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«Capodimonte museo straordinario. Ma i visitatori sono ancora pochi»
Gimmo Cuomo
Corriere del Mezzogiorno 10/4/2016

A Pietrarsa per gli Stati generali del Turismo: «La cultura diventi orgoglio nazionale»

NAPOLI. La grande bellezza sprecata. Matteo Renzi scopre la magia del museo e del parco di Capodimonte. Anzi, la intravede soltanto nel corso di una breve visita consigliatagli dal ministro Dario Franceschini. Resta affascinato soprattutto dalle opere di Tiziano Vecellio e lo rivela, con entusiasmo, alla platea degli Stati generali del Turismo ospitati dal Museo Nazionale ferroviario di Pietrarsa. «Credetemi - esordisce il premier - vengo da Firenze, una città dove i musei sono importanti. Capodimonte ha delle opere straordinarie. Non c’ero mai stato prima. Per colpa mia? Forse. Ma se nell’ultimo anno si sono registrati solo 140mila visitatori qualcosa certamente non funziona». E non si riferisce all’operato del nuovo direttore Sylvain Bellenger appena insediato, ma all’approccio sbagliato che si è avuto in Italia, e soprattutto al Sud nel settore dei beni culturali. Una tendenza che l’attuale Governo, assicura il presidente del Consiglio, sta cercando di invertire. «In alcune realtà italiane c’è tanto spreco di bellezza», ma noi «mettiamo un miliardo di euro sui beni culturali perché siano messi a posto».

Si comincia dalle piccole cose. Per quanto riguarda Capodimonte, per esempio, tra due settimane sarà attivata una navetta che collegherà il sito borbonico con la città. Lo annuncia proprio Bellenger e lo conferma il ministro Dario Franceschini che ha anche garantito che i 17 edifici pubblici presenti nel parco della Reggia saranno utilizzati per attività formative ed usi turistici. Renzi spiega la sua ricetta per il radicale cambiamento di rotta. «Abbiamo un racconto della storia dei nostri musei che va cambiato. Se non racconti com’è l’Italia non vai da nessuna parte. In generale, c’è uno sguardo impreparato di fronte ai nostri capolavori, oppure si tratta di un’esperienza fugace. Ma un tempo il Grand Tour in Italia era un pezzo fondamentale della formazione culturale di un individuo. Dobbiamo smetterla di raccontare l’Italia come il Paese in cui nulla va bene. Avete mai sentito un direttore commerciale dire: «Questo prodotto fa schifo?». Esiste un gigantesco problema di comunicazione che non si risolve — ora mi metto contro gli assessori regionali — con venti campagne regionali di comunicazione. La gestione culturale deve diventare patrimonio nazionale, un pezzo dell’orgoglio della nostra identità». Il premier è consapevole della particolare arretratezza del Mezzogiorno e invita alla reazione perché «non è possibile che nella provincia di Bolzano si registra lo stesso numero di stranieri dell’intero Sud Italia».

Un passaggio anche sull’iniziativa di consentire gli ingressi gratuiti nei siti archeologici e museali la prima domenica del mese. «Non si tratta - ammonisce il presidente del Consiglio - di una semplice operazione di marketing. Di un pretesto per consentire al ministro di presentarsi ogni trenta giorni alla stampa per vantare record di presenze. Soprattutto si tratta di un modo per dire agli italiani che prima di essere dei consumatori sono cittadini». E sui musei «porte aperte» interviene anche il sottosegretario Dorina Bianchi che commenta il record di trentamila visitatori registrato domenica scorsa agli Scavi di Pompei e le polemiche alimentate da sindaco Ferdinando Uliano per l’impreparazione della città a reggere un impatto così alto di turisti. «Gli Stati generali - spiega - nascono proprio dall’esigenza di delocalizzare e destagionalizzare il turismo. Il problema del sovraffollamento in determinati giorni si riscontra anche a Firenze o a Venezia. Per questo motivo è importante creare percorsi alternativi e attrattori alternativi ai beni culturali in senso classico. E creare le condizioni affinché i visitatori possano fermarsi anche più giorni in una certa località».



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