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Avola (Siracusa): Istituto Bianca, quel logo sfregiato
Francesco Midolo
marcourss.altervista, 26-3-2016

Avola. « Mi sembra davvero strano che dopo aver risparmiato le ultime due testimonianze storico-culturai e politiche, databili alle prime elezioni democratiche in Italia, si sia intervenuto con così tant leggerezza ».
Marco Urso, appassionato di storia e di arte di Avola, accende i riflettori su quello che giudica un “maldestro restauro”.
È il logo del Fronte Democratico Popolare, la lista comune che alle elezioni del 1948 per la prima e unica volta, ha visto comunisti e socialisti presentarsi uniti contro la forte Democrazia Cristiana. Ad agosto era stato lo stesso Urso a denunciare la presenza del “repertostorico” sulla facciata dell’istituto G. Bianca. La scuola per tutto l’inverno è stata interessata dal restauro degli esterni. Prima che cominciassero i lavori, Urso aveva suggerito all’amministrazione comunale di salvaguardare quel graffito « perché è un pezzo di storia sulla nascita della Repubblica italiana – disse Urso – e si potrebbe insirire nei percorsi dei luoghi da vedere in città ».
L’amministrazione sembrava aver accolto la proposta. Allora, rispose che « non c’è nessun allarmismo. Il graffito non scomparirà. Vedremo cosa suggeriranno i tecnici in fase di esecuzione dei lavori ». Qualche giorno fa, gli operai hanno smontato le impalcature sulla facciata della scuola e il graffito non è scomparso. Almeno questa promessa è stata mantenuta, ma è la qualità del restauro – se così si può definire – che lascia qualche perplessità. «Secondo me – dice Urso – entrambi i graffiti sulla facciata andavano conservati seguendo le disposizioni del codice sui Beni culturali. Le ultime due testimonianze del logo del Fronte Democratico Popolare di fatto costituivano un unicum della storia nazionale e avolese». Un eguale logo a Roma, nel quartiere Garbatella, è stato protetto da una struttura di vetro e segnato nelle guide turistiche. «Sulle due impronte del passato – continua Urso – andava fatto un lavoro più serio: un vero restauro, meno invasivo, che non coprisse come è stato fatto, le vernici originali, distruggendole con una forzata ricostruzione. Segnalo pure che il simbolo del Fronte Democratico Popolare o Blocco del Popolo (volto di garibaldi su stella) non aveva la stella rossa ma verde, il volto di Garibaldi era bianco e solo il cappello era rosso. Colori che non erano messi a caso, ma che riproducevano la bandiera italiana. Essendo stato fatto con un primitivo stencil – dice Urso – e avevo pure informato dell’esistenza di un unico esemplare da cui ricavare il simbolo, produceva un negativo dell’immagine non riempita come è stata proposta dal maldestro “restauro”. Inoltre pure la scritta non presentava in origine i tratti così netti e definiti come è stata maldestramente riproposta. Mi auguro che chi ha fatto ciò sia stato autorizzato dagli organi competenti».

http://marcourss.altervista.org/istituto-bianca-quel-logo-sfregiato/


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