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Bergamo. Progetto Montelungo. La Soprintendenza: meno demolizioni
Donatella Tiraboschi
Corriere della sera - Bergamo 15/7/2016

«Ecco come cambierà la caserma Montelungo, destinata all’Università. In autunno il via ai lavori». Il cinguettio (anticipatore) del primo cittadino Giorgio Gori si accompagna ai rendering del progetto milionario che costituirà uno dei principali tasselli dell’«Univercittà», l’Università di Bergamo ad ampia diffusione urbanistica: l’ex caserma Montelungo.

Sul piatto 25 milioni, a carico dell’Ateneo, tra acquisto e resurrezione funzionale del complesso di 23 mila metri quadrati che ospiterà 300 tra studenti e visiting professor e il Centro Universitario Sportivo. A vincere il concorso di progettazione internazionale è stato lo studio italo spagnolo Barozzi-Veiga, di stanza a Barcellona, che — è stato riportato nella motivazione — «ha creato uno spazio urbano e una vista prospettica con correzioni minime e sacrificando le parti storiche meno importanti», anche se con un’«architettura molto austera». In effetti, i rendering che accompagno il felice tweet del sindaco, quest’idea di austerità la danno tutta, esattamente come quando i progetti erano stati presentati per la prima volta, nel dicembre scorso. Ma qualcosa è, appunto, cambiato. Il progetto vincitore, nei mesi scorsi, è finito per ben due volte sotto le forche caudine della Soprintendenza e del Segretariato regionale del Ministero dei Beni culturali che lo ha passato al setaccio. Dal primo passaggio, o meglio dalla prima verifica, sono emerse alcune prescrizioni così sintetizzabili: si tagli di meno e si conservi di più. Che cosa? Ad esempio, il corpo prospiciente alla Torre del Galgario dovrà essere mantenuto, così come le ali laterali del complesso non dovranno subire tagli. Insomma, si è puntato ad una maggiore conservazione dei prospetti architettonici più significativi del compendio. Apportate le correzioni richieste, il progetto rimodulato in un’ottica di maggior tutela dei requisiti culturali, ha ottenuto il placet di Soprintendenza e Segretariato circa un mese fa, con una proposta finale di un progetto preliminare che, tra un passaggio e l’altro, viene definita da chi ha voce in capitolo come «più interessante». E che, soprattutto, terrà conto dei 120 anni di storia del complesso.

«Nella prima versione del progetto erano previste molte demoliture — conferma il rettore dell’Università, Remo Morzenti Pellegrini — ma quelli apportati non mi sembrano interventi dirimenti, peraltro condivisi anche dalle Commissioni comunali competenti».

Ora si aspetta il varo dell’Accordo di programma. La caserma passerà dalla Cassa depositi e prestiti al Comune, che ne gestirà la cessione all’Università. Si passerà quindi alla progettazione esecutiva e alla gara d’appalto per i lavori, che sarà bandita per ottobre. Primo colpo di ruspa, in chiave ottimistica, per la primavera del prossimo anno.



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