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SARDEGNA - Nuraghe Putzu Pili - Sul progetto Baddhe tanti dubbi
10 marzo 2016 LA UOVA SARDEGNA

Paulilatino, la minoranza chiede spiegazioni anche sui costi dei progettisti


PAULILATINO. Il progetto Baddhe proposto dall'asse Paulilatino-Norbello non convince. A detta della minoranza consiliare il programma di valorizzazione dell'area caratterizzata dalla presenza del nuraghe Putzu Pili presenterebbe alcune anomalie. Le perplessità nascono dalla convenzione sottoscritta dalle due amministrazioni del Guilcier. L'intesa non rispetterebbe alcuni criteri del bando. «In caso di forma associata è previsto che la proposta debba riguardare il territorio di almeno due Comuni mentre questo intervento interessa solo Paulilatino», hanno eccepito Paola Tolu e i suoi esprimendo dubbi anche sull' effettiva sussistenza dei vincoli paesaggistici nel sito individuato dalla giunta paulese.

L'opposizione dubita che il sito di Marzas rientri nella fascia di rispetto dal bene archeologico. Ipotesi smentita dal sindaco. «La Sovrintendenza ha certificato la presenza di reperti archeologici in tutta la zona», ha replicato Domenico Gallus. Ma ad essere discutibile, per la minoranza, è anche la possibilità di smantellare il vicino galoppatoio prima di realizzare quello nuovo.

Il primo cittadino ha parlato di timori infondati assicurando che l'impianto esistente rimarrà com'è fino a quando non sarà pronto il nuovo anello. E qui entra in gioco l'amministrazione norbellese: «Ha accettato perché il galoppatoio suscita il suo interesse e spera possa usufruirne anche la comunità», ha spiegato Gallus.

Infine la minoranza ha chiesto chiarimenti su costi e tempistica della progettazione di Baddhe. «Il 3 marzo il sindaco comunicava che il progetto sarebbe stato redatto dal nuovo tecnico comunale, invece il 4 marzo veniva affidato l'incarico a un architetto per 2000 euro. Dal quadro economico si evince però che le spese per attività di progettazione ammontano a 5.400 per il tecnico comunale e a 3.600 per l'altro professionista. Inoltre viene spontaneo chiedersi come l'architetto sia riuscito a redigere il progetto lo stesso giorno che ha ricevuto l'incarico», hanno rilevato Paola Tolu, Carmen Madau, Salvatore Piras e Mariano Cuscusa.

«La minoranza confonde il piano generale per il recupero e la riqualificazione naturalistica e paesaggistica dell'area in località Marzas con il progetto Baddhe, che è uno stralcio», ha replicato il primo cittadino rimarcando la liceità di ogni atto. «Ho detto che dal 3 marzo avremmo avuto il nuovo responsabile dell'ufficio tecnico e che lui avrebbe
affidato l'incarico a un professionista esterno. Scelta che peraltro è ricaduta su un esperto di pianificazione urbanistica, del paesaggio e di riqualificazione urbana». Quanto ai costi «Sono le parcelle che corrisponderemo solo se il piano sarà finanziato», ha ribattuto Gallus.(mac)



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