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Cantierone addio dopo 400 giorni pure Re Enzo è libero
ELEONORA CAPELLI
11 aprile 2016 la Repubblica




È STATA capolinea dei tram negli anni ‘40, parcheggio negli anni ‘50 e poi è diventata la "piazza delle Gocce" con il sindaco Giorgio Guazzaloca. Ora piazza Re Enzo diventa la "piazza rosa" di Bologna grazie ai basoli di questo colore che sono stati tolti da via Rizzoli, ripuliti e disposti a formare un nuovo spazio urbano nel progetto dell'architetto Carlo Santacroce. Ieri l'inaugurazione con tanto di banda (Rossini) dell'ultimo tassello del Cantiere Bobo, il Cantierone che Palazzo d'Accursio aveva avviato 660 giorni fa in Strada Maggiore e 400 giorni fa in via Rizzoli- Ugo Bassi. L'ultimo intervento in Re Enzo ha richiesto 600mila euro e 6 mesi di lavori. «Abbiamo abusato della vostra pazienza ma possiamo dire che ne è valsa la pena — ha detto ieri il sindaco Virginio Merola al taglio del nastro — ora c'è una nuova isola pedonale, aiutiamoci a vicenda a rendere la città più bella». Niente più pensilina del bus, sparisce il parcheggio dei motorini e delle biciclette, torna invece da stamattina il regolare percorso della navetta A e 29 B. Per i taxi, ai quali sono destinati solo cinque posti invece del grande posteggio di prima, occorrerà invece aspettare ancora. Su quel lato della piazza resistono le ultime transenne. «Bisogna aspettare che sia finito il marciapiedi — spiega l'assessore Andrea Colombo — abbiamo dovuto rimetterci mano perché interferisce con i lavori del solaio del cinema Modernissimo». Dalla nuova "piazza rosa" parte infatti una scala, già ingresso all'Urban Center all'epoca delle gocce dell'architetto Mario Cucinella, che diventerà l'ingresso del cinema. «In questa piazza bella da vedere e da frequentare dalla primavera dell'anno prossimo si verrà anche per andare in un nuovo cinema — ha continuato il primo cittadino — , una sala Liberty recuperata e affidata alla nostra Cineteca». In attesa del cinema si festeggia il cuore del centro libero da ruspe e betoniere, dopo una stagione di lavori molto impegnativi. «Ora si apre una nuova fase — dice Colombo — che prevede la riqualificazione di piazza San Francesco e poi di piazza Malpighi da una parte e di via Petroni e piazza Aldrovandi dall'altra». Si amplia anche in questo caso lo spazio destinato ai pedoni, come è già successo negli altri punti della T coinvolti dal Cantierone, tanto che lo spazio totale destinato alla pedonalità è passato, secondo i calcoli dell'architetto Santacroce, dal 25 al 44%. «Ora questo spazio è più leggibile — dice l'architetto Paola Zigarella della Soprintendenza — e del resto per quel luogo tornare alle origini era impossibile». In piazza Re Enzo sorgeva infatti un isolato di edifici, all'epoca in cui Piazza Maggiore si chiamava piazza Vittorio Emanuele e via Rizzoli si chiamava «via Mercato di Mezzo ». Il piano regolatore del 1885, approvato nel 1889, decise poi lo sventramento del centro e Palazzo Re Enzo rimanse a far bella mostra di sé. Tra i tram degli anni ‘40, le auto degli anni ‘50 e ‘60, e i pedoni di oggi.




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