LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La storia riposa sotto di noi ma non fate cacce al tesoro
05 giugno 2016 il tirreno



Stefano Bruni, archeologo, docente all'Università di Ferrara, oltre ad aver partecipato a numerosi gruppi di lavoro e comitati scientifici, è molto attivo nel promuovere e divulgare la "disciplina archeologica", come lui stesso la chiama. Professore, negli ultimi tempi sono stati scoperti diversi tesori "archeologici". Come mai questa stagione d'oro dell'archeologia? «Le scoperte archeologiche hanno una certa componente di fortuna ma va detto però che il caso è stato aiutato da una politica culturale che ormai ha preso piede: quella di stare sempre molto attenti alla tutela, vissuta, oggi, sempre meno come impedimento al progresso. La maggiore sensibilità del pubblico e del cittadino verso le problematiche della conservazione sta dando i suoi frutti». Che ne pensa degli archeologi fai da te? «È un problema serio. Per esempio, io mi posso dilettare in neurochirurgia infantile ma nessuno mi loderebbe se mettessi le mani sulla testa di un ragazzino per operarlo. Invece, rispetto a queste materie come l'archeologia, la storia dell'arte, la scrittura e la pittura pare molto più semplice provare ad esercitarle che non cercare la quadratura del cerchio. Questo atteggiamento nasce da una concezione sbagliata. In archeologia uno scavo, e la relativa scoperta, finisce solo con la pubblicazione scientifica dei risultati. Uno dei grossi problemi dell'archeologia è il mancato studio e la mancata pubblicazione dei dati. Per assurdo, si potrebbe quasi dire che uno scavo non pubblicato sarebbe stato meglio che non fosse stato fatto perché, comunque, esso è la distruzione di un contesto. E capita spesso che il non professionista provochi dei danni, recuperi l'oggetto ma non il contesto. Oppure, abbiamo il fenomeno opposto: quelli che, scherzando, si chiamano archeologi continui, ovvero dei talebani della stratigrafia e del metodo archeologico che, portati all'eccesso, promuovono solo un tecnicismo fine a se stesso». In questo periodo sembra che ci sia tutto un mondo sotto i nostri piedi... «C'è la storia sotto i nostri piedi e, essendo la terra così antropizzata e con una storia millenaria, è ovvio che, se gli prestiamo attenzione, si avverte questo mondo sotterraneo. Evidentemente la nostra civiltà è (o dovrebbe essere) più sensibile a tutto questo». Esistono ancora tesori da scoprire? «Non poniamo limiti alla Provvidenza. Ci sono imprese di scavo con potenzialità infinite, per esempio a Pompei ci sono ancora interi quartieri da scavare. Un altro caso, più vicino a noi, è Marzabotto: c'è la Marzabotto dove vive la gente e, accanto, a una distanza di trecento metri, c'è una città etrusca. Stanno facendo interventi di scavo e negli anni hanno fatto scoperte sensazionali. Marzabotto è un nodo fondamentale per capire e conoscere non solo la civiltà etrusca ma anche il mondo antico. È chiaro però che non si tratta di recuperare mirabilie, quello che è importante è il contesto storico in cui i singoli oggetti, meravigliosi agli occhi del pubblico, si inseriscono. L'archeologia non è una caccia al tesoro; è una disciplina storica con delle regole molto ferree. Che cosa ne pensa della recente scoperta della tomba di Aristotele? «Bisogna aspettare la validità scientifica. In Grecia, per esempio, qualche anno fa, a Anphipolis, pareva di aver scoperto la tomba di Alessandro Magno ma gli studi hanno dimostrato successivamente che si trattava della sepoltura di un suo generale, non per questo, però, la scoperta era meno importante. Due anni fa in Turchia hanno trovato il luogo della prima sepoltura di San Giacomo, comprovato dai fatti e dalle iscrizioni: al di là del singolo ritrovamento, l'emozione che solleva il nome di uno degli apostoli è enorme. Ma dobbiamo essere consapevoli che la maggior parte delle volte ciò che viene trovato è l'archeologia degli anonimi». Un quindicenne grazie a google earth e alle stelle ha scoperto un'antica città Maya. Quanto la tecnologia sta aiutando l'archeologia? «Molto, specialmente negli ultimi decenni. L'affinamento, da un lato, dei metodi sul campo e, dall'altro, l'aiuto dato da discipline diverse, provenienti dalle scienze dure, hanno fatto fare passi da gigante nel tentativo costante della ricostruzione del contesto storico». Qual è il tesoro che ogni archeologo sogna di scoprire? «Ognuno cerca di scoprire l'oggetto prezioso per cui ha studiato e quella serie di dati che gli mancano per arrivare alla ricostruzione complessiva. Può essere anche un singolo coccio, del resto, però, penso al sobbalzo di quell'archeologo tedesco che, nel secolo scorso, scavando a Olimpia, in un locale che era un ambiente artigianale, ha trovato il vaso con l'iscrizione di Fidia». A Roma durante i lavori per la Metro C Amba Aradam è venuta alla luce una caserma romana di età adrianea. Come intervenire, oggi, in Italia in materia di scavi archeologici? «In realtà il governo della neonata Italia unita si pose il problema e decisero tre interventi di scavo: al nord, al centro e al sud. Ma una politica del genere, oggi, non porterebbe ai risultati sperati proprio perché esiste la componente del caso. Certo, è d'altronde vero che ci sono alcuni punti focali: per esempio, scavare a Roma sul Palatino o nell'aerea del Foro Romano è comunque un intervento di grande significato, qualsiasi reperto trovato sappiamo che appartiene al cuore della materia, della storia antica. Clementina Panella, archeologo di fama internazionale, scavando a Roma, nell'area vicino all'Arco di Costantino, rinvenne, qualche anno fa, le insegne regali di Massenzio, nascoste durante la battaglia di Ponte Milvio, erano lì da 1700 anni. La scoperta ha fatto poco scalpore sulla stampa ma era la prima volta che venivano recuperati gli scettri di un imperatore romano. Penso che in archeologia, così come in altre discipline, non nasca niente dal nulla ma tutto è frutto di un lavoro di anni».




news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news