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Italia Nostra boccia il nuovo Galliera ‘Non serve a nessuno'
NADIA CAMPINI
14 febbraio 2016 LA REPUBBLICA


UNA COLLINA devastata, tre anni di cantieri e la demolizione di una serie di palazzine storiche non sono giustificabili per ottenere un ospedale con meno posti letto di quello attuale: Italia Nostra scende in campo contro il progetto del Nuovo Galliera e chiede alla Sovrintendenza di vincolare le palazzine ottocentesche che secondo il progetto andrebbero demolite. «Dal punto di vista sanitario i dubbi sono molti – spiega Andrea Bignone, presidente di Italia Nostra – visto che si riducono i postri letto. Nessuno mette in dubbio che si possa dover ristrutturare o riorganizzare, ma gli spazi ci sono, si tratta di intervenire sugli edifici esistenti, se invece si pensa ad una pura e semplice speculazione edilizia allora il progetto è ancora più criticabile». Il tema è stato ieri all'ordine del giorno dell'assemblea annuale di Italia Nostra che si è svolta a palazzo Ducale. Italia Nostra era anche pronta a presentare un ricorso contro il progetto già in questa fase, ma ha poi rinunciato per motivi economici, in compenso i cittadini del comitato che si è costituito contro il nuovo Galliera vanno avanti. «Non ci facciamo scoraggiare – dice Paola Panzera, rappresentante del comitato – noi come cittadini abbiamo più vincoli di Italia Nostra perchè dobbiamo aspettare che il progetto sia varato, ma siamo pronti ad impugnarlo appena ci sarà l'ufficialità». Il progetto stato presentato in Comune alla fine di dicembre, il 19 febbraio si aprirà la conferenza dei servizi e a quel punto la battaglia entrerà nel vivo.
Nel frattempo Italia Nostra accende i riflettori anche sul tema dei parchi storici. La vittoria dell'Acquasola, che è stato ufficialmente riconosciuto dal tribunale come parco storico con la cancellazione del park sotterraneo, è un punto di partenza, ma il lavoro da fare resta parecchio. «Il parco storico ha bisogno di una sensibilità di approccio e di un modo di frequentazione diverso dal comune giardino pubblico – spiega Bignone – l'esempio di come dovrebbe essere gestito un parco storico è la villa Duchessa di Galliera, dove esiste un curatore che si occupa anche di seguire la scelta e la cura delle piante che lo compongono. Un parco di questo tipo è un vero e proprio museo all'aperto che può diventare un punto di interesse turistico notevole, ma serve anche un utilizzo diverso. Tanto per semplificare, i cani si possono portare a sgambara alla Fiumara, ma non all'Acquasola». Nel corso del 2015 Italia Nostra si è occupata poi del tema della copertura del cantiere per lo scolmatore del Fereggiano, in corso Italia, dove il Comune ha peccato soprattutto per la «cattiva gestione dell'informazione e comunicazione su un'opera pubblica ». In particolare secondo i documenti dell'associazione «l'impatto visivo deturpante sul panorama di questa orribile piattaforma di cemento sarebbe stato intuitivo per chiunque anche prima della costruzione » e quindi era doveroso «che il Comune informasse adeguatamente i cittadini sula necessità di realizzare il manufatto spiegando la sua funzione e soprattutto dando garanzie sulla sua provvisorietà e quindi sul suo totale smantellamento ad opera conclusa». Questa parte è mancata e la conseguenza sono state le polemiche, gli allarmi dei cittadini e un incredibile «pasticcio informativo».
L'altro tema caldo dell'assemblea dell'associazione è stato infine l'ordinanza anti-smog del Comune, che avrebbe dovuto vietare l'ingresso in centro a tutte le moto euro zero, a partire dal primo febbraio. Anche in questo caso la mancanza di informazione preventiva ha prodotto un diluvio di critiche, che ha spinto poi la giunta a sospendere l'ordinanza e a rinviarla promettendone anche la modifica. Per altro quel provvedimento punta ad individuare quelli che il presidente di Italia Nostra definisce «i capri espiatori della mal aria», mentre «nella realtà dei fatti si continua ad inseguire di volta in volta gli effetti che ogni anno si ripresentano senza che nessun vero provvedimento porti l'attenzione sulle cause vere dell'inquinamento».
Su questo fronte le proposte di Italia Nosta sono sintetizzate in otto punti, che prevedono tra l'altro l'introduzione del limite dei 30 chilometri all'ora in tutti i centri storici, il rafforzamento del servizio pubblico e una nuova politica tariffaria che incentivi il trasporto pubblico.



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