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SICILIA - Ecco il teatro greco in versione "light"
ISABELLA DI BARTOLO
23 APRILE 2016, LA REPUBBLICA





Il diktat è preservare il Teatro greco e far sì che possa essere goduto, nella sua millenaria magnificenza, anche dalle generazioni future. Per questa ragione la Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, insieme con la Fondazione Inda, è al lavoro per una messinscena nuova degli spettacoli classici. E per questa ragione, a tre settimane dall'avvio della 52° stagione di Rappresentazioni classiche, sulla richiesta di concessione d'uso fino al 31 luglio presentata dall'Inda, manca la firma della soprintendente Rosalba Panvini.

«Dobbiamo valutare i progetti di allestimento e le scenografie – dice l'archeologa – perché il nostro obiettivo, che non è certo un capriccio della Soprintendenza, è quello di tutelare il monumento. Non mettere in atto subito tutti gli accorgimenti necessari significa rendere il Teatro greco non più nelle condizioni di ospitare spettacoli e spettatori ».

Per la prima volta, dunque, stop a scenografie abbaglianti e maestose, riduzione di oltre il 30 per cento delle coperture in legno sulla cavea dove gli spettatori potranno sedersi sui cuscini. Meno decibel, meno impianti di illuminazione, meno cavi elettrici, meno strutture e macchinari: accorgimenti necessari, appunto, per salvare la delicata pietra.

La lunga lista delle prescrizioni consegnata dalla Soprintendenza ai tecnici dell'Inda è dettata dalle condizioni precarie in cui si trova il monumento della Neapolis. Un degrado denunciato da decenni dagli addetti ai lavori, tra cui il soprintendente emerito di Siracusa, Giuseppe Voza, che fu il primo a condannare l'uso eccessivo e inadeguato del Teatro greco. Si corre ai ripari, dunque, sebbene in ritardo.

La richiesta di prendere visione dei progetti di allestimento delle scenografie per Elettra, Alcesti e Fedra – le tre opere in scena dal 13 maggio al 26 giugno – risale al 16 dicembre ma solo ieri i progetti sono arrivati sulla scrivania della soprintendente Panvini. «Stiamo seguendo gli ultimi passaggi per verificare che i nostri dettami rigidissimi, e da cui non torneremo indietro, siano stati seguiti alla lettera – dice l'archeologa e docente dell'Università di Catania – poiché continuare a consumare il monumento significa metterne a rischio la sua stessa esistenza e bellezza».

Niente più scenografie che neghino il panorama dietro la skenè del Teatro greco: le strutture non dovranno superare i 3 metri di altezza né essere troppo pesanti per salvaguardare l'antico palco. Ancora, rigidi controlli durante le fasi di allestimento di palco, pedane e strutture a corredo della messinscena: la Soprintendenza vigilerà con i suoi tecnici durante il montaggio che non dovrà prevedere l'uso di chiodi, di tubature pesanti, di cavi elettrici deturpanti. Ogni fase di verniciatura o altro lavoro meccanico dovrà essere svolto fuori dal monumento.

Rispetto al passato, quest'anno saranno due e non più tre le torri usate per illuminare il Teatro greco e la cripta orientale sarà chiusa per questioni di sicurezza.

In attesa degli ultimi passaggi tecnici e della convocazione della Commissione di vigilanza per i pubblici spettacoli da parte della Prefettura, a cui competeranno le decisioni finali in termini di sicurezza e fruizione, la Soprintendenza ha approvato solo il progetto di rivestimento dell'ima cavea, ovvero della parte a ridosso del palco.

Vi sarà meno legno, dunque, ad eccezione delle parti più deteriorate che dovranno invece essere ricoperte. Sulla summa cavea, che è la parte sommitale del monumento, la Soprintendenza si deve ancora esprimere. «Stiamo lavorando per giungere alle soluzioni migliori – ha detto il commissario straordinario dell'Inda, Pier Francesco Pinelli – nel pieno rispetto del monumento ma, certo, capaci di garantire la sicurezza al pubblico e la corretta fruizione del monumento durante gli spettacoli classici».

Ed è proprio il connubio tra tutela e fruizione il protagonista di questa nuova stagione del Teatro greco.



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