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Riapertura straordinaria della Torre di Velia
di EMERENZIANA SINAGRA
02 giugno 2016 la città di Salerno


Riapertura straordinaria (è la seconda volta in un mese dopo la chiusura durata venti anni) della Torre di Velia. L’iniziativa del Comune e dalla Pro Loco di Ascea, in collaborazione con la Soprintendenza e il gruppo archeologico Velino, vedrà la partecipazione degli Sbandieratori Città de la Cava che si esibiranno sull’Acropoli, nell’area compresa tra la torre medioevale e la Cappella Palatina. Durante la mattinata i ragazzi del Gruppo Archeologico Velino realizzeranno gratuitamente visite guidate alla parte alta dell’antica città, dal titolo “L’acropoli di Velia dall’antichità ai tempi moderni”. Le iniziative sono gratuite per i visitatori del Parco (ingresso 3 euro; gratuito per minori di 18 anni).

«Sebbene l’apertura della torre si limiterà solo alla giornata odierna – sostiene Valentina Pica, assessore al turismo del comune di Ascea – l’iniziativa ci fa ben sperare in future collaborazioni con la Soprintendenza e nella possibilità di ampliare l’offerta di eventi da realizzare nell'area archeologica e in particolare nel meraviglioso scenario dell'Acropoli». L’antica città di Elea (Hyele) fu fondata da coloni greci provenienti da Focea come base di supporto nel Tirreno per gli intensi scambi commerciali che questi intrattenevano con le popolazioni italiche e i più lontani abitanti delle coste del Mar Egeo. Nel periodo di formazione delle colonie della Magna Grecia, Elea assunse le caratteristiche di una città autonoma ed in forte espansione, fino a raggiungere il grado di civiltà che avrebbe dato i natali ai filosofi Parmenide e Zenone. In posizione privilegiata, sul promontorio, in epoca normanna fu costruita la torre ancora visibile a baluardo e per l'avvistamento degli incursori dal mare. Si ha notizia, nella fase finale del periodo delle invasioni saracene, dell’esistenza di una fortificazione denominata Castellum Velie, che nel nome conservava ancora traccia dell'antica colonia greca decaduta. Dopo la conquista normanna del 1053-1054, e la conseguente cessazione della minaccia saracena, a fianco della fortificazione dovette esser costruito un borgo la cui esistenza è documentata nel 1113. Risale all’epoca normanna anche la costruzione della Cappella Palatina (chiesa di San Quiricio, o San Quirino), citata in un documento del 1144 e tuttora visibile sul luogo. Il borgo, nel XII secolo, assunse la denominazione di Castellammare della Bruca, probabilmente dalla contiguità
di una vasta foresta di elci, che si estendeva da Cuccaro Vetere fino alla costa. L’abitato fu interamente distrutto nei primi decenni del XX secolo per permettere l’inizio delle profonde campagne di scavo che avrebbero riportato alla luce la colonia di Velia.



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