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Liegi, un nuovo museo nell'ex città mineraria. Che si scopre trendy
05 maggio 2016 la Repubblica


Inaugura la Boverie. Ospita la ricca collezione di opere contemporanee della città in un edificio che fu sede dell'Esposizione Universale del 1905, recuperato dall'abbandono. È solo l'ultimo episodio di un percorso che ha cambiato il volto all'ex capitale mineraria vallona in pochi anni


Un nuovo museo, "La Boverie", ha inaugurato oggi a Liegi, la città nel cuore dello storico bacino siderurgico vallone-belga che ha vissuto un'autentica trasformazione da quando, sette anni fa, è stata aperta la nuova stazione ferroviaria per l'alta velocità, siglata da Santiago Calatrava. Da allora, una riqualificazione che ha letteralmente cambiato i connotati a un centro che fino a pochi anni fa i turisti potevano conoscere solo per meriti ciclistici (la celebre classica del Nord), o automobilistici, dal momento che si trova vicino al circuito di Spa-Francorchamps, uno dei templi della Formula 1.

Situato su un isolotto verdeggiante tra la Mosa e un suo canale, il museo, che si collloca su un padiglione che era parte dell'Esposizone universale che la città belga - 200 mila abitanti oggi - ospitò nel 1905, ed è una sorta di replica in stile liberty del Petit Trianon di Versailles, nasce sotto l'egida del Louvre. Il museo parigino ha infatti siglato una convenzione triennale con la Boverie, cui ha fornito il materiale per la prima mostra temporanea, "En plein air". Una scelta non casuale, quella che ha coinvolto lo stesso presidente-direttore dell'icona parigina, Jean-Luc Martinez. "Un'esposizione nella quale si può osservare come autori quali Corot, i membri della scuola di Barbizon, ma anche, nel ventesimo secolo, lo stesso Picasso, abbiano messo al centro della loro stessa poetica il momento in cui l'artista osserva il viandante, il bagnante". Uomini o donne che vivono, appunto, all'aria aperta - materia ideale per un museo che, per sua stessa struttura di base, oltreché per volere del suo progettista, l'architetto Rudy Ricciotti, autore tra l'altro del Cube del Museo delle civiltà dell'Europa e del Mediterraneo di Marsiglia, non poteva che proporsi come un museo-giardino, e che anche prima della ristruttuazione era una delle mete privilegiate del passeggio degli abitanti di Liegi.
Liegi, un nuovo museo nell'ex città mineraria. Che si scopre trendy


Le sale baciate da una luce naturale che piove diffusa attraverso delle vetrate ricoperte da tele chiare, le opere di Cézanne, Monet e Bonnard si propongono, per la durata della mostra (fino al 15 agosto), come un elogio di quell'anelito dell'uomo e dell'artista di inizio secolo scorso di riappropriarsi della natura e di reinterpretarla, accadesse questo sulle rive della Senna o della Mosa. La collezione permanente della Boverie è di proprietà della municipalità locale. Una ricca dote, buona parte della quale fu acquistata dagli amministratori della "Città Ardente" - questo il nomignolo di Liegi, vuoi per gli altiforni di un tempo, vuoi per il carattere focoso degli abitanti - a due un'asta organizzate dal regime nazista a Lucerna nel 1939 e a Parigi: vennero vendute le opere di quegl autori che il regime tedesco considerava degenerati. Ci sono "La Famille Soler", una delle più celebri opere di Picasso, assieme a opere di Gauguin, Chagall, Monet, Kokoschka, Ingres, oltre al belga Ensor, ad occupare il seminterrato rinnovato della struttura. A questo, si aggiungono le tele di Toulouse-Lautrec, Matisse, Dufy, Poliakoff e Vasalery, offerte alla città dal collezionista belga Fernand Graindorge negli anni Settanta. Per ricollocare tanto patrimonio in un edificio che versava in rovina, Ricciotti ha agito allo stesso tempo con energia ma nel rispetto della struttura originale dell'edificio. L'intervento saliente è costitutito dalla creazione di un'estensione in vetro e cemento su palafitte, che ha affacciato il museo sul Canale di Derivazione della Mosa: l'idea appunto del museo-giardino.
Liegi, un nuovo museo nell'ex città mineraria. Che si scopre trendy


Come detto, la Boverie è la perla di quella che lo stesso sindaco Willy Demeyer ha definito "metamorfosi di Liegi". Dal 2009, anno dell'inaugurazione della stazione Tgv Guillermins che dista pochi minuti a piedi dal museo, la città vallona ha visto sorgere o ristrutturare un centro multiculturale, due teatri, cinema d'arte, oltre alla Passerelle, il ponte ciclopedonale - che ha avuto una gestazione travagliata ma che è finalmente in servizio e collega proprio la stazione ferroviaria al parco che ospita la Boverie stessa. Come alti casi illustri in Europa - viene da pensare a Bilbao, ma è solo il caso più eclatante, la riqualificazione intelligente del territorio urbano sta trasformando in meta turistica trendy un centro urbano che fino a pochi anni fa suscitava scarsa attrattiva anche in chi vi si trovava a passare per caso.



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