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Villa Ada, la strage dei 50 alberi secolari "Ma sono pericolosi"
LAURA SERLONI
19 marzo 2016 la Repubblica





C'È chi corre, chi passeggia — solo o con il cane — ma chiunque sia passato ieri mattina nella parte alta di Villa Ada, all'altezza di Monte Antenne, è rimasto per un attimo immobilizzato, attonito e con gli occhi spalancati davanti ai tronchi dei pini secolari ferocemente mozzati, spezzati, tranciati dalle motoseghe in azione del Servizio giardini. Hanno svettato fieri per un secolo, o forse più, ma non sono sopravvissuti ad anni di potature improvvisate, eseguite fuori stagione e spesso frutto di gare al ribasso. Così gli alberi si sono ammalati. E prima che vengano giù — come accaduto nel 2015 nell'area giochi della Villa — hanno deciso di abbatterne 20. A terra sono rimaste le fronde spezzate, i grovigli delle cortecce e i tronchi recisi in pezzi.

«Sono malati e pericolosi», taglia corto il Servizio giardini. Dei circa 100 pini che a doppio filare corrono lungo il percorso che porta a Monte Antenne ne sono stati tagliati 20. Erano bucati in quota, risultato delle potature killer degli anni passati. Altri 30-40 saranno abbattuti nell'area del parco giochi perché poco stabili visto che poggiano su una base di tufo. «Gli ambienti naturali non possono restare immutati — spiega Andrea Ferraretto dell'associazione Amici di Villa Ada — è giusto che ci siano tagli e nuove specie. E infatti alcuni, non tutti, saranno ripiantati. Sicuramente saranno posizionati in altre zone, decise di comune accordo con la Soprintendenza, perché le due interessate in questi giorni dai tagli non sarebbero adatte per ospitare alberi così pesanti. «Chiediamo da anni — continua Ferraretto — che sia attuato un piano d'assetto dell'area verde. O, meglio, un piano di gestione forestale nel quale siano decisi tempi e modi per le potature e per le sostituzioni. Non bisognerebbe aspettare il crollo di un albero, ma bisognerebbe prendersi cura del verde e delle piante. Invece negli ultimi 10 anni si è sempre rimandato, la manutenzione è stata affidata all'Ufficio giardini che ha scarse competenze e scarso personale mentre servirebbero figure professionali ma questa scelta il Comune di Roma non l'ha mai fatta». Così nel parco regna il degrado e l'abbandono. «Abbiamo prodotto documenti — conclude il rappresentante dell'associazione Amici di Villa Ada — inviato richieste al Comune, ma finché non si capisce che l'area deve essere trattata come un parco regionale, magari sotto la supervisione di Roma Natura e con dei guardiaparco, allora tutte queste nostre idee restano a livello di proposta. E non cambia mai nulla».

Per ora sono stati stanziati 200 mila euro per il verde in città, un terzo servirà per arricchire il patrimonio arboreo del parco da 150 ettari che lambisce la via Salaria. Ma il bando deve ancora essere indetto, se ne riparlerà in autunno.



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