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Sicilia extra lusso esplode il business delle superville affittate ai magnati
MANUELA LAIACONA
12 marzo 2016, LA REPUBBLICA



Se gli Emirati Arabi, i Caraibi, le Bermuda o gli atolli della Polinesia fino ad ora sono state tra le mete preferite dai "Paperoni", adesso anche la Sicilia comincia ad attirare i magnati come destinazione dei loro lussuosi soggiorni. La loro preferenza cade sempre di più su un patrimonio inimmaginabile di ville e dimore storiche immerse in oasi con vista mozzafiato, disseminate negli angoli più suggestivi, blindate in contesti da sogno. Paradisi con piscine, parchi o campi da tennis che vengono scelti per trascorrere giornate di relax tra massaggi e alta cucina siciliana.

Questa super nicchia di viaggiatori dalle pretese altissime, abituata a standard che solo pochi posti nel nostro globo possono offrire, che può permettersi spiagge bianche solo per sé, ritiri inaccessibili ai comuni mortali con servitù al seguito ad esaudire ogni desiderio, sta scoprendo il fascino del way of living siciliano. Parliamo di uomini che posseggono, ciascuno, un patrimonio il cui valore potrebbe coprire buona parte di una legge di stabilità, per i quali pagare soggiorni che oscillano da 3000 a 10 mila euro a settimana non è certo un problema.

Gli operatori siciliani del settore, specializzati nel turismo extralusso, confermano all'unisono l'appeal che la Sicilia esercita sul jetset dei super ricchi. Una tendenza non affatto trascurabile, perché l'Isola non ha mai fatto parte della top list delle mete di vacanza per questo target particolare.

Il comparto delle ville è una nicchia della nicchia che traccia una nuova frontiera di business i cui margini di crescita registrati negli ultimi anni fa ben sperare qui al sud, anche alla luce delle ultime stime del World Travel Monitor di Ipk International, compagnia esperta nello studio del settore turistico globale, che hanno rilevato un incremento dei viaggi di lusso del 48 per cento dal 2010 al 2015. Oltre alle mega ville, che non hanno nulla da invidiare a quelle ben più famose hollywoodiane, la Sicilia deve il suo successo anche ad un asso nella manica che altri Paesi non anno. «Nella cerchia dei miliardari, sta aumentando il numero di viaggiatori indipendenti che vuole vivere esperienze mediterranee, conoscere a fondo le tradizioni a partire dall'assaggio della gastronomia tipica e del patrimonio agroalimentare che vantiamo», riferisce Dario Ferrante, fondatore di Absolute Sicilia (www.absolutesicilia. com), start up nata due anni fa come tour operator dedicato esclusivamente ai turisti dal conto in banca da capogiro che vogliono vivere una Sicilia diversa e che ha visto incrementare i propri affari, in questo breve lasso di tempo, del 300 per cento.

«Chi sceglie la nostra terra sono i così detti Boomers e i Millennials, uomini e donne tra i 30 e i 50 anni dalla enorme disponibilità economica — dice Ferrante — professionisti che occupano posizioni di rilievo nel mondo della finanza, dell'alta tecnologia, della medicina, della legge ma sono anche politici, artisti, attori del cinema, petrolieri e magnati. Principalmente provengono dagli Usa, dall'Inghilterra».

La ricerca delle ville ha una sua dinamica ben precisa, spiega Fabrizio Ajello, fondatore e amministratore di Sicily Luxury Villas (www.sicilyluxuryvillas. com/): «Noi abbiamo un rapporto diretto con il cliente turista. Prima di trovare la villa più adatta alle sue esigenze prendiamo informazioni su tutto, sulle sue abitudini, sui desideri, sulle passioni, su quello che cercano in Sicilia. È fondamentale questo lavoro di studio preliminare. Poi noi scegliamo le dimore personalmente e valutiamo ogni minimo dettaglio, se rispondono agli alti livelli di standard che vogliamo. Siamo estremamente rigorosi nella selezione conosciamo, poi, personalmente anche i proprietari delle ville. Il nostro vantaggio per il cliente è che siamo sul luogo, agiamo in modo completametne diverso rispetto ai colossi che vendono soggiorni extralusso in strutture che non hanno mai visto. Riusciamo così ad essere più attendibili e credibili».

La cura che si investe in questo tipo di servizio è tutto, un piccolo errore può compromettere l'affidabilità dell'operatore. «Il passaparola è determinante — precisa Ajello — Queste persone fanno parte, alla fine, di una ristretta cerchia. Se un solo cliente rimane scontento hai finito di lavorare. L'attenzione deve essere massima. Per questo motivo mettiamo anche a disposizione un intero staff altamente formato che si occupa di ogni aspetto del soggiorno, compreso il personal consierge, e delle attività che si possono svolgere, come le lezioni di cucina tenute da grandi cuochi e dagli chef stellati siciliani».

Lo sforzo degli operatori nel rendere impeccabile la permanenza in Sicilia spesso e volentieri purtroppo si deve scontare con l'ineffficenza di una terra che non è organizzata per accogliere un certo tipo di turismo. Come denuncia Roberto Sortino, titolare di Solo Sicily (www.solosicily.com), agenzia che da sei anni si occupa di turismo di lusso e di charme specializzata nel mercato delle ville e dimore aristocratiche: «Se da un lato i nostri clienti scelgono l'Isola per il suo contesto ricco di tradizioni e monumenti dall'altro lamentano la sporcizia che è dappertutto, la mancanza di servizi, di personale qualificato nei musei che non è in grado di parlare correttamente le lingue, la cattiva gestione del patrimonio e delle infrastrutture. Per noi diventa complesso perché facciamo tantissima fatica per attirare questo tipo di clientela. Salta all'evidenza che c'è una regione che potrebbe vivere di solo turismo e che invece non è affatto pronta per accoglierlo».






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