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La rivolta di Favignana: "Non vogliamo quella centrale"
ALESSANDRA ZINITI
01 maggio 2016 LA REPUBBLICA


L'impianto a gasolio ha ottenuto l'ok della Regione ma l'isola delle Egadi è pronta alle barricate: "Farlo sarebbe una follia"

FAVIGNANA. Il terreno dove dovrebbe sorgere la nuova centrale elettrica che indigna l'isola, al momento, è solo una grande distesa di erbacce delimitato da una catenella. Cala Azzurra è a 350 metri, al di là di una piccola pineta che fa ombra su un paio di villette bianche. "Sa qual è la cosa più incomprensibile di tutta questa storia? - dice un isolano - Che in quel terreno lì accanto non ti danno il permesso neanche di fare un barbecue a muro. E invece loro hanno avuto il nullaosta della Soprintendenza ". Certo, viene difficile spaziando con lo sguardo dai campi al mare, credere che qui, secondo il progetto della Sea, che ha già avuto l'ok oltre che della Soprintendenza anche della Regione, dovrebbe sorgere un impianto con una struttura in cemento, quattro silos e tre fumarole alte più di dieci metri ciascuno. Il Comune di Favignana, che dovrebbe deliberare una variante urbanistica, è pronto alle barricate.[[ge:rep-locali: rep-palermo:138828730]]
La scorsa settimana, in Comune, è giunta la richiesta con la quale la Sea sollecita la sospensione per sei mesi dell'iter per il cambio di destinazione del terreno di Contrada Mustazzello. Un gesto che il Comune ha interpretato come una prima vittoria e il prodromo all'abbandono del progetto. Ma non è così. "L'impianto - chiarisce la Società elettrica di Favignana - rimane l'elemento essenziale per assicurare e garantire la capacità di produzione di energia elettrica per l'isola. Su espressa richiesta del sindaco, la società ha rappresentato la propria disponibilità alla prosecuzione degli incontri tecnici per l'analisi di possibili ulteriori iniziative progettuali integrative all'impianto in itinere".

Nessuna marcia indietro dunque dell'azienda che ritiene ormai obsoleto e insufficiente l'impianto che al momento assicura l'energia elettrica all'isola e non intende recedere dal progetto di realizzazione di una nuova centrale a gasolio. "Una follia soprattutto in un momento in cui sta per essere varata una legge che prevede incentivi per l'uso delle energie rinnovabili nelle isole minori - dice il sindaco Giuseppe Pagoto - Favignana ha il sole, il vento, è ad una distanza brevissima dalla costa che ci potrebbe consentire anche di utilizzare il cavidotto della Terna e noi stiamo ancora a progettare impianti ecomostro che vanno a gasolio? Dalla sua, la Sea ha un'autorizzazione all'impianto che risale al 2004 ed evidentemente le amministrazioni che si sono succedute sull'isola non hanno mai preso a cuore la situazione e il danno ambientale che provocherebbe un impianto del genere all'isola, ma noi non intendiamo concedere alcuna variante urbanistica fino a quando il progetto rimarrà questo. Spero che l'azienda si renda conto che ci sono altre strade percorribili".

La Sea, società di proprietà della famiglia palermitana Accardi, si limita a una parziale apertura: "Lo sviluppo di ulteriori produzioni di fonti di energia rinnovabile, tutte da verificare a livello industriale nel tessuto di Favignana, potrà nel futuro consentire di disporre di consistenti capacità produttive da fonti alternative limitando di conseguenza ed in prospettive l'uso di fonti tradizionali". Insomma, rinnovabili sì ma solo come eventuale fonte integrativa di energia. Per cercare un punto d'intesa con il Comune l'intento della Sea è infatti quello di presentare un ulteriore progetto pilota, "in aggiunta a quello oggetto dello spostamento ", che possa utilizzare fonti energetiche non inquinanti e che possa connettersi alla rete di distribuzione dell'isola.

A fianco del sindaco e di tutta l'amministrazione di Favignana, la popolazione, gli operatori turistici e le associazioni ambientaliste dell'isola. Dice il titolare di un albergo: "Non capisco proprio la necessità di realizzare una nuova centrale. Non abbiamo mai avuto grossi problemi di energia, se non qualche fisiologico black out ad agosto. Ma quel che è certo è che i turisti scapperebbero solo alla vista di ciminiere a due passi dal mare".

Linda Guarino, insegnante e coordinatrice del circolo Egadi di Legambiente, è categorica: "E'un progetto al quale ci opponiamo con tutte le nostre forze e non soltanto per la sua evidente capacità inquinante. Ci sarebbe un continuo via vai di mezzi pesanti su una strada di comunicazione che d'estate è percorsa ogni giorno da centinaia di turisti e villeggianti in bici. E poi davvero ci chiediamo tutti come sia possibile che questo ecomostro sia stato
autorizzato. Facciamo appello alla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali perché riveda la sua posizione ".
La Sea ribatte: "L'attuale prduzione di energia avviene oggi in un sito assolutamente inadeguato con unità immobiliari di proprieà del Comune di Favignana che certamente non forniscono un'immagine gradevole per le migliaia di turisti, visto che l'attuale impianto è ben visibile sulla costa".



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