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Roma. Centinaia di firme: «Riaprite Villa Fiorelli»
Maria Egizia Fiaschetti
Corriere della Sera - Roma 11/4/2016

Cancelli sigillati da catene e lucchetti, dal 24 marzo è chiusa per problemi di sicurezza

Cancelli sigillati da catene e lucchetti. Villa Fiorelli, ex vigna Costantini trasformata in parco pubblico nel 1931, dal 24 marzo è inaccessibile per problemi di sicurezza. L’ingresso all’area verde nel quartiere Appio-Latino è stato vietato per «il pericolo di crollo sul lato esterno del marciapiede di un tratto della recinzione gravemente ammalorato». E i residenti raccolgono le firme: «Restituiteci Villa Fiorelli».

Cancelli sigillati da catene e lucchetti. Villa Fiorelli, ex vigna Costantini trasformata in parco pubblico nel 1931, dal 24 marzo è inaccessibile per problemi di sicurezza. L’ingresso all’area verde nel quartiere Appio-Latino è stato vietato dal dipartimento Tutela ambientale per «il pericolo di crollo sul lato esterno del marciapiede di un tratto della recinzione gravemente ammalorato». La determinazione dirigenziale, affissa con lo scotch sull’inferriata, parla anche di «giunti di ancoraggio rovinati e, in diversi casi, distaccati dai pilastri di sostegno delle cancellate». Una situazione di abbandono che si trascina da tempo: «Il parco – si legge nel provvedimento – negli ultimi anni non è stato più soggetto a interventi sistematici di cura». Risultato: «La generale compromissione del suo stato manutentivo». Da qui, la chiusura per «ragioni urgenti e indifferibili di incolumità pubblica e fino a conclusione dei lavori di riduzione del rischio». Niente mosca cieca o nascondino, insomma. Banditi jogging, passeggiate e letture al fresco. «Il Comune ci ha comunicato che la villa avrebbe riaperto entro la metà di aprile – raccontano gli abitanti – ma non si è ancora visto nessuno». I cittadini, che chiedono il recupero dell’area giochi e l’avvio del progetto di riqualificazione approvato due anni fa, hanno già raccolto centinaia di firme con bar, parrocchie, farmacie, pensiline degli autobus tappezzati di fogli che invitano a mobilitarsi. Slogan della protesta, «Restituiteci Villa Fiorelli. Subito». I tempi, però, rischiano di allungarsi: «C’è già una gara in fase di assegnazione – spiega Antonello Mori, direttore del Servizio Giardini – ma, prima di poterla aggiudicare, servono almeno 30 giorni per il certificato antimafia e i controlli dell’Agenzia delle Entrate». Due le ipotesi di intervento. Una radicale: abbattere e ricostruire l’intera recinzione. L’altra, meno onerosa: rafforzare la struttura pericolante con bretelle metalliche. Rimane l’incognita dei fondi: «La riqualificazione – sottolinea Mori – rientrava in un appalto unico, poi spacchettato, bloccato dall’inchiesta Mafia Capitale». Nel frattempo, nel bilancio 2016 il progetto è stato definanziato. I tagli coinvolgono anche altre aree verdi: budget azzerato per Villa Pamphilj, ridotto per Villa Borghese. Per il parco dell’Appio-Latino la soluzione potrebbe arrivare dall’assessorato ai Lavori pubblici: «Hanno già un appalto attivo – rivela il direttore del Servizio Giardini – e potrebbero stanziare 15-20 mila euro ».



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