessuno potrà accedere all’interno del convento fino a quando non saranno eseguite le verifiche di sicurezza. Tanti i turisti, soprattutto giapponesi e americani, che ieri hanno dovuto rinunciare alla visita, nonostante l’avessero prenotata da tempo: «Ma questi fenomeni non sono prevedibili — dicono alcuni dipendenti del museo — e se si decide di chiudere è solo per garantire l’incolumità dei visitatori».
Il forte vento, ieri mattina, ha convinto la direttrice del Giardino di Boboli, Alessandra Griffo, a chiudere tutto il parco in attesa che i giardinieri terminassero i sopralluoghi nelle varie aree. Un cartello, posto davanti alle entrate di Palazzo Pitti, Annalena in via Romana e Porta Romana, avvertiva che per il forte vento il giardino sarebbe rimasto off limits per tutto il giorno. La riapertura verrà decisa questa mattina alle 7.45, dopo che i tecnici della soprintendenza avranno verificato se vi sia danni gravi. «Ieri è caduto solo qualche ramoscello, ma per una valutazione più precisa bisogna far passare la notte e capire se le raffiche di vento continueranno». Nessun danno nei giardini del Polo museale, anche se il direttore regionale Stefano Casciu ha comunque stabilito la chiusura delle ville e dei parchi medicei: Castello, Petraia, Poggio a Caiano e il giardino di Villa il Ventaglio: «Una prassi normale — dice il direttore — quando scatta l’allarme vento e c’è una percezione di rischio».
Le raffiche hanno mandato in tilt anche l’aeroporto di Peretola, con i voli, in partenza e arrivo, dirottati su Pisa e Bologna, coinvolgendo centinaia di persone. I passeggeri che avrebbero dovuto imbarcarsi a Firenze sono stati accompagnati con gli autobus negli scali più vicini (dirottati 7 in partenza e 14 in arrivo) mentre quelli dei sei voli cancellati sono stati portati in albergo e questa mattina dovrebbero poter raggiungere la loro destinazione: gli unici che sono riusciti a partire o a “mettere piede” in città sono stati coloro che avevano il volo nelle prime ore della mattinata.



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