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Verona, soprintendenza. Reperti e polemiche, finisce unepoca
Camilla Bertoni
Corriere del Veneto - Verona 10/7/2016

Da domani soprintendenza unica (affidata a Magani). Quarantanni di scoperte e ricordi

VERONA. Nel 1975 a Verona cerano tre Soprintendenze; dopo il primo accorpamento dellanno scorso, da domani ce ne sar una sola. In mezzo, quarantanni di scavi che hanno aperto la strada allarcheologia urbana preventiva, quarantanni di ritrovamenti che scrivono la storia di Verona, costellata, per, anche di scontri con lamministrazione e soprattutto con i privati, terrorizzati dagli stop ai lavori in un territorio cos delicato come quello scaligero.

VERONA. Quarantanni di scavi che hanno aperto la strada allarcheologia urbana preventiva. Quarantanni di ritrovamenti con cui ricostruire pagine della storia romana di Verona. Una storia costellata di buone pratiche, ma anche di scontri con lamministrazione pubblica e con i privati che pi di ogni altri hanno temuto la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto con i suoi stop quasi scontati in una citt stratificata come Verona. La sua ricchezza archeologica ha giustificato la fondazione nel 1975, con decreto del ministro Spadolini, lo stesso da cui nacque il ministero dei Beni Culturali, del Nucleo Operativo speciale di Verona, costola della sede principale di Padova. Una lunga storia che finisce oggi con laccorpamento delle tre soprintendenze di un tempo in una unica, voluto dalla riforma Franceschini, per dare vita a una struttura il cui futuro tutto da decidere. Da domani, al nuovo soprintendente unico di Verona, Vicenza e Rovigo, Fabrizio Magani, storico dellarte, spetta il difficile compito della riorganizzazione interna di un ente che accorpa competenze molto diverse. Negli anni 70 gli scavi di Peter Hudson e la sistemazione della domus romana nella sede del Banco Popolare firmata da Carlo Scarpa o quella a opera di Libero Cecchini degli Scavi Scaligeri, sottratti al progetto originario di parcheggio interrato, sono state esperienze pioneristiche che hanno fatto storia. Vicende raccontate da Giuliana Cavalieri Manasse, per tanti anni responsabile del nucleo, e da Brunella Bruno, che le succeduta, in un convegno sullarcheologia urbana tenutosi a Milano dove si respirata in generale aria di grande preoccupazione per il futuro e dove si parlato molto dellimportanza archeologica di Verona, sia per la presenza monumentale che per leccezionale persistenza dellimpianto ortogonale originario e delle mura, motivo delliscrizione della citt nel patrimonio Unesco.

Dai contrasti per i sottopassi realizzati in occasione dei Mondiali di calcio 90, si passati alla virtuosa (e piuttosto rara) decisione del Comune di inserire lobbligo delle indagini archeologiche nel proprio Piano regolatore. Tra alti e bassi nella storia dei rapporti tra Comune e Soprintendenza, si arriva agli anni del piano dei parcheggi pertinenziali segnati dallinfelice slogan del sindaco Tosi, con i famosi quattro sassi, rimbombato sulla stampa: Incomprensioni e disinteresse ha raccontato Manasse - hanno portato a perdere grandi occasioni di valorizzazione archeologica come quella di piazza Arditi dove si stati costretti a rinunciare alla creazione di unarea con uno dei pi importanti quartieri artigianali rinvenuti nellItalia settentrionale.

Occasioni perse a parte ha concluso al convegno Bruno -, il bilancio di questa storia positivo, anche in virt della collaborazione con i privati: visitabili su richiesta abitazioni, ristoranti come il Maffei e il Dodici Apostoli o lHotel Victoria, e nelle ultime aree archeologiche rinvenute nei negozi Cos e Benetton in via Mazzini larcheologia si trasformata in un valore aggiunto, integrandosi allallestimento commerciale. Il sito di corte Sgarzerie, dove si lavorato per ventanni ai resti del Campidoglio, visitabile oggi grazie a una gestione privata cos come lo da tempo la villa romana di Valdonega trovata negli anni 60. Diversi gli scavi in corso in questo momento: sul colle di San Pietro dal lato di via San Carlo sono emersi segni di cava e molto materiale sovrapposto, dalla preistoria in poi, purtroppo difficilmente databili; allex Arsenale si sta progettando la valorizzazione in loco di un impianto artigianale rinvenuto durante lo scavo per il parcheggio, mentre allinterno della ex Passalacqua sono state trovate strutture romane e riferibili alla fiera settecentesca. Ma il progetto pi ambizioso resta quello del Museo Archeologico alla ex caserma austriaca di San Tomaso: in corso di realizzazione da 25 anni, mai portato a termine per mancanza di fondi, ora passato al Polo Museale regionale del Veneto in virt della separazione tra tutela e valorizzazione voluta sempre da Franceschini, sarebbe stato destinato a raccontare la storia degli scavi a Verona. Ora chiss.



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