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Il castelliere attende il recupero
di Maristella Cescutti
10 luglio 2016 il Messaggero Veneto



RIVE D'ARCANO Profuma di storia l'immenso anfiteatro del castelliere della "Zucule" di Rive D'Arcano in completo stato di incuria e abbandono. Un terrazzo morenico di circa quattro ettari che appare in tutta la sua bellezza al termine di una antica e stretta stradina. Un perimetro di circa 890 metri, che termina a "V" da qui il riferimento allo "zoccolo" friulano sorge tra il torrente Petòc e il Corno, a chiudere il lato nord un aggere di circa 160 metri. Il castelliere della "Zucule" è uno dei siti protostorici meno studiati del Friuli, ma non per questo di minore importanza, E guarda la pianura friulana da un alto terrazzo morenico, come spiega lo studioso Carlo Venuti già direttore della biblioteca Guarneriana A proposito di Guarneriana Venuti racconta come i carradori di San Daniele - Giavons nel 1415 trasportarono una grande quantità di sassi dal castelliere di Rive D'Arcano a San Daniele per costruirvi il palazzo comunale. Ludovico Quarina, che per primo ha censito in Friuli tumuli e castellieri, ha collocato il manufatto «tra la fine dell'età del Bronzo e la prima età del Ferro». La zona è stata abitata fino all'epoca romana. Qualche saggio di scavo potrebbe dare nei ritrovamenti sicuramente grande soddisfazione. Sta di fatto che attualmente la condizione del castelliere è disastrosa. All'interno del Prg del Comune figura però come zona di interesse archeologico. Il terrapieno, realizzato da una base di "terra armata" da cassoni di legno, è di proprietà privata; una parte è terrazzata dagli agricoltori per la coltivazione delle viti. Vista la conformazione del terreno morenico a soli 10 cm. si trova già il ghiaino. Il professor Venuti fa notare che «con gli aratri si rovina tutto». Il perimetro, un tempo occupato da palizzate-barriere che avevano la funzione di difendere la parte scoscesa, non si distingue più per la crescita di alberi e arbusti. L'aggere, cioè il muro difensivo di sassi e terriccio che va da una altezza da due a cinque metri non si riesce più ad individuare in quanto ricoperto da una rigorosa e intricata boscaglia. Davvero un peccato non valorizzare la struttura della tipica fortificazione difensiva singolare per la sua forma in Friuli. Due potrebbero essere gli interventi più urgenti: l'acquisizione dell'area da privati, la pulizia dell'aggere e naturalmente qualche saggio di scavo: «con una cifra esigua si potrebbe mostrare in tutta la sua bellezza il Castelliere, secondo in grandezza solo dopo quello di Udine - afferma il consigliere comunale Romeo Chiavotti - In termini culturali e turistici sarebbe un investimento non da poco per promuovere il capoluogo».




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