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Venezia. Scempio del crocifisso, il patriarca: preoccupante
Corriere del Veneto 15/7/2016

VENEZIA. «È un episodio dai contorni ancora oscuri ma che intristisce e preoccupa, e chiede di non essere sottovalutato per il significato che il gesto porta in sé, esso contiene un messaggio che va oltre la persona e le motivazioni di chi l’ha compito e che potrebbe essere ripetuto». Il patriarca Francesco Moraglia parla dell’episodio di martedì scorso quando un marocchino venticinquenne è entrato nella chiesa di San Geremia e ha buttato a terra un Crocifisso del Settecento, danneggiandolo. «L’episodio non deve essere considerato irrilevante, perché produce diffidenze, sospetti, paure – prosegue Moraglia – non viene qui messo in discussione il valore della libertà religiosa ed anzi ci vede ancor più impegnati in un atteggiamento di reale e saggia accoglienza attraverso un’integrazione cordiale e sincera nei confronti di chi chiede aiuto. Nello stesso tempo si chiede rispetto e garanzie di legalità per coloro che accolgono». Il patriarca chiede che sia l’intera società a cominciare dalle comunità religiose a prendere le distanze dal gesto e si rivolge con un messaggio all’autore dello sfregio: «Compiendo quel gesto nei confronti del crocifisso si è scagliato contro quei valori che proprio il Crocifisso ha originato nella nostra cultura: l’accoglienza, il perdono, la riconciliazione, la misericordia». Mentre il magrebino di religione musulmana, denunciato dai carabinieri per danneggiamento aggravato, è ancora ricoverato in ospedale, c’è già chi sta pensando al restauro dell’opera. Dal momento che l’autore del gesto ha un permesso di soggiorno francese il Comitato francesi per la Salvaguardia di Venezia si è già fatto avanti. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a quanto è successo – dice il presidente Jérôme-François Zieseniss – la Francia non c’entra nulla ma c’è questo legame tramite quindi ci occuperemo noi del restauro dell’opera settecentesca. È stato danneggiato un simbolo importante, e non perché rappresenta la religione cattolica, sarebbe stato allo stesso modo un sacrilegio per un simbolo di qualsiasi altra religione», conclude il presidente. Mercoledì la soprintendenza e i carabinieri del Nucleo patrimonio artistico hanno fatto un sopralluogo per vedere i danni: il Cristo ha un braccio a penzoloni, si è danneggiata l’asta del Crocifisso e i cavi dell’illuminazione ed è caduta una Madonnina.



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