LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Verona. «Così hanno derubato il museo, ora il tesoro è stato diviso in due»
Laura Tedesco
Corriere del Veneto - Verona 17/3/2016

«L’idea della sottrazione dei quadri nasce da Francesco Silvestri, da anni custode pressoché esclusivo del museo di Castelvecchio a piena conoscenza del sistema di sicurezza e delle sue falle». Parla chiaro il decreto di fermo su cui si incentreranno oggi gli interrogatori ai 7 dei 12 fermati rinchiusi a Montorio: il vigilante della Sicuritalia «aveva in mente il colpo grosso da tempo».

VERONA. Dov’è nascosto il tesoro artistico valutato dalla procura in «almeno 17 milioni di euro» e trafugato da Castelvecchio il 19 novembre 2015? La risposta alla domanda che tutti si fanno all’indomani dei 12 fermi per la «rapina del secolo» sta nero su bianco nel decreto redatto dal pm Gennaro Ottaviano: «Con elevatissima verosimiglianza si ritiene che i quadri ad oggi siano custoditi in parte dai moldavi in Moldavia e in parte dagli italiani presso la madre di Svitlana Tkachuk (compagna del fratello del vigilante di Sicuritalia, ndr ) che dimora in Transinistria», uno stato indipendente de facto ma considerato de iure parte della Moldavia.
Il film del colpo

«L’idea della sottrazione dei quadri nasce da Francesco Silvestri, da anni custode pressoché esclusivo del museo di Castelvecchio a piena conoscenza del sistema di sicurezza e delle sue falle». Parla chiaro il decreto di fermo su cui si incentreranno oggi gli interrogatori (davanti al gip Giuliana Franciosi) ai 7 dei 12 fermati rinchiusi a Montorio: il vigilante della Sicuritalia «aveva in mente il colpo grosso da tempo». E poi la stessa guardia, il fratello Pasquale Ricciardi Silvestri e la compagna di quest’ultimo, Svitlana, «hanno plurimi contatti con dei moldavi», in particolare con quel Vasile Mihailov che «è da ritenersi il vero sodale di spicco del sodalizio» in quanto «organizzerà il colpo e il trasporto insieme ad Anatolie Burlac e al figlio di quest’ultimo a Pavel Vasilachi e al figlio Sergiu e a Cornel Vasilita. Improvvisamente dal 19 novembre 2015 (sera della rapina ndr ) gli italiani con la compagna Tkachuc e i moldavi non si sentiranno più. Nemmeno un sms - scrive il pm - una chiamata o un incontro. Il quadro, triste gioco di parole, è tristissimo».
Indizi contro la guardia

«L’auto in uso a Silvestri - evidenzia il decreto di fermo - era perfetta per la fuga: era priva dei sedili posteriori con facile possibilità di caricamento dei quadri. Tale circostanza va ad aggiungersi al serbatoio “casualmente” pieno, alla comodità nel reperire le chiavi perché tenute addosso dal Silvestri diversamente da sempre. I rapinatori quella sera hanno fruito di tre circostanze del tutto “casuali” e contrarie alle abitudini» del vigilante di Sicuritalia: «Aveva addosso le chiavi diversamente da sempre, arriva 10 minuti prima delle 19, sempre contrariamente al solito; l’auto aveva quasi il pieno e non aveva i sedili posteriori». Non è finita qui: la guardia «non ha subito alcun danno dalla rapina, l’auto non è stata bruciata e il telefono non gli è stato rubato né i malviventi lo hanno cercato» mentre alla custode disabile del museo sequestrata durante il colpo «hanno rubato 300 euro dalla borsetta e il telefonino» . Per non parlare del suo «atteggiamento post factum : non si spiega perché, se non c’entrasse nulla con quanto successo, smette di parlare al telefono, non parla in auto, resetta il telefonino nel momento in cui esce dagli uffici della procura».
Il sopralluogo del 18

«Ad aggiungere maggior peso al già grave quadro indiziario» contro il vigilante sono «le immagini relative al giorno prima della rapina: alle ore 19.27 del 18 novembre 2015- ricostruisce il decreto di fermo - si possono notare tre soggetti nascosti, accovacciati, fuori dell’atrio di Castelvecchio». I tre sono rimasti al museo «per oltre 30 minuti, fino alle 20. A quest’ora, quando nessuno è più presente si avvicina a loro Silvestri (la guardia, ndr ) e, come se niente fosse, i tre lo seguono per poi uscire dal raggio delle telecamere. Chi erano i tre?Perché Silvestri non ha mai segnalato l’episodio» nemmeno dopo la rapina?«Le risposte - per la procura - erano scontate: o il colpo doveva essere fatto quella sera o era stato fatto un sopralluogo». E la prova-chiave è che «le utenze telefoniche in uso ai moldavi responsabili della rapina diranno che gli stessi erano a Castelvecchio sia la sera del 18 che del 19 novembre».
Gemello e compagna

Per il pm «Pasquale Ricciardi Silvestri e la compagna Svitlana hanno organizzato il colpo con l’evidente complicità del fratello Francesco Silvestri», vigilante di Sicuritalia. E questo perché i tre «sono stati in strettissimo contatto con i moldavi presenti a Castelvecchio sia il 18 che il 19 novembre come si evince dalle intercettazioni». Nel suo passato, emergono poi «il licenziamento da Riva Acciaio per continui ammanchi di carburante, la rapina della pistola nel 2006 quando era dipendente della Nes (a cui è subentrata Sicuritalia dopo il crac, ndr ), il furto di 600 euro durante un trasporto valori, ndr )». Inoltre «ulteriore elemento» a carico del fratello della guardia «va ricercato nel contatto telefonico» che i due hanno alle 20.20 del 18 novembre, quando il vigilante «scorge tre persone accovacciate nel cortile del museo oltre l’orario di chiusura e non se ne preoccupa né tantomeno lo segnala a chicchessia neppure a rapina avvenuta».
I quadri e i moldavi

Per gli inquirenti le opere trafugate «sono rimaste nella casa di Denis e Adrian Damaschin in via Rose di Sotto a Brescia fino al 25 dicembre 2015» mentre «il trasporto fuori dall’Italia avverrà negli ultimi giorni del 2015» e le intercettazioni «non danno spazio a dubbi circa l’organizzazione del trasporto da parte di Mihailov, Burlac e Vasilachi».Usciti dai confini, i quadri «erano destinati in Ucraina, a Odessa», prima di giungere in Moldavia e Transinistria. Lì, ora, è nascosto il tesoro saccheggiato a Verona.



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news