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GROSSETO - Ciclabile sulle mura Degrado e sporcizia il cantiere è al palo
di Elisabetta Giorgi
09 aprile 2016 IL TIRRENO



L’opera doveva essere conclusa a gennaio scorso ma il progetto è cambiato. Il Comune: «Ripartiamo a breve»


GROSSETO. Al posto del percorso ciclopedonale ecco nastro strappato, disordine e sporcizia; legno e plastica, vetri seminati in giro. C’è aria di abbandono e dismissione, in questa parte di Mura: nessuna ruspa è in movimento. Il cantiere dei lavori pubblici è stato avviato e poi stoppato. Siamo al Cinghialino dove il percorso per bici e pedoni voluto dal Comune di Grosseto è al palo. A ottobre scorso i lavori erano parsi entrare nel vivo. Dovevano essere terminati a gennaio, tre mesi fa. E poi? Poi il percorso si è allungato.

La pista. Il progetto comunale prevede di realizzare 1.900 metri lungo la passeggiata sulle Mura medicee di Grosseto. Ad aggiudicarsi l’intervento era stata la ditta Lumode srl di Gricignano di Aversa (Caserta) con un subappalto per l’impresa Fratelli Massai di Grosseto. Importo a base di gara poco più di 206.000 euro.

Se n’era iniziato a parlare da tempo. A fine settembre 2014 il progetto preliminare presentato dall’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci era stato approvato dalla giunta. In consiglio comunale ecco le contestazioni.

Pro e contro. Il Movimento 5S l’aveva bocciato mentre per il centrodestra non era una priorità. L’opera era diventata argomento di discussione su Facebook. C’è chi si era schierato per la pista ciclopedonale - come Legambiente e Fiab che avevano comunque fissato paletti sull’uso di materiali poco impattanti e l’importanza di ancorare il progetto all’illuminazione - e chi (come Dritti alla Meta) era per un no categorico proponendo soluzioni diverse. Nel frattempo il Comune chiariva: «Nessuna pista tipo velodromo e niente asfalto...», e via con il progetto esecutivo. Il 7 settembre 2015 la consegna dei lavori e la previsione di tempi contrattuali di 4 mesi (scadenza il 6 gennaio 2016).

A ottobre 2015 il cantiere era avviato e Monaci annunciava: «Finito il tempo delle chiacchiere si parte».

In effetti i lavori sono partiti, ma non sono stati conclusi.

Cosa sia successo lo spiega il Comune.

Una variante. «Nessun disimpegno naturalmente», rispondono gli uffici. «E nessun ritardo di anni, ma un piccolo ritardo questo sì. È subentrata una variante che darà migliorie oggettive, ma che ha allungato i tempi». Il progetto è stato in parte modificato (al momento sono stati fatti i 2/3): e se inizialmente prevedeva una pavimentazione di due strati di materiali più la copertura, «la ditta ha proposto di procedere con un terzo strato».

I ribassi d’asta (20.000 euro) sono stati indirizzati a questo terzo strato, oltreché alla riqualificazione dell’area del Cinghialino (con più verde rispetto all’inizio) e alla predisposizione dell’illuminazione pubblica.

Il Comune non ha ancora fatto la determina per la variante. Contattato ieri, spiega che «gli uffici hanno cominciato a preparare ora l’atto. Sarà pronto la settimana prossima. Quindi i lavori ripartiranno
verso metà settimana e dureranno circa 20 giorni; siamo a buon punto. Molto è stato fatto». Venerdì scorso è stato raggiunto l’accordo con la Soprintendenza su «granulosità e colori» dell’ultimo strato. «Ora possiamo procedere». Una curiosità: «il materiale proverrà tutto da cave maremmane».



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