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Udine promossa è un “casco blu” delle opere d’arte
di Giacomina Pellizzari
07 luglio 2016 IL MESSAGGERO VENETO

Il ministro Franceschi ha inaugurato la caserma dei carabinieri: con il Nucleo di tutela patrimonio culturale dialoga oltre confine


La collocazione geografica unita all’esperienza maturata nella tutela dei beni culturali sulle macerie del terremoto, ha fatto sì che Udine diventasse sede strategica del Nucleo tutela patrimonio artistico (Tpc). La sua posizione è talmente strategica che, ieri, a tagliare il nastro all’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri, in viale XXIII Marzo, è stato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Dopo Roma e Perugia, è la terza sede aperta quest’anno in Italia. «Il cambiamento degli equilibri geopolitici mette Udine e questa Regione al centro del mondo - ha spiegato il ministro -, avere qui un nucleo della Tutela del patrimonio culturale significa poterlo usare anche come strumento di dialogo con alti Paesi.

Con queste parole il ministro, accolto nel cortile della caserma dal picchetto d’onore dell’Arma, ha risposto al sindaco, Furio Honsell, che aveva appena auspicato per Udine un ruolo di «educazione culturale e diffusione del valore della tutela e della difesa dei Beni culturali e paesaggistici, sancito dall’articolo 9 della Costituzione, candidandola così a centro transnazionale e internazionale. Honsell ha motivato la sua richiesta ricordando che «Udine fu il luogo nel quale furono raccolte e protette le opere recuperate nelle zone terremotate, nel quale i friulani con una leggendarie raccolta di firme nelle tendopoli chiesero l’istituzione dell’università e dove venne istituito il primo corso di laurea in Conservazione dei beni culturali in Italia». E per finire il sindaco ha citato l’opera del Tiepolo “La virtù e la nobiltà trionfano sull’ignoranza”, trafugata da palazzo Caiselli e poi ritrovata. «Penso - ha aggiunto il primo cittadino - che il suo messaggio simbolico si rinnovelli. Quella lotta, purtroppo interminabile, tra il bene e il male anche grazie al ruolo che potrà svolgere il Tpc, possa continuare a vedere sempre il primato del bene e del senso civico».

Alle parole di Honsell sono seguite quelle del ministro «orgoglioso di inaugurare il nuovo nucleo Tpc dei carabinieri, il terzo quest’anno, in una città così importante per la dimostrazione che ha dato al Paese 40 anni fa rimboccandosi le maniche per attuare una ricostruzione intelligente e fare un investimento specifico nella tutela del patrimonio artistico». E citando i caschi blu della cultura, Franceschini ha evidenziato il significato dei beni culturali tra i terroristi dell’Isis che colpiscono i centri archeologici (Palmira è solo un esempio) e i musei per colpire l’identità culturale, linguistica e religiosa di un Paese. Il ministro ha spiegato, infatti, che è stata l’Italia a «sollecitare l’Unesco ad attuare un’azione a tutela del patrimonio dell’umanità. Questa - ha aggiunto - è una definizione giusta perché se da un lato la proprietà dei beni culturali è di un Paese o di un privato, dall’altro le opere d’arte, i siti storici, archeologici e paesaggistici sono patrimonio dell’umanità ed è giusto che sia la comunità internazionale a mobilitarsi per tutelarla». L’Italia è il primo Paese ad aver istituito la task force, i cosiddetti caschi blu della cultura, a tutela del patrimonio culturale che i terroristi stanno tentando di vendere a pezzi per finanziare la loro attività. Non a caso, quest’anno, il bilancio del ministero ha un buon 37 per cento in più di risorse, a cui si aggiunge un miliardo di investimenti da Cipe che riguarderanno anche questa regione».

Tornando a focalizzarsi su Udine, il ministro ha riconosciuto al sindaco di aver «giustamente rivendicato il valore del sistema museale udinese» e ricordato che il Mibac sta lavorando «con l’Associazione dei comuni per raccordare i musei statali e quelli civici. Un binomio indispensabile per creare il Sistema nazionale integrato. A chi visita Udine - ha ricordato Franceschini - interessa poco sapere se un museo è statale, regionale o comunale, gli interessa che il museo funzioni».

Il restauro della caserma è costato circa 2,4 milioni di euro. Un milione è stato investito dalla Regione, il rimanente dal Comune. «Il fatto che ci troviamo ancora su un confine delicato ci permette di essere una punta di diamante nella tutela dei beni culturali, sia per l’azione preventiva, ma anche di intervento successivo a eventuali reati al patrimonio. Una centralità in Europa, quella del Friuli Venezia Giulia, che ci permette di avere un bacino di interesse trasfrontaliero» ha ribadito la presidente dell Regione, Debora Serracchiani, presente alla cerimonia con l’assessore Gianni Torrenti e il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacab. Anche per la presidente il fatto che Udine sia, dopo Roma, la seconda città italiana, ad avere nella stessa sede Nas, Noe e il reparto tutela beni culturali, è un’eccellenza e una grande opportunità per il nostro territorio».

La caserma è stata intitolata al brigadiere Germano Craighero, ucciso in uno scontro a fuoco a Piazzola sul Brenta. Ieri la moglie Laura e i figli Giovanna e David, hanno scoperto la targa che ricorda il suo sacrificio.

Conclusa la cerimonia, il sindaco e l’assessore alla Cultura, Federico Pirone, hanno consegnato al ministro alcune proposte per valorizzare il sistema museale in città. Si va dalla trasformazione del Focus Asia- Feff Industry in una piattaforma di business tra le industrie cinematografiche europee e asiatiche, la qualifica di monumento nazionale alla Resistenza, l’equipollenza alla laurea triennale dei corsi di arte drammatica dell’Accademia Nico Pepe, la creazione del Museo italiano dell’audiovisivo e del cinema e la semplificazione delle norme per l’organizzazione di spettacoli dal vivo. Su quest’ultimo punto Franceschini ha assicurato che a breve saranno modificate le norme. «Seguirà con attenzione pure la convenzione con l’Istituto Luce propedeutica al Museo del cinema», assicura Pirone secondo il quale il ministro ha compreso la rilevanza delle proposte ricevute.



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