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Grande Progetto al via la fase due l'ok dei delegati Ue in visita negli scavi
15 aprile 2016 LA REPUBBLICA



A GUARDARLI, sembrano un normale terzetto di turisti a Pompei, se non fosse per quella coppia di carabinieri che li segue passo dopo passo. E per la loro guida di eccezione, il soprintendente Massimo Osanna, affiancato dal direttore Luigi Curatoli.

Il loro è molto più di un semplice tour: quei tre personaggi, che esaminano con attenzione lo stato delle antiche domus e botteghe cittadine, sono Charlina Vitcheva, Christopher Todd e Lucio Paderi, delegati della Commissione europea, in visita al sito archeologico. Ad accoglierli il sottosegretario ai Beni culturali Antimo Cesaro, per un sopralluogo ufficiale. Il cui esito positivo inaugura ufficialmente la "Fase 2" del Grande Progetto Pompei, già ratificata a marzo dalla Commissione stessa.

La serie di interventi e restauri iniziati nel 2012 per ognuna delle nove "regiones" degli scavi e finanziati per 105 milioni di euro con finanziamenti comunitari, supera positivamente la sua prima tranche (terminata nel dicembre 2015) e inizia il suo step successivo, spalmando i restanti lavori fino al 2018. Due anni per terminare quel che ancora c'è da fare, smistando i 65 milioni di euro rimanenti in gare d'appalto per messe in sicurezza, consolidamenti e riqualificazione del parco archeologico. Tanto è stato fatto, molto c'è ancora da fare.

«Oggi Pompei - dice il sottosegretario Cesaro - è il simbolo dell'Italia che si rimbocca le maniche e porta a compimento i propri compiti, come l'ambizioso Grande Progetto. Senza troppi annunci e squilli di tromba, ma, semplicemente lavorando sodo e di squadra ». Al gruppo di visitatori si aggiungono anche il prefetto Gabriella Tramonti e Dora Di Francesco, autorità di gestione Pon Cultura e sviluppo. L'itinerario ha l'obiettivo di poter illustrare nel dettaglio i risultati di tutti gli interventi messi in atto, analizzando ogni ristrutturazione e restauro, nel rispetto dei protocolli di sicurezza e legalità.

Si parte dal quartiere dei teatri (regione otto, a sud ovest), proseguendo per via dell'Abbondanza, per ammirare alcune delle sei domus restituite recentemente al pubblico. Dalla casa del Criptoportico col suo lussuoso corridoio finemente affrescato, a quella dell'Efebo, appartenuta ad un ricco mercante pompeiano e così chiamata da una statuetta bronzea rinvenuta al suo interno, fino alla Fullonica di Stephanus, casa e officina per "fullones" (lavandai). Ancora, un passaggio alla casa del Cinghiale, dagli splendidi mosaici con tasselli neri e bianchi, a quella delle "Pareti rosse" e attraverso il reticolo di vicoli e stradine limitrofe, interdette fin dal terremoto del 1980. Pompei volta pagina? Cesaro non ha dubbi: «Fino a poco fa - afferma - l'area era sinonimo di crolli e degrado, oggi invece è simbolo di riconoscimento da parte dell'opinione pubblica, del valore dei nostri interventi e della reputazione del Paese». Ai 16 ettari di scavi già messi in sicurezza nella prima fase, assicura il sottosegretario, si aggiungeranno i 28 rimanenti. La passeggiata tocca anche il foro, che ospita alcune delle 28 sculture monumentali dell'artista Igor Mitoraj sparse per tutto sol sito. I delegati apprezzano e approvano. «È stato un incontro molto positivo aggiunge il soprintendente Osanna - L'entusiasmo dimostrato è di forte stimolo e ci darà sicurezza nel proseguire l'ultimazione delle attività del Grande Progetto». Le novità per Pompei non finiscono qui: oltre al programma di visite serali, in partenza da giugno, martedì prossimo sarà riaperto alle visite anche il bellissimo tempio di Iside. Al suo interno, verrà approntato un apparato multimediale che illustrerà i culti e gli onori resi dai pompeiani alla divinità. In particolare, si potrà guardare un filmato diretto da Stefano Incerti, con Toni Servillo nei panni di un devoto di Iside, nell'atto di compiere un sacrificio. La riapertura dell'edificio coinciderà con l'inaugurazione dell'esposizione delle statue granitiche in arrivo dalla sezione egizia del museo di Torino e sistemate nella Palestra grande, su allestimento di Francesco Venezia.

(pa.delu.)



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