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"Pagavamo poco per abitare al Plebiscito" cos gli inquilini andarono via
09 aprile 2016 LA REPUBBLICA



Stefania Perito viveva sopra le stanze reali con altre 40 famiglie

IN QUEGLI appartamenti di Palazzo Reale abitavamo in tanti, soprintendenti ai beni culturali e custodi di monumenti, archeologi e giardinieri. Ma alla fine degli anni Settanta le nostre famiglie lasciarono le case. Il fitto non era pi conveniente. Il racconto di un'epoca dove abitare un monumento era un privilegio che spettava a portieri e alti funzionari, senza distinzioni.

Stefania Perito, insegnante di Inglese in pensione e botanica per passione, viveva con il pap funzionario di Palazzo Reale e la sua famiglia al secondo piano sopra l'Appartamento storico, i cui due lati affacciano su via Acton e piazza Plebiscito. Non ricordo il canone, ma era un affitto decisamente modesto, quello per l'alloggio di servizio. E poi pagavamo tutto, acqua, gas, luce. L'unico privilegio era che lo spazzino veniva a vuotarci i bidoni porta a porta e idem il lattaio ritirava la bottiglia vuota lasciandoci la piena. C'era anche parcheggio chiuso e garage.

Quaranta famiglie degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. Nomi illustri nella storia dei beni culturali di Napoli. L'architetto Ezio De Felice, quando lavorava in soprintendenza - ricorda Stefania Perito - il direttore di Capodimonte Bruno Molajoli, la famiglia del soprintendente Pacini, quella del soprintendente alle Antichit de Franciscis, quelle dei custodi Zaccaro, Morini e Ruggiero. C'era poi una restauratrice bravissima, la signorina Fava, profuga istriana. E i 4 portieri del palazzo. Ci siamo rivisti, noi figli dei titolari, due anni fa e proprio io ho curato una pubblicazione dal titolo "I ragazzi del terrazzo di Palazzo reale". Si giocava e viveva tutti insieme, la sola distinzione era sugli appartamenti, i pi alti in grado avevano i pi spaziosi.

Nel Palazzo Reale di Napoli per non successo come a Caserta: Nel 1969 ho lasciato la mia famiglia per andare a insegnare in Trentino - continua la professoressa di Lingue - mio padre and in pensione e lasci l'appartamento di servizio, ovviamente. C'erano stati aumenti consistenti. Non erano infrequenti cambi di casa, all'interno dei monumenti: L'ala est che d sul Molosiglio a un certo punto vennero requisiti dalla Regione che apr un vero e proprio cantiere cambiando volto agli appartamenti. Inserirono il riscaldamento, che non c'era (noi avevamo il camino), impiantarono pavimenti orrendi, perdemmo l'uso dell'ascensore e la mia famiglia fu mandata in un altro appartamento.






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