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Renzi: «A Pasqua andate a Pompei. Per noi è un simbolo come l’Expo»
T. B.
Corriere del Mezzogiorno 20/3/2016

Renzi da Bruxelles paragona Pompei all’Expo, alla variante di Valico, alla legge elettorale: è un nostro simbolo. E invita tutti ad andarci per Pasqua.

Napoli. Pompei come l’Expo: parola di Matteo Renzi, che ha invitato gli italiani, in occasione della Pasqua, a visitare il sito archeologico più famoso al mondo. «Gli amanti della musica — ha detto il premier — avranno apprezzato la notizia di un concerto speciale, in un posto speciale: 45 anni dopo, nel prossimo luglio, David Gilmour tornerà a suonare a Pompei. Ovviamente questa è una bella notizia per gli appassionati. Ma anche per chi ama Pompei». A questo punto, Renzi ha fatto nuovamente riferimento all’opera di rilancio degli scavi: «Anche se non ne parlo più tutti i giorni per non annoiarvi, prosegue uno straordinario lavoro di recupero di tanti beni culturali, a cominciare proprio da Pompei: altre cinque nuove domus aperte nelle ultime settimane e una meravigliosa mostra con il Museo Egizio di Torino (altra meta culturale da visitare. E chi avrebbe mai detto vent’anni fa che Torino sarebbe divenuta una delle capitali culturali!). Ormai Pompei è come l’Expo, come la variante di Valico, come il superamento del Senato o come la nuova legge elettorale: la parola fine a chiacchiere improduttive e sterili fatte per decenni in passato. Un simbolo — ha continuato il premier con passione — dell’azione di sblocco che l’Italia aspettava. E che l’Italia merita. E se a Pasqua vi capita di viaggiare, vi prego: buttate un occhio sulle tante mete culturali della nostra Italia. Siamo davvero il Paese più bello del mondo, anche se talvolta ce ne dimentichiamo. Dobbiamo lavorare ogni giorno per essere all’altezza di questo straordinario dono».

Tra le bellezze restituite al pubblico c’è la grande porta della domus di Octavius con le borchie originali in bronzo. È l’unica dimora di cui sappiamo con precisione il nome del proprietario, perché dentro è stato trovato il suo sigillo. Oltre al portico, alle aiuole, ai vialetti vi sono anche due bellissimi affreschi che rappresentano la storia di Diana e Atteone. Ma soprattutto i giardini ripiantati allo stesso modo di duemila anni fa.

Molti reperti provenienti da Pompei e custoditi nei cosiddetti «depositi Sing Sing» del Museo archeologico nazionale sono visibili per la prima volta dal pubblico in occasione delle Giornate di primavera del Fai: c’è di tempo ancora oggi. I depositi sono delle aree protette nei sottotetti del grande edificio, dove, in camere chiuse con grate alle finestre e catenacci (come in una prigione di massima sicurezza, dunque), ci sono oltre 8.000 oggetti tra bronzi, vetri e ceramiche recuperati negli scavi dell’area vesuviana. Materiale non esposto al pubblico, che potrebbe servire addirittura per metter su un altro museo.



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