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Dalla Scala a Recanati, le tasse sponsorizzano musei e teatri
di ROBERTO PETRINI
27 aprile 2016 LA REPUBBLICA


Dalla Scala a Recanati, le tasse sponsorizzano musei e teatri

E' diventata stabile la presenza dell'Artbonus, il credito d'imposta del 65 per cento sulle donazioni destinate a specifiche iniziative di restauro di monumenti o indirizzate a musei e fondazioni liriche. I mecenati sono già 2.496


ROMA - Occhio al modello 730 e all'Unico, se siete tra coloro che amano la cultura e il patrimonio del Belpaese: quest'anno, nell'arido "quadro G" della denuncia dei redditi, diventa stabile la presenza dell'Artbonus, il credito d'imposta del 65 per cento sulle donazioni destinate a specifiche iniziative di restauro di monumenti o indirizzate a musei e fondazioni liriche. Significa che al momento di pagare il netto delle tasse posso scontare il 65 per cento di quanto ho liberamente elargito al nostro patrimonio culturale.

Una volta tanto la parola tasse non fa rima con scontrini, ganasce, paradisi fiscali, cartelle pazze ma con arte e musei. L'Artbonus, nel paese di Dante e Michelangelo, non poteva che avere successo: a gennaio sono stati raccolti 62 milioni e i mecenati, come vengono chiamati ufficialmente coloro che decidono di contribuire, sono arrivati a quota 2.496. Ma il fenomeno è in crescita e il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini che ha reso stabile il meccanismo da quest'anno, è convinto che il 2016 certificherà il boom.

Dare denaro, avere visibilità, poter seguire con trasparenza sul sito Artbonus, organizzato da Arcus per conto del ministero, lo sviluppo dei lavori fidelizza e rassicura i donatori: e questo aiuta. Naturalmente sono i big a fare la parte del leone e a raccogliere più fondi: la Scala, l'Arena di Verona, il Regio di Torino. Ma non solo: la corsa tra i micro comuni e le istituzioni minori ad accaparrarsi l'Artbonus, in tempi di stretta alle finanze municipali, è in pieno svolgimento. Antiche biblioteche, portali, incunaboli, pregiati organi sono in attesa di nuovi, grandi e piccoli mecenati.

Riscoprono la cultura anche le imprese: il credito d'imposta del 65 per cento (che per le erogazioni di effettuate quest'anno scenderà al 50 per cento) vale anche ai fini Ires e ha un tetto del 5 per mille dei ricavi. Lo strumento piace e tra i sostenitori ci sono aziende come Brembo, Ferragamo e la Ima di Alberto Vacchi. Ma un boom vero e proprio si segnala nelle Marche: di fronte al dilemma che è stato posto negli ultimi anni alla Regione, tra manifattura e cultura, gli imprenditori hanno scelto entrambe. A Recanati, dove il passaggio dal vecchio sistema produttivo verso finanza, servizi e high tech, è in fase avanzata c'è stata una vera e propria corsa per contribuire la ristrutturazione della Torre del Borgo immortalata dai versi di Leopardi.

Tant'è che, in alcuni momenti, il numero delle aziende recanatesi,
nella categoria dei versamenti fino a 10 mila euro, ha raggiunto la quota del 20 per cento del totale nazionale: partecipano nomi come Clementoni, Iguzzini Illuminazione, la sim FinLabo, la Fatar degli strumenti musicali e la Fbt. Una volta tanto c'è un'Italia che si muove.



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