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Antimo Cesaro: "Treno dell'arte per la Reggia di Caserta"
di ANTONIO FERRARA
11 febbraio 2016 LA REPUBBLICA

Il sottosegretario al ministero dei beni culturali: "La cultura è un investimento di lungo periodo. Non solo l'esercito, ma portiamo arte e cinema ai ragazzi"

"QUANDO chiediamo la presenza dell'Esercito, poi dobbiamo porci il problema di investire in cultura per lavorare sulla prevenzione. Ecco, io credo fermamente nella cultura come presidio di legalità sul territorio: bene ha detto Renzi che per ogni euro speso in sicurezza ne va speso uno in cultura".

Antimo Cesaro dal 29 gennaio è sottosegretario ai beni e alle attività culturali. Deputato di Scelta civica dal 2013, è docente di scienza e filosofia politica ed ermeneutica del linguaggio politico alla Seconda università di Napoli. "Guardando alle periferie e al degrado delle nostre province, il ministero dei beni culturali deve ripensare al ruolo della cultura come investimento di lunghissimo periodo in termini di educazione alla legalità" dice. E aggiunge: "Un grande compito è immaginare il coinvolgimento dei ragazzi in progetti culturali a lungo periodo, l'esperienza degli Uffizi a Casal di Principe è importantissima: la sfida è portare arte, cinema e cultura ai ragazzi".

Sottosegretario Cesaro, lei sottolinea il valore educativo della cultura. Cosa bisogna fare per rendere Napoli una città d'arte in termini di sistema al pari di Roma, Firenze e Venezia?
"Manca la qualità della vita. La città viene ancora percepita come città dai mille problemi da risolvere, dalla sicurezza ai trasporti. C'è certamente un fermento, un tentativo di rinascere. L'asset strategico di Napoli deve essere la cultura, ma abbiamo un ritardo da colmare. E questo è compito della politica che riguarda da un lato la responsabilità ministeriale e dall'altro lato le responsabilità della politica locale che deve fare della cultura non solo la foglia di fico dei programmi elettorali, ma deve investire su questa risorsa".

Eppure, il sindaco de Magistris ha più volte rivendicato i risultati eccezionali in termini di presenze turistiche...
"Rpieto, non tutto è stato risolto. L'amministrazione comunale deve assumersi la sua parte di responsabilità, così come può salutare con favore risultati positivi. È positivo l'incremento dei flussi turistici perché dimostra che le politiche di valorizzazione danno i primi risultati. Restano le parole autocelebrative del sindaco, ma capisco che si rivendichi il fatto che Napoli sia tanto amata e visitata dai turisti, e lui legittimamente lo ricorda e sottolinea".

Archeologico, Capodimonte, ma anche Reggia di Caserta e Paestum. Come giudica i primi mesi dell'autonomia?
"Sono state messe in campo una serie di iniziative, i primi risultati si vedono. L'autonomia è una grande scommessa gestionale e crea una sana concorrenza tra gli istituti. A Napoli registro in un trend positivo, ma non so se ciò dipenda dalla politica o dal brand Napoli che si vende da solo, oltre che dalla congiuntura internazionale, con la paura del terrorismo che ha modificato i flussi".

Sia il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, che quello di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, hanno posto con forza il tema del potenziamento dei trasporti ferroviari, avendo le stazioni Fs a due passi dai siti.
"Hanno ragione. A Caserta deve arrivare l'Alta velocità, la stazione - come proposto da Felicori - si deve chiamare "Reggia di Caserta", vanno potenziati treni diretti Napoli-Caserta. Un treno turistico per la Reggia di Caserta, una sorta di metropolitana dell'arte che da Napoli arrivi alla Reggia. Si deve riprendere il sogno di una metro che colleghi Napoli e il casertano. E va istituito un servizio di trasporto tra Capodichino e la Reggia di Caserta. Anche a Paestum vanno potenziate le corse e migliorata la stazione".

Eppure, a Pompei il sindaco ha sollevato, dopo averlo approvato a settembre, seri dubbi sull'hub ferroviario "Pompei scavi"...
"Il sindaco fa bene a sollevare il problema delle infrastrutture turistiche della città. Non possiamo solo aumentare i visitatori, con rischi per il patrimonio, ma vanno incrementati i posti letto. Penso a un investimento nel centro storico di Pompei moderna per riqualificarlo e farne sede di ristoranti, botteghe artigiane, alberghi, negozi. Serve una visione strategica".

Franceschini ha annunciato in un'intervista a Repubblica la nascita dell'Istituto centrale dell'archeologia, l'Ica. Una sede distaccata potrebbe essere a Pompei? E che rapporto avrà con la Scuola archeologica di Atene e Pompei?
"La Scuola di alta formazione internazionale su tutela e valorizzazione potrà avere sede nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia. Penso che la sede dell'Ica sarà a Roma, ma l'attenzione per la Campania è massima".



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