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AQUILEIA «Via le auto dal Foro romano»
di Elisa Michellut
09 marzo 2016 Il MESSAGGERO VENETO

L'obiettivo è ridare vita al Foro romano di Aquileia. Torna di attualità il problema della regionale 352, che divide a metà la zona archeologica nel cuore della città antica. La Società friulana di archeologia e l'associazione culturale Anfora promuovono una raccolta di firme, che sarà inviata al sindaco, alla presidente della Regione e al ministro per i Beni culturali. Si potrà firmare domenica mattina, dalle 11 alle 12, in piazza Capitolo. Il tratto in questione è attraversato da migliaia di veicoli ogni giorno. Il continuo passaggio di macchine e mezzi pesanti minaccia da tempo la stabilità della strada ed è considerato la principale fonte di inquinamento per i resti archeologici. Studiosi, archeologi e addetti ai lavori chiedono la chiusura della strada - che definiscono «una ferita» - e la pedonalizzazione dell'area. «Fra i tesori archeologici, culturali, religiosi e ambientali presenti ad Aquileia - argomentano Carmelo Contin, presidente dell'associazione Anfora, e lo storico Maurizio Buora, della Società friulana di archeologia - i reperti del Foro romano, sopravvissuti alle distruzioni e ai saccheggi compiuti nel corso dei secoli, rappresentano un patrimonio inalienabile del luogo simbolo della civiltà dell'antica città romana. Constatato lo stato di degrado e precarietà in cui versa l'area, il tutto aggravato dall'attraversamento della via Julia Augusta, ogni anno percorsa da centinaia di migliaia di automezzi, chiediamo alle istituzioni e agli enti competenti di ridare nuova vita al Foro. È necessario - aggiungono Contin e Buora - completare il programma di scavo, liberandolo dall'attuale regionale 352. Chiediamo anche la trasformazione di questa zona in un "monumento attivo" e aperto per lo svolgimento di manifestazioni artistiche e culturali». I due sodalizi hanno anche presentato la loro proposta per realizzare una nuova viabilità. «Il nostro progetto - chiarisce Contin - prevede strade a senso unico di marcia, che potrebbero passare all'esterno del Foro. Per gli aquileiesi non ci sarebbero disagi. La nostra è solo una proposta: se esistono idee migliori o diverse, ben venga. L'importante è liberare il Foro romano dalle auto. La cittadina ha il diritto di riappropriarsi di questa straordinaria area archeologica». Il sindaco Gabriele Spanghero risponde: «Ribadisco le posizioni già assunte come amministrazione comunale. Questa ipotesi di chiusura della 352, nel tratto urbano in questione, non può essere presa in considerazione finché non sarà realizzata una variante esterna. Una volta completata questa arteria esterna, ci dovrà comunque essere una viabilità interna sostitutiva di questo tratto della regionale 352 e questo per consentire a tutti gli aquileiesi di raggiungere i luoghi di lavoro o di studio senza disagi. L'Aquileia contemporanea deve continuare a convivere con l'Aquileia antica. In ogni caso, qualsiasi variante urbanistica relativa alla viabilità fa capo all'amministrazione comunale e agli aquileiesi tutti. Siamo consapevoli, ad ogni modo, che la realizzazione di un'area unica del Foro è una prospettiva di valorizzazione importantissima per la città romana». Secondo il sindaco, insomma, va tenuto conto anche di chi ad Aquileia ci abita.



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