LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Verona. «Questo sì che è un colpo grosso...». Ma i quadri ancora non si trovano
Angiola Petronio
Corriere del Veneto - Verona 17/3/2016

Le intercettazioni e tutte le piste. Tredici indagati, dodici in carcere. Schinaia: «Toccato da questa vicenda»

VERONA. «Questo sì che si può chiamare un grosso colpo... È veramente un grande colpo... Bisogna aspettare... È stato troppo un casino, troppo grosso... Io ho capito come questi... Pure quello che deve prenderli... vuole aspettare... Hanno paura tutti, capito? Hanno paura, dice facciamo calmare le... hai capito?». Pasquale Ricciardi Silvestri parlava così con uno dei suoi «interlocutori», pochi giorni dopo la rapina a Castelvecchio. Lui, stando alle indagini, aveva fatto da palo a quel «colpo» che vedeva il fratello gemello Francesco, la guardia giurata che ha detto di essere stato aggredito dai banditi, nella parte della vittima. Quando proprio le intercettazioni hanno provato che era la mente.

Si sta muovendo ancora tra la «concretezza» dei dodici fermi e di un indagato e l’«evanescenza» di quelle diciassette tele rubate e scomparse, l’indagine sulla rapina di Castelvecchio. Perché all’individuazione degli autori del colpo, fa da contraltare il mancato ritrovamento dei dipinti. In carcere a Montorio in stato di fermo ci sono sette persone: i due fratelli Silvestri, Svitlana Tkachuk - la compagna di Pasquale che avrebbe fatto da «collegamento» con i suoi connazionali moldavi - Cornel Vasilita, Vasile Cheptene, Victor Potinga e Denis Damaschin. Tutti, tranne i due gemelli, residenti tra il Paese d’origine e il Bresciano.

«È stata un’indagine difficile, senza nessun informatore o qualcuno che abbia spifferato qualcosa, ma basata su riscontri faticosi e lunghi». Così il pubblico ministero Gennaro Ottaviano che l’ha coordinata in questi quattro mesi ha descritto l’operazione che ha portato all’individuazione degli autori di quel ratto d’opere d’arte. Ieri Ottaviano ha partecipato a una conferenza stampa con il procuratore di Verona Mario Giulio Schinaia, il direttore dello Sco – il servizio centrale operativo della Polizia – Renato Cortese, il generale Mariano Mossa comandante dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il questore Enzo Mangini e il comandante provinciale dei carabinieri Pietro Oresta. Gli investigatori hanno spiegato come le indagini siano ancora in corso per recuperare i 17 quadri rubati di cui, a tutt’oggi, non si sa nulla. «Siamo ottimisti. Supponiamo – ha detto il generale Mossa – che possano trovarsi in Moldavia e per questo alcuni dei nostri uomini stanno collaborando con le autorità locali». Silenti, gli investigatori. Centellinati nelle risposte per preservare quell’indagine che deve ancora arrivare al fulcro, vale a dire al recupero dei quadri. Sono stati divisi in «squadre» gli agenti della Mobile, quelli dello Sco e i militari della Tpc. Una ha analizzato oltre 4mila ore di video, in parte forniti dalla polizia municipale. Era ripresa la Lancia Phedra di Francesco Silvestri, in quelle immagini. Quella che i rapinatori hanno usato per portare via le tele. Ma analizzando le riprese sono state notate altre due auto: una Clio e una Renault Traffic. Sempre dietro a quella Lancia. Le auto di Cheptene e il Taffic di Potinga. Lo Sco ha analizzato 7 milioni di report riferiti a tabulati telefonici. Poi gli appostamenti e i pedinamenti.

Personaggi, i moldavi, definiti degli «invisibili» dagli investigatori. Delinquenti che in Italia hanno usato più di una identità e di una residenza. A inchiodare la banda sono quelle indagini «lunghe e faticose». Il resto è in fase «d’opera». È a Verona un colonnello della polizia moldava. Sono a Chisinau uomini delle forze dell’ordine italiane. La priorità, adesso, è una sola: recuperare le tele. Erano stati individuati da tempo, gli autori del colpo. Non erano stati fermati, sperando di scoprire dove fossero i quadri. Ma niente.

In questi casi, hanno spiegato i carabinieri della Tpc, il tempo gioca a sfavore. E il domino di quei dipinti potrebbe diventare troppo complicato da risalire. Inoltre c’è il rischio della conservazione. «Potrebbero essere stati sotterrati...», è stato detto ieri. Per questo sono scattati i fermi. Per vedere se il carcere faccia riflettere - e parlare - qualcuno. «Questa vicenda mi ha toccato personalmente - ha detto Schinaia- Ho sentito fisicamente su di me, come ogni veronese, il peso di questa rapina». E fin che quei quadri non torneranno quel «peso» se lo sentiranno in molti.



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news