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L'AQUILA - Palazzo Ardinghelli sarà la sede del Maxxi
16 aprile 2016 IL CENTRO

Il sindaco Massimo Cialente ha incontrato stamani, nella sede municipale di palazzo Fibbioni, il vice ministro dell'Economia Enrico Zanetti, che era accompagnato dal deputato Giulio Sottanelli. All'incontro erano presenti anche il vicesindaco Nicola Trifuoggi, l'assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, l'assessore alle Finanze Giovanni Cocciante e il presidente della società Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto. È intervenuta anche la senatrice Stefania Pezzopane. Al centro dell'incontro, il punto sulla ricostruzione e i relativi trasferimenti finanziari dal governo. «Rispetto al passato i soldi sono arrivati, la ricostruzione è partita, ora l'attenzione massima va rivolta, oltre che alle risorse economiche, garantite oggi e nei prossimi anni, anche sullo snellimento di alcune procedure burocratiche», ha detto il viceministro.di Giustino Parisse w L'AQUILA Ogni tanto un'idea di città – in una ricostruzione che va avanti nel segno di un "ordinato caos" – spunta fuori. Si tratta della sede "distaccata" del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo più noto come Maxxi la cui sede principale è a Roma, nel quartiere Flaminio, ospitato in un edificio moderno e gestito da una Fondazione creata dal Ministero dei Beni Culturali oggi guidato da Dario Franceschini. Fu proprio Franceschini che, in una delle sue tante visite aquilane, vide palazzo Ardinghelli (che si trova a due passi dalla chiesa di Santa Maria Paganica) ne rimase folgorato –almeno così racconta la leggenda – e lanciò l'idea di realizzare all'interno dell'antico palazzo uno spazio espositivo dedicato all'arte contemporanea legato al Maxxi di Roma. Quella che all'inizio era solo una ipotesi di lavoro oggi sta diventando realtà. Ieri mattina a palazzo Ardinghelli c'è stato un sopralluogo al quale hanno partecipato la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, il direttore del Maxxi Pietro Barrera, il segretario regionale dei Beni culturali Berardino Di Vincenzo, la soprintendente unica Alessandra Vittorini, il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, il sindaco Massimo Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane. A palazzo Ardinghelli – edificio settecentesco – sono in corso da quattro anni lavori di restauro resi possibili, come ricorda la Soprintendenza in una nota «grazie a un finanziamento del governo della Federazione Russa per complessivi 7.200.000 euro, integrati da altri fondi pubblici». Il restauro, prosegue la Soprintendenza «sta restituendo alla città uno dei suoi monumenti più affascinanti e singolari, unico palazzo abruzzese che presenta una insolita soluzione di facciata con balconata a quota variata (già prevista nell'originario progetto settecentesco e realizzata nel secolo scorso). L'edificio – proprietà del Ministero dei beni culturali – torna così a mostrare il suggestivo cortile semiottagonale porticato, lo scalone monumentale di derivazione borrominiana sovrastato dai dipinti murali dell'artista veneto Vincenzo Damini, i saloni con i preziosi camini, le pregevoli decorazioni in stucco dei soffitti e le sequenza di stanze che aprono prospettive sempre diverse sullo spazio interno del palazzo e sull'esterno che nobilmente sovrasta». I lavori di ristrutturazione finiranno a giugno poi partiranno le opere per realizzare lo spazio museale. «Il progetto è inserito nel piano strategico "Grandi Progetti Beni culturali" del Ministero e finanziato, per le annualità 2015 e 2016, per un importo di 2.000.000 di euro. Entro aprile saranno avviate le procedure d'appalto. Ci vorranno quindici mesi circa, a partire dalla prossima estate, per la realizzazione dei lavori cui seguirà - dopo la definizione del progetto museografico - l'allestimento delle opere e la definizione del percorso espositivo. Palazzo Ardinghelli diventerà così un centro vivo di cultura non solo per la città dell'Aquila, tappa concreta di un processo di recupero del patrimonio che ruota intorno al valore sociale, inclusivo ed identitario dei beni culturali, legandoli ad una loro vitale e quotidiana fruizione, per dare senso e contenuto alle "pietre" restaurate» conclude la nota della Soprintendenza. La gestione sarà affidata alla Fondazione Maxxi con modalità che però andranno messe a punto al momento opportuno.



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