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Ipogeo di Marciana, caso in Parlamento
di Luca Centini
21 MARZO 2016 IL TIRRENO




Nove senatori M5S chiedono al ministro di far luce sull’origine del sito: «Serve un pool di esperti italiani e stranieri»



MARCIANA. Il caso della Zecca di Marciana o, più precisamente, della zecca appianea per il Comune e ipogeo etrusco per l’associazione culturale Ilva, è finita sui banchi del Parlamento. Ebbene sì, la vicenda del monumento storico elbano è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini da un gruppo di nove senatori del Movimento 5 Stelle. Al centro dell’interrogazione pubblicata nel corso della seduta del 15 marzo scorso l’identificazione del sito di Marciana, ormai da tempo finito sotto la lente di numerosi esperti di archeologia, della Soprintendenze archeologica di Firenze e paesaggistica di Pisa.

«Gli interroganti – si legge nell’atto parlamentare presentato dai senatori a 5 Stelle – al fine di identificare e classificare correttamente il sito, auspicano dunque che venga quanto prima nominata una commissione di specialisti italiani e stranieri, la quale esamini l'ipogeo con verifiche complete sull'intera struttura, conducendo congrue ispezioni archeologiche, anche prevedendo, se necessario, scavi stratigrafici in prossimità del sito. Un'azione di questo tipo potrebbe risolvere in modo definitivo le polemiche e i dubbi che sono stati sollevati nel corso di questi anni sulla classificazione di questo bene architettonico». I senatori chiedono inoltre al ministro Franceschini «se è a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda assumere, affinché si giunga ad una corretta e chiara classificazione dell'ipogeo di Marciana».

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L’interrogazione parlamentare ripercorre il caso della Zecca di Marciana / Ipogeo etrusco fin dal principio: «Dall'analisi dei documenti, in merito all'ipogeo di Marciana, emergono diverse criticità sia per quanto riguarda la classificazione del sito, sia per quanto riguarda la sua tutela – scrivono i parlamentari – innanzitutto lo sterramento e la pulizia integrale dell'ipogeo è stata effettuata in modo non scientifico, al solo scopo di togliere detriti e sedimenti per ripristinare l'entrata del sito, quando sarebbe stato invece necessario operare con criteri stratigrafici con personale specializzato e qualificato (archeologi). Risulta infatti che dopo aver aperto l'accesso del corridoio, l'intervento sia consistito nello svuotare le aree interne, ed in particolare il corridoio e le due camere, asportando i circa 80 centimetri di terriccio e i materiali depositati sopra la pavimentazione nel corso dei secoli, senza il necessario vaglio ed analisi, nel momento del rinvenimento, di frammenti o reperti che potevano rivestire un interesse storico».

Ma è sull’origine del sito che anche i parlamentari intendono far luce. Due, ricordiamo, sono le tesi in campo: quella sostenuta anche dall’amministrazione comunale che ritiene il sito come sede della Zecca di epoca appianea (sulla base di questa tesi è stato realizzato il museo della Zecca), la seconda è invece la posizione dell’archeologo Zecchini e di Ilva che vedono il luogo come un’antica tomba etrusca. I numerosi pareri e i sopralluoghi che si sono tenuti nei mesi non hanno sciolto i dubbi. «Il giorno 4 febbraio 2016 sarebbe stato effettuato un ulteriore sopralluogo di approfondimento sul sito, da parte del personale della Soprintendenza di Pisa e Livorno – scrivono i senatori – ma nessuna ulteriore informazione è stata fornita sul caso in seguito al sopralluogo effettuato». E non solo. I senatori fanno riferimento inoltre a una riposta della Soprintendenza archeologica di Firenze che spiega come «non risultino, ad oggi, elementi validi per una dichiarazione di interesse archeologico della struttura ipogea».



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