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GROSSETO. Vendesi Prefettura, lo Stato si fa avanti
di Elisabetta Giorgi
10 marzo 2016 IL TIRRENO



La Provincia, proprietaria del palazzo di piazza Rosselli, riceverà una proposta d’acquisto dal ministero. Seguirà un bando


GROSSETO. Il palazzo della Prefettura si avvia alla vendita. La Provincia di Grosseto, proprietaria dell’immobile di piazza Rosselli, ha preso contatto proprio in questi giorni con Invimit, società ministeriale che in tutt’Italia sta portando avanti una serie di operazioni immobiliari acquistando beni occupati in larga parte dalle Prefetture. Da qui in poi l’ente provinciale aspetta una proposta d’acquisto dallo Stato, che sta facendo le sue valutazioni; quando l’offerta sarà arrivata la Provincia farà partire una gara per valutare eventuali altri acquirenti.

Entro 90 giorni si dovrebbe sapere l’esito dell’operazione.

Niente più sgombero (per ora). Il presidente della Provincia Emilio Bonifazi aveva dato formale disdetta al ministero un anno fa: con 12 mesi d’anticipo comunicava la volontà di liberare gli spazi dalla Prefettura; operazione propedeutica al tentativo di vendere poi l’immobile e realizzare risorse fondamentali alle fragili casse dell’ente pubblico.

Siamo a un mese esatto dallo sgombero fissato su carta per aprile 2016, e al momento nulla si muove su questo fronte: nessun trasloco all’orizzonte. L’operazione è in stand by e la Provincia si prepara semmai a prorogare l’affitto al ministero, avendo preso forma - nel frattempo - l’ipotesi di riuscire a vendere il palazzo a quest’ultimo. Con un duplice vantaggio: la Provincia potrebbe far cassa alienando l’immobile e lo Stato risparmierebbe sugli affitti ammortizzando nel tempo l’acquisto.

Per questo palazzo il ministero degli interni paga a palazzo Aldobrandeschi un canone di 148.750 euro all’anno (fino al 2015 era di 175.000 euro, poi ridotti per legge del 15%). Nell’ipotesi di vendita, la Provincia ha stimato un valore di 6 milioni e 338.000 euro.

Vendita allo Stato? In tutt’Italia lo Stato punta ad acquistare i beni delle Province già occupati dai propri uffici ministeriali e Prefetture grazie a una società nata in seno al ministero. La società si chiama Invimit Sgr (Investimenti Immobiliari Italiani, società di gestione del risparmio) e il capitale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il suo obiettivo è quello di acquisire immobili che fanno parte del processo di valorizzazione e dismissione del patrimonio degli enti pubblici, lavorando con interlocutori e partner già operativi con gli stessi enti, come Cassa Depositi e Prestiti e Agenzia del Demanio.

Via alla trattativa. Mercoledì 2 marzo scorso c’è stato un incontro chiave, a Roma, tra Provincia di Grosseto e Invimit.

Bonifazi ha parlato con i dirigenti della società, che - spiega lui - «si sono detti disponibili a mettere in pratica un percorso per acquisire il bene». Naturalmente bisogna vedere se il percorso andrà in porto o meno; al momento «Invimit sta “attenzionando” gli immobili italiani dove sono le Prefetture e in cui sono pagati canoni affitto sopra i 100mila euro». E Grosseto è tra questi.

L'iter. Da qui in poi serviranno 90 giorni di tempo. Il ministero avvierà - da qui a giugno - una serie di passaggi formali, valutazioni, perizie e procedure per poi avanzare la sua proposta d’acquisto irrevocabile, al di sopra e al di sotto della quale non andrà. «Ricevuta l’offerta, come Provincia espleteremo una gara per valutare eventuali altre proposte: procedura d’obbligo perché siamo un ente pubblico. Stiamo già preparando gli atti del bando». Tra offerta ministeriale e gara provinciale ci vorranno, si diceva, circa 90 giorni. Dunque a giugno si potrebbe conoscere l’esito dell’operazione.

Essendo il palazzo di piazza Rosselli vincolato, da qui a giugno bisognerà ottenere dalla Soprintendenza - passaggio fondamentale
e delicato - il nullaosta per la vendita dell’immobile. Quel che è certo è che ad aprile non è in programma alcuno sgombero della Prefettura dal palazzo: la delicata partita affinché gli uffici ministeriali possano restare lì (non più in affitto ma “in proprietà” statale) è del tutto aperta.



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