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ROMA-Quale futuro per l'Appia?
RITA PARIS
www.eddyburg.it, 12/02/2016

In quest'intervista di Eddyburg a Rita Paris, l'archeologa che ha raccolto l'eredit di Antonio Cederna sull'Appia Antica, il passato il futuro della Regina viarum, mentre incombe un fosco presente.


Per capire che sta succedendo ci rivolgiamo a Rita Paris, larcheologa che, da funzionaria della soprintendenza archeologica della capitale, ha dedicato il meglio della sua vita allAppia Antica. La prima domanda che le sottoponiamo la seguente: secondo te, che ruolo spetta, nel pensare al futuro di Roma, a quella che i romani chiamavano Regina viarum?

Rita Paris -La Via Appia un luogo storico ricco di millenaria magia, poi simbolo di tutte le battaglie contro labusivismo e la prepotenza della speculazione, si presenta oggi alluomo contemporaneo come lo spiraglio da cui filtra una luce nuova, da cui si pu intravedere il futuro. La Via Appia potr diventare la colonna vertebrale di una nuova struttura in grado di costruire, al di l degli errori e delle speculazioni di Roma moderna, per i cittadini di questa citt e di questa regione, per i turisti, per gli amanti dellarte e della natura e per gli studiosi di tutto il mondo la vera Roma futura, cos si conclude il capitolo sullAppia aggiunto alla nuova edizione del volume Roma Moderna di Italo Insolera.

E -LAppia Antica in effetti un luogo simultaneamente antico e moderno. un segmento di storia e di campagna che dai Castelli Romani - se vogliamo dal profondo Sud, come ci ha raccontato Paolo Rumiz questestate su la Repubblica - penetra nel cuore della citt attuale. Ma non lanticitt, il completamento della citt attuale, con la quale dovrebbe armonizzarsi svolgendo adeguate funzioni. Dico bene Rita?
R. P. - Dici benissimo. LAppia un monumento unico al mondo che attraversa un territorio in gran parte salvaguardato allinterno della citt costruita con la quale vive in una discontinuit che esalta la bellezza e il fascino dei luoghi. Per questo primaria la necessit di garantire la conservazione dei monumenti - dovere che non in contrasto con lo sviluppo culturale - e di ci che resta della campagna romana, tra la continuit storica con larea archeologica centrale e la crescita caotica della zona meridionale di Roma fino allarea dei Castelli. Con tale obiettivo lAppia pu svolgere un ruolo sociale quale spazio per la cultura, il tempo libero, la ricreazione e la qualit di vita dei cittadini.

E - LAppia Antica rappresenta anche una pagina di fondamentale importanza nella storia dellurbanistica italiana. Mi riferisco allapprovazione del piano regolatore generale di Roma del 1965. Il merito fu soprattutto di Giacomo Mancini, benemerito ministro dei Lavori pubblici (allora non esistevano ancora le Regioni) che condivideva le idee di Antonio Cederna e destin lAppia Antica, e 2.500 ettari del territorio attraversato, a parco pubblico. Che ne di quella coraggiosa e straordinaria decisione?
R. P. - La cultura moderna e limpegno di molti, in particolare di Antonio Cederna e di Italia Nostra - quando questa associazione vantava un primato nella difesa del patrimonio nazionale ed era in grado di promuovere studi come quello sul Piano per il Parco dellAppia Antica, coordinato da Vittoria Calzolari - hanno portato al risultato straordinario a cui fai riferimento, superando incertezze e compromessi. La mancata attuazione di questa prospettiva, cos come lo quella dei Fori Imperiali, ha lasciato spazio a una assenza quasi totale di iniziative, favorendo un abusivismo che pare inarrestabile e lo sviluppo di una serie di attivit, per lo pi incompatibili, che traggono tuttavia profitto dalla location deccellenza. Negli ultimi 20 anni si cercato di rimediare agli errori, attraverso la cura e lincremento del patrimonio culturale, anche per offrire qualcosa alla fruizione pubblica, in un ambito per la quasi totalit in propriet privata. Tra i risultati raggiunti si ricordano lesproprio da parte del Comune di una parte del Parco della Caffarella, linterramento da parte dellAnas delle corsie del GRA che tagliavano con violenza la strada antica, oggi ricucita, gli scavi, i restauri, gli allestimenti dei principali e ormai conosciuti monumenti da parte della Soprintendenza, le acquisizioni di nuovi beni, messi a disposizione del pubblico dopo impegnativi interventi di recupero. La costituzione di un Parco Regionale ha rappresentato un momento importante nella storia di questo territorio ma evidente che lAppia non pu riconoscersi nella realt di unarea naturale protetta. Per questo negli anni si chiesto, senza ascolto, di poter creare per lAppia un organismo che ponesse i valori archeologici e monumentali al centro degli indirizzi, delle scelte della citt e degli enti a vario titolo interessati (tra i quali non si pu dimenticare lo Stato Vaticano per la presenza qui delle pi importanti e celebri catacombe cristiane), per far convergere investimenti e risorse verso il patrimonio culturale per il quale lAppia nota in tutto il mondo.

E -Credo di aver capito che, nel dibattito che si sta vivacemente sviluppando fra il ministro Franceschini e il suo staff da una parte e, dallaltra, archeologi, storici dellarte, studiosi e appassionati del nostro patrimonio, ci sono due parole chiave che si confrontano: tutela e valorizzazione. Che significa il prevalere delluna o dellaltra per il futuro dellAppia Antica?
R. P. - Cerco di farlo capire. Con sorpresa si legge nel DM di cui stiamo discutendo che lAppia sar un Parco Archeologico nellambito della riforma che ha alla base del proprio impianto la separazione netta tra tutela e valorizzazione, termini diventati oggi la metafora di una contrapposizione che si addice pi a tifosi di squadre di calcio che di esperti e operatori del mondo della cultura. Chi pu negare che la tutela si attua attraverso il riconoscimento di un interesse pubblico e che quindi la valorizzazione per la fruizione, sempre pubblica, non sono in discontinuit e contrapposizione ma anzi in stretta relazione nellattivit degli specialisti che devono saper riconoscere, studiare, conservare, attraverso i metodi del restauro, affinch il patrimonio culturale sia preservato da danneggiamenti di ogni genere, sia posto in condizioni di decoro, sia offerto al godimento pubblico? Compiti questi che devono essere sostenuti da una buona strategia di comunicazione per far conoscere, avvicinare e attrarre cittadini e turisti, azione necessaria al pari delle altre, senza la quale si vanificherebbe buona parte delloperato delle amministrazioni. Se quindi importante che il Ministro dichiari che ha a cuore lAppia e quindi ne preveda un istituto giuridico speciale, tuttavia non chiaro quale possa essere la forma di questo nuovo istituto se non (deve rimanere) dovr occuparsi della tutela e della valorizzazione insieme, quale sia la prospettiva non solo per mantenere quello che fino ad oggi si realizzato (non servirebbe in questo caso la previsione di un nuovo istituto ad hoc) ma per migliorare e far crescere questo immenso patrimonio, tanto eccezionale quanto umiliato. Pi che di enti e istituzioni lAppia ha bisogno di risorse, di un progetto complessivo condiviso e di buona gestione, adeguata alla complessit dei problemi di questo patrimonio, che i sapienti interventi ottocenteschi riuscirono a trasformare in un Museo allaperto, modello di metodi di conservazione e allestimento moderni e originali, meta di visitatori italiani e stranieri.

E -Vorrei chiederti infine se condividi la preoccupazione che gli importanti risultati comunque raggiunti, nonostante lostilit dei potenti interessi colpiti, possano essere contraddetti da un eventuale nuovo assetto istituzionale che affievolisca la prevalenza dellidentit pubblica dellAppia Antica.
R. P. - Per nessun luogo come per lAppia vi sono stati, nel tempo moderno, attenzione e impegno civile, con la consapevolezza che le numerose ferite inferte a questo patrimonio stavano sottraendo ci che doveva essere pubblico. Questo impegno parte stessa della storia dellAppia e il miglioramento delle condizioni generali, lampliamento dei luoghi di pubblica fruizione, gli eventi realizzati, hanno gi avviato una nuova fase, aprendo lAppia alle Universit, agli studi sulle tecniche di costruzione, sulla geologia, sullimpiego dei materiali antichi, coinvolgendo studenti, corsi di formazione, cantieri scuola, studiosi, artisti di arte contemporanea e della musica. Un nuovo istituto non potrebbe prescindere da tutto questo ma piuttosto nutrirsi della forza di questa partecipazione intorno ai tanti temi dellAppia, come uno scudo ideale per la difesa dei valori e un contenitore in grado di dare impulso ad attivit speciali, creando opportunit di lavoro, di incontro e di crescita per saldare lidentit dellAppia.

Sabato 13 febbraio sull'Appia si svolger un'iniziativa per ricordare Tonino Cederna a venti anni dalla sua scomparsa: appuntamento alle h.10 alla Villa dei Quintili via Appia Nuova 1092)



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