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Il Governo sblocca la Cispadana. Legambiente: "Opera inutilmente impattante"
11 febbraio 2016 LA REPUBBLICA


Il progetto del collegamento autostradale fra Reggio, Modena e Ferrara (67 km, costo 1,3 miliardi) si era bloccato un anno fa dopo il parere contrario del ministero dei Beni culturali.

Esultano la Regione e Legacoop, mentre gli ambientalisti accusano: "Porterà solo inquinamento, e rischia di non essere completata"

BOLOGNA - "Un passo fondamentale, un giro di boa verso la concretizzazione di un'opera strategica per la nostra regione". Con entusiasmo la Regione Emilia-Romagna accoglie la decisione del Consiglio dei ministri di sbloccare la situazione del progetto della Cispadana, il collegamento autostradale fra le province di Reggio, Modena, Ferrara, dal costo complessivo di 1,3 miliardi di euro di cui 180 milioni a carico della Regione. "Ora potremo procedere in modo più spedito nel confronto con il ministero delle Infrastrutture, affinché la concessione autostradale passi allo Stato. Da parte nostra, contiamo di aprire i cantieri entro il mandato", commenta l'assessore ai Trasporti Raffaele Donini. Di tutt'altro avviso Legambiente Emilia-Romagna, che parla di "opera inutilmente impattante".

La Cispadana (67,5 km di lunghezza, due corsie per senso di marcia, con inizio a Reggiolo e conclusione a Ferrara), prima autostrada regionale, intercetterebbe le direttrici dell’Autobrennero e dell’A13/E55 e, attraverso queste, dell’E45/A14 e l’A1/Autocisa; si configurerebbe come un'alternativa al corridoio centrale via Emilia/A14. Tredici i Comuni interessati, molti, se non tutti, seriamente colpiti dal terremoto del 2012: Reggiolo e Rolo in provincia di Reggio Emilia; Novi, Concordia, San Possidonio, Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro e Finale Emilia in provincia di Modena; Cento, Sant’Agostino, Poggio Renatico e Ferrara in provincia di Ferrara.

A pochi giorni di distanza dalla decisione di viale Aldo Moro di scartare definitivamente il vecchio progetto del Passante nord attorno a Bologna, a favore dell'allargamento di tangenziale e autostrada ("Salviamo quei terreni vergini", disse il governatore Stefano Bonaccini a Palazzo d'Accursio) un altro nodo-infrastrutture viene sciolto. Bonaccini ha puntato fin dalla sua campagna elettorale sul piano per la Cispadana, piano che, avviato nel 2012, si era interrotto nel 2015 dopo il parere contrario espresso dal ministero dei Beni e delle Attività culturali. Con il via libera di ieri sera si attua "un passaggio di grande rilievo verso la conclusione della procedura di VIA dell’infrastruttura" ribadisce l’assessore Donini.

“Parliamo di un’opera – prosegue Donini – che consentirà un collegamento diretto fra le province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara, e il completamento delcorridoio est - ovest con l’Adriatico. Un’opera che concorrerà a dare slancio, anche a livello economico, a un’area della nostra regione, quella della pianura orientale, che soffre storicamente per la mancanza di collegamenti agevoli". Non solo la parte est: "La Cispadana – conclude Donini – servirà anche le zone colpite dal terremoto del 2012 e, per tutto il suo tracciato, concorrerà in modo significativo a diminuire l’inquinamento urbano, togliendo traffico pesante e riducendo tempi di percorrenza e incidenti".

Plaude anche Legacoop. Sul fronte delle infrastrutture "c'è ancora parecchio da fare prima di avviare i cantieri" ma "si esce dallo stallo che ha tenuto a lungo nel limbo questa come altre opere infrastrutturali, realizzate nel massimo rispetto per l'ambiente e per il territorio, necessarie per la nostra regione, per l'Italia, per i collegamenti con l'Europa".

Di tutt'altro avviso rispetto all'entusiasmo della Regione è Legambiente Emilia-Romagna, che giudica "grave" lo sblocco da parte del Governo "di un'opera inutilmente impattante". Inutile perché "la scelta dell'autostrada regionale non risponde alle esigenze trasportistiche del territorio e si risolverà nell'ennesima avventura finanziaria". Secondo Legabiente "se è vero che i Comuni della bassa modenese e ferrarese hanno un effettivo problema di mobilità, la soluzione adottata è quanto di più lontano alla soluzione di tali problemi. Per le caratteristiche stesse dell'opera questa favorirà il traffico di attraversamento e il conseguente inquinamento, ma non certo la mobilità a breve e medio raggio. Inoltre l'opera rischia di rimanere a metà del guado dal punto di vista finanziario, per il pesantissimo costo e per i dubbi ritorni in termini di utenze".

"Quello che è certo - insiste Legambiente - è che si propone l’ennesima opera utile solo a favorire il trasporto merci su gomma, con la copertura economica dei contribuenti, sottraendo risorse al trasporto su ferro. Va sottolineato infine che buona parte delle opere cosiddette" compensative" chieste dai Comuni sono altre urbanizzazioni, anziché ripristino di verde, con un pesantissimo effetto moltiplicativo sulla perdita di campagna".



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