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NAPOLI-A Napoli nasce la Via dei Musei. Sette siti per via Duomo
Patrizia Varone
http://www.artslife.com/2016/04/14/a-napoli-nasce-la-via-dei-musei/#sthash.8mi405nt.dpuf

Il Museo Civico “Gaetano Filangieri”, il Complesso Monumentale di San Severo al Pendino, il Pio Monte della Misericordia, il Monumento Nazionale dei Girolamini – Quadreria e Chiostri, il Museo del Tesoro di San Gennaro, il Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano e il MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, scrigni d’arte, puntano sulla realizzazione di un percorso culturale di grande impatto lungo via Duomo, in grado di trasformarsi anche in un grande attrattore turistico.

E già i relativi direttori si accordano per sperimentare, per tutta la primavera 2016 fino al 21 giugno, una forma di bigliettazione condivisa che incentivi il visitatore a non fermarsi alla visita del singolo museo ma – all’uno tira l’altro – per scoprire l’enorme patrimonio culturale, che dall’antico al contemporaneo, è custodito nei 7 siti della Via dei Musei.

Così ognuno dei 7 musei consentirà l’ingresso al proprio sito a tariffa ridotta, secondo le rispettive condizioni di vendita, ad ogni visitatore che presenti un biglietto di accesso per uno degli altri luoghi, già visitati, culturali della “Via dei Musei”.

Gianpaolo Leonetti direttore del Museo Civico “Gaetano Filangieri”, l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele per il Complesso Monumentale di San Severo al Pendino, il barone Alessandro Pasca di Magliano, soprintendente del Pio Monte della Misericordia, il direttore del Polo Museale della Campania Mariella Utili per il Monumento Nazionale dei Girolamini, Paolo Jorio direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, don Adolfo Russo, vicario episcopale per la Cultura, direttore del Complesso Monumentale Donnaregina-Museo Diocesano e Pierpaolo Forte presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee-museo MADRE hanno firmato questa mattina un protocollo d’intesa in cui si impegnano a collaborare per la progettazione e realizzazione di programmi di attività comuni, il cui obiettivo principale è la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale custodito nei rispettivi luoghi culturali, per diffonderne la conoscenza e concorrere al miglioramento delle condizioni sociali e territoriali dell’area su cui essi insistono.

I 7 musei di Via Duomo

Museo Civico “Gaetano Filangieri”. Ha sede nel quattrocentesco palazzo Como, costruito tra il 1464 ed il 1490 dal ricco mercante Angelo Como nelle forme del Rinascimento fiorentino su disegno, forse, di Giuliano da Maiano. Nel 1881-82 per allargare la via fu demolito e ricostruito 20 metri più addietro. Il museo, inaugurato nel 1888, fu fondato da Gaetano Filangieri iuniore (1824-92), principe di Satriano, che vi raccolse tutte le sue varie e pregevoli collezioni d’arte, numismatiche, la biblioteca e l’archivio Filangieri. Purtroppo una parte del materiale raccolto andò distrutto nell’incendio appiccato dalle truppe tedesche nel deposito di San Paolo di Belsito nel settembre 1943. Il museo ha anche una sezione distaccata nella Villa Livia al parco Grifeo 13, donata da Domenico de Luca Montalto, con collezioni di quadri, porcellane, e mobili e dove ha sede il Centro Internazionale di Studi Numismatici. Il 5 dicembre 2015, dopo 16 anni di chiusura, è stata riaperta al pubblico la “Sala Agata”: nell’occasione tutti i musei di via Duomo “la Via dei Musei” hanno osservato aperture straordinarie. La “Sala Agata”, intitolata alla madre (nata Moncada di Paternò) del principe di Satriano, Gaetano Filangieri, ha un bellissimo pavimento maiolicato su disegno di Filippo Palizzi in cui sono riprodotte varie e diverse interpretazioni dello stemma di Casa Filangieri, una quadreria con opere di Luca Giordano, Solimena, Andrea Vaccaro, Ribera, Guido Reni, Battistello Caracciolo, Mattia Preti, una straordinaria maiolica di Luca della Robbia raffigurante una Testa di Fanciullo e le splendide opere della collezione Perrone (380 pezzi tra porcellane, maioliche, ceramiche e biscuits, tra cui lavori di Filippo Tagliolini e della Real Fabbrica di Capodimonte).
via Duomo 288, Napoli – orari: dal martedì al sabato, dalle 10:00 alle 16:00; biglietto 7,00 euro, ridotto 5,00 euro


Complesso Monumentale di San Severo al Pendino. Fu edificato nel 1575 sull’antica chiesa con ospedale di Santa Maria a Selice, modificato e ristrutturato tra il 1599 ed il 1620 su disegno di Gian Giacomo Conforto. L’interno presenta i caratteri architettonici tipici del Cinquecento, in cui si inseriscono gli altari settecenteschi in marmo policromo. Degno di nota è il monumento sepolcrale di Giovanni Alfonso Bisvallo, scolpito da Gerolamo D’Auria nel 1617, smembrato dal terremoto del 1688 e ricomposto nel restauro settecentesco nell’altare del transetto destro. Nella cripta è possibile visitare “gli scolatoi” che all’epoca venivano utilizzati per disseccare i corpi dei defunti adagiandoli su sedili vuoti detti “cantarelle”.La fruibilità del Complesso di proprietà comunale viene assicurata dal Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali della Direzione Centrale Cultura e Turismo del Comune di Napoli con personale comunale e lavoratori socialmente utili. La pregevole navata della struttura ospita concerti, esposizioni temporanee e manifestazioni culturali consoni alla monumentalità del luogo.
via Duomo 286, Napoli – orari: dal lunedì al sabato, dalle 09:00 alle 19:00. Ingresso gratuito


Pio Monte della Misericordia. Fondato nel 1602 da sette nobili napoletani con lo scopo di svolgere Opere di carità e assistenza, ancora oggi, quasi con le stesse regole di allora, prosegue il suo cammino con le stesse finalità.
La sua antica sede in via dei Tribunali, costruita dal Regio Architetto Francesco Antonio Picchiatti (dal 1658), conserva sull’altare maggiore della Chiesa uno dei dipinti più celebrati del Seicento: le Opere di Misericordia nota anche come Le Sette opere della Misericordia di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1607). Sulle cappelle laterali le opere di Battistello, Giordano, Santafede, Forlì e Azzolino illustrano le Opere della Misericordia esercitate fin dai primi anni d’attività.
Al primo piano, sono visitabili le sale della Quadreria, ambienti ancora adoperati dall’Associazione, ricca di dipinti di diverse scuole dal XVI al XIX secolo, recentemente restaurati, sculture, arti applicate ed arredi. Nel corso di quattro secoli si è formato un cospicuo patrimonio d’arte grazie ad eredità o donazioni ceduti al Monte per essere venduti: il ricavato era destinato alle opere di beneficenza. Oggi si ammira, in particolare, la collezione del maggiore pittore attivo a Napoli nella seconda metà del ‘700, Francesco De Mura.
L’appartamento storico della Quadreria, si apre con il grande Salone per le Assemblee con i De Mura e i maestosi ritratti equestri della famiglia di Tocco; si prosegue con le Anticamere, con il celebre Autoritratto di Luca Giordano, il Sant’Antonio Abate di Ribera, la Pietà di Andrea Vaccaro e l’antico, originale tavolo di riunione a sette lati; poi la Sala dello Stemma dedicata ai bozzetti di Francesco de Mura; lo Studio dei Governatori e lo Studio del Soprintendente con i caravaggeschi; la Sala del Coretto, un ‘palco’ per la preghiera riservata, che permette di affacciarsi in Chiesa godendo di una spettacolare e privilegiata vista dall’alto dell’Altare Maggiore con il capolavoro di Caravaggio; infine, la Sala di Governo, cuore del Pio Monte, in cui circondati dalle tele di Mattia Preti, i Governatori oggi in carica si riuniscono attorno al grande tavolo ogni venerdì per decidere delle attività da svolgersi.
via Tribunali 253, Napoli – orari: tutti i giorni, dalle 9:00 alle 14:00 (solo martedì e giovedì, apertura straordinaria fino alle 17:30)
biglietti: 7,00 euro intero, 5,00 euro ridotto


Monumento Nazionale dei Girolamini – Quadreria e chiostri. Fondato tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, deve il suo nome ai religiosi seguaci di San Filippo Neri che ebbero come iniziale luogo di riunione la chiesa di San Girolamo alla Carità a Roma. L’ antica Quadreria, formatasi tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 grazie alle donazioni di numerosi benefattori, era collocata nella sagrestia e, fin dalle origini, pensata e organizzata per essere aperta al pubblico.
Le opere possono essere riconducibili a gruppi ben identificabili: il nucleo dei dipinti cinquecenteschi presenta importanti testimonianze di maestri come Andrea Sabatini da Salerno, Agostino Tesauro e Giovan Filippo Criscuolo; la rigorosa cultura controriformistica è rappresentata dai pittori napoletani Fabrizio Santafede e Girolamo Imparato che ben dialogano con le opere di Federico Zuccari e del Pomarancio, con il romano Cavalier d’Arpino e con gli altri esponenti del tardo-manierismo umbro e fiorentino. Nell’ambito del Seicento naturalistico troviamo importantissimi dipinti di Battistello Caracciolo, Jusepe De Ribera, Andrea Vaccaro fino, poi, a Guido Reni presente col famoso “Incontro di Gesù con San Giovanni Battista”.
Il chiostro piccolo, detto “della porteria”, venne realizzato tra gli anni Novanta del Cinquecento e la prima decade del Seicento; è concepito come un ambulacro con volta a vela ornato da venti archi a tutto sesto, sorretti da sedici colonne e otto semicolonne in marmo bardiglio di reimpiego.
Attraverso uno scalone si accede poi al chiostro grande, detto “degli aranci”, realizzato nella prima metà del XVII secolo; il giardino, posto ad un livello inferiore rispetto al portico, è circondato da archi monumentali intervallati da lesene.
via Duomo142, Napoli – orari: feriali dalle 8:30 alle ore 19:00; sabato e domenica 8:30 alle 14:00, mercoledì chiuso
biglietto intero 5,00 euro; ridotto 2,50 euro


Museo del Tesoro di San Gennaro. Accanto al Duomo di Napoli, sotto ai portici, il Museo del Tesoro di san Gennaro espone uno dei patrimoni artistici e culturali più importanti al mondo paragonabile, se non superiore, a quello della corona della regina d’Inghilterra. Invenzione, devozione popolare, religiosità, spettacolarità: tutto questo e altro racchiude l’esposizione del Museo del Tesoro di San Gennaro, che oggi è possibile ammirare intatto grazie all’opera meritoria della Deputazione, l’istituzione laica che rappresenta la Città di Napoli, che lo ha commissionato, selezionato, custodito e preservato intatto nel corso dei secoli. Straordinari doni dal valore inestimabile di sovrani papi, regnanti, personaggi illustri e gente comune si alternano a capolavori commissionati dalla Deputazione per abbellire e arricchire la Cappella dedicata dai napoletani al loro Santo Patrono e che oggi documentano la straordinaria capacità di scultori, di argentieri e di orafi partenopei che hanno saputo conciliare sapienza tecnica e creatività. Tra questi la leggendaria Mitra gemmata con 3964 pietre preziose realizzata nel 1713 dall’orafo Matteo Treglia e considerata uno dei gioielli più preziosi al mondo e la collana realizzata in 250 anni (dall’anno 1679 sino al 1929) e composta da gioie donate dai più importanti regnanti europei. Un itinerario, quindi, che si snoda tra meravigliosi e unici capolavori e le antiche splendide Sacrestie seicentesche della Cappella del tesoro di San Gennaro mai aperte al pubblico da quattro secoli sino a ora.
via Duomo 149, Napoli – orari: tutti i giorni, dalle 9:00 alle 17:00
Prezzi: biglietto intero 5,00 euro (invece di 10,00 euro), biglietto ridotto 4,00 euro


Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano. Un viaggio affascinante tra il Gotico e il Barocco! Dalla seicentesca Chiesa barocca di Donnaregina Nuova, sede del Museo Diocesano di Napoli, alla Chiesa trecentesca di Donnaregina Vecchia, realizzata tra il XIII e il XIV secolo e completata nel 1316 per volere della regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò. A lei è dedicata una delle opere più importanti della chiesa: lo splendido monumento sepolcrale, opera di Tino da Camaino. Notevoli anche gli affreschi attribuiti alla scuola di Pietro Cavallini che costituiscono il più vasto e interessante ciclo trecentesco conservato interamente a Napoli, unico in Europa. All’inizio del XVII secolo le monache del convento di Donnaregina decisero, per adeguarsi al nuovo gusto del tempo ed in seguito al Concilio di Trento del 1545, di costruire ex novo una nuova chiesa moderna, di gusto barocco. Qui sono esposti dipinti provenienti dalle tante chiese napoletane e dalla Cattedrale. Tra i tanti troviamo quadri di Luca Giordano, Aniello Falcone, Andrea Vaccaro, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Charles Mellin, Mattia Preti, Paolo De Matteis e tanti altri. Sono inoltre visibili preziosi oggetti liturgici in oro e argento e di particolare valore è la Stauroteca di San Leonzio, croce reliquiario con frammento della Santa Croce in oro filigranato del XII secolo.
Indirizzo: Largo Donnaregina – orari: dal lunedì al sabato, dalle ore 9:30 alle 16:30; domenica dalle ore 9:30 alle 14:00; martedì chiuso.
Prezzi: ingresso singolo 6,00 euro, ridotto 4,00 euro


MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina. Nel cuore storico di Napoli, i tre piani dell’ottocentesco Palazzo Donnaregina ospitano il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina: 7200 mq di spazi espositivi che accolgono opere site-specific, collezione permanente e mostre termporanee. L’edificio deve il nome al Monastero di Santa Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi nel XIII secolo, e rappresenta uno splendido esempio di stratificazione storica; è stato restaurato e
adibito a museo su progetto dell’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira e inaugurato il 10 giugno 2005 con installazioni site-specific degli artisti Domenico Bianchi, Francesco Clemente, Luciano Fabro, Rebecca Horn, Anish Kapoor, Jeff Koons, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Richard Long, Mimmo Paladino, Giulio Paolini e Richard Serra. Nel maggio 2015 è stato inaugurato il capitolo conclusivo del progetto Per_formare una collezione, avviato nel 2013 e dedicato alla costituzione progressiva della collezione permanente del museo che racconta la storia della cultura d’avanguardia, con particolare riferimento a quanto accaduto a Napoli e in Campania negli ultimi cinquant’anni, esplicitando il loro ruolo di questo territorio come storico crocevia delle ricerche più autorevoli in ogni campo della sperimentazione, dalle arti visive al teatro, dal cinema, all’architettura, dalla musica alla letteratura.
via Settembrini 79, Napoli – orari: dal mercoledì al lunedì, dalle ore 10:00 alle ore 19:30, domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00, chiuso il martedì; biglietto intero: 7,00 euro, ridotto 3,50 euro, ridotto gruppi prenotati: 4,00 euro;gratuito il lunedì, gratuito dal 1 al 31 agosto.



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