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Recuperati gli ori etruschi "Rubati per una dama russa"
SARA GRATTOGGI
15 aprile 2016 LA REPUBBLICA





ERANO stati trafugati nella notte di Pasqua del 2013 dal Museo etrusco di Villa Giulia, da ladri incappucciati, armati di ascia e fumogeni. Ma ora, 23 dei 27 splendidi gioielli ottocenteschi della Collezione Castellani rubati tre anni fa, per un valore che supera i 3 milioni di euro, sono stati recuperati dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale, guidati dal generale Mariano Mossa. Che, ieri, insieme al procuratore della Repubblica Giancarlo Capaldo e al segretario generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia, ha svelato i particolari della lunga indagine che, attraverso centinaia di intercettazioni e decine di perquisizioni, ha portato all'individuazione della batteria degli esecutori del furto, all'identificazione dei ricettatori, con rinvii a giudizio a carico di sei persone, e a due arresti.

Dietro il clamoroso furto degli ori Castellani, una ricca committente russa e un antiquario "mediatore" romano. L'affare, che avrebbe portato i gioielli all'estero, era andato però presto in fumo, forse per il grande clamore mediatico che aveva avuto il colpo al museo. La donna, individuata già nei primi giorni di indagine, era stata infatti fermata e identificata a Fiumicino una settimana dopo il furto, mentre era in partenza per San Pietroburgo. La signora, che era accompagnata dalla figlia dell'antiquario, aveva in borsa un catalogo della collezione Castellani. E nel suo iPhone, soprattutto, c'erano le foto della Sala degli Ori, con tutti i particolari del sistema di sorveglianza.

Fallito l'affare internazionale, i rapinatori si erano poi rivolti a ricettatori locali, dividendosi la refurtiva nel tentativo disperato di piazzarla. Una prima parte del bottino, sette pezzi in tutto, era stata recuperata già nei primi mesi, gettata in strada al termine di un rocambolesco inseguimento dei carabinieri proprio quando stava per passare di mano, ceduta da due pregiudicati della zona di Aprilia ad un libero professionista che avrebbe dovuto venderla ai suoi facoltosi clienti. Il resto, altri 16 oggetti, è stato ritrovato pezzo dopo pezzo nei mesi successivi, fino alla fine del 2015.

Se all'appello mancano ancora quattro monili, tra cui una splendida collana "con pietre incise e teste di barbaro in oro smeraldi e rubini", i gioielli più importanti sono stati ritrovati. «È una grandissima gioia — commenta la soprintendente per il Lazio, Alfonsina Russo, all'epoca direttrice di Villa Giulia —. Ringrazio i carabinieri per il loro lavoro, che ha permesso di recuperare pezzi straordinari come il bracciale in oro a forma di serpente, con smeraldi e rubini, disegnato da Michelangelo Caetani, mentore dei Castellani, o il pendente in cristallo di rocca con testa di medusa ». Capolavori che ora "torneranno al museo", come ha annunciato ieri il ministro ai beni culturali, Dario Franceschini. Per ricongiungersi alla magnifica collezione della celebre famiglia di orafi e antiquari romani.



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