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TORINO-L’infinito fascino del nuovo Egizio, il museo da un milione di visitatori
Letizia Tortello
La Stampa, 22/04/2016

Contenitore multimediale e produttore di cultura per guardare al futuro



Alla tavola dei faraoni e dei re c’è un posto d’onore riservato a ciascuno di noi. Chissà cosa si mangiava nell’antico Egitto, quali prodotti pregiati, frutto della terra e della lavorazione di alimenti che ancora oggi consumiamo, comparivano nei menù di tutti i giorni delle regine e del popolo. Piatti e bevande, dai pani alla birra, dagli oli al vino, le cui tracce sono giunte fino a noi, conservate nei corredi funerari, deposti ritualmente come beni personali dei morti, per garantire la sopravvivenza nell’aldilà.

E’ un viaggio dritto nella storia, un viaggio avventuroso e pieno di sorprendenti colpi di scena, quello proposto dal Museo Egizio. Entrare in via Accademia delle Scienze è una scoperta continua, che porta il visitatore e tornare e ritornare: per la visita del nuovo allestimento inaugurato un anno fa e giunto al record di un milione di visitatori in 12 mesi, o per intrattenersi anche solo con una conferenza, un programma espositivo speciale. Quale è, ad esempio, «Il Nilo a Pompei», la mostra che fino al 4 settembre vuole indagare i rapporti tra la cultura egizia e quella greco-romana, con gli affreschi del tempio di Iside a Pompei o della Casa del Bracciale d’Oro, oltre 300 reperti provenienti da 20 musei italiani e stranieri.
L’Egizio è insomma un grande museo con dentro tanti musei. Ha voltato ancora una volta pagina, dalla staticità polverosa delle mummie nelle teche, come forse qualcuno lo ricorderà anni e anni fa, è diventato un ente sempre in movimento: “Entro i prossimi dieci anni vogliamo diventare uno dei centri vitali dell’Egitto nel mondo – afferma il direttore Christian Greco -. Un centro di ricerca, che è la strada da percorrere affinché un museo si rinnovi».
Questo percorso punta sulla ricerca. Ha già visto quattro curatori del Cairo lavorare a Torino per tre settimane, e la firma di importanti accordi con le principali università d’Europa e del mondo, come Los Angeles e Oxford, che prevedono l’arrivo di egittologi in via Accademia delle Scienze. Tra le novità di questa matrioska di cultura si conta anche l’apertura delle gallerie della cultura materiale (i magazzini visitabili) con 11 mila pezzi esposti per il pubblico e mai visti prima.
Questo fine settimana, il museo propone un menù per famiglie e piccini. “Una fame da oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito” è il titolo del tour per bambini dai 6 agli 11 anni e per i loro genitori, che sabato, domenica e lunedì alle 10,10 (prenotazione obbligatoria, costo 5 euro per adulti e piccoli, biglietto di ingresso escluso) porterà il pubblico alla scoperta delle abitudini nutritive degli egizi.
Il prossimo weekend
Sabato 30 aprile e domenica 1 maggio, invece, in occasione della festa dei lavoratori, il museo ha pensato a una visita guidata dal titolo “Il lavoro nell’Egitto faraonico”, con l’osservazione di reperti e letture di passi tratti da antichi papiri della collezione torinese, che raccontano notizie sull’organizzazione del lavoro al tempo dei faraoni, con aneddoti di vita domestica, agricola, commerciale, artigianale e templare. Costo del percorso per adulti, fissato per le 11,20 del mattino, è di 7 euro (biglietto di ingresso escluso, prenotazione obbligatoria). Per i bimbi 6-11 anni, sempre sabato 30 e domenica 1, alle 10:10, visita guidata “A casa di Kha”, l’architetto e scriba vissuto circa 3400 anni fa (5 euro, biglietto di ingresso escluso, prenotazione obbligatoria).
La visita è un gioco
L’Egizio ha anche una dimensione di meraviglia che si prova quando si entra in un «museo parlante», impegnato a raccontarsi a partire dalle collezioni, creando un ponte storico, sociologico, culturale con l’oggi. Il tour è in sette lingue, una delle ragioni per cui il pubblico è cresciuto, raddoppiato fino al milione di ingressi, tanto che l’anno d’oro dei 500 mila visitatori delle Olimpiadi sembra distantissimo. «Il museo ha cambiato immagine - dice ancora Greco -. Oggi abbiamo una credibilità, un riconoscimento e un dialogo internazionale». La presidente Evelina Christillin, che ha seguito passo passo il Rinascimento dell’Egizio, guarda già oltre: «L’affluenza in questo primo anno cconferma le nostre enormi potenzialità - spiega -. Questo è per noi solo un punto di partenza».



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