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«Parco dello Stelvio, scempio compiuto»
Stefano Voltolini
Corriere del Trentino 15/7/2016

Gli ambientalisti: pessimo scambio di voti. Svp sotto accusa. Quote rosa, Robol critica

Gli ambientalisti sono delusi per la provincializzazione del Parco dello Stelvio. Luigi Casanova (Mountain wilderness) è duro contro la legge approvata in consiglio provinciale: «Sul parco è stato fatto uno scempio». Anche Ettore Sartori (Italia Nostra) parla di «triste realtà, frutto del mercanteggio di voti». Critiche piovono anche sulla soglia decisa per le quote rosa nei parchi trentini.

Trento. «Va dato atto che il Trentino ha fatto quello che poteva fare per recuperare. Ma sullo Stelvio è stato fatto uno scempio: prendiamo atto che solo in Italia si arriva, per avere il consenso della Svp e dei lombardi, a buttare al vento un parco nazionale». Luigi Casanova, portavoce di Mountain wilderness, ribadisce «la delusione» condivisa dalle associazioni ambientaliste per «lo spacchettamento» del parco, per il quale è stata appena approvata la legge in consiglio provinciale. Duro anche Ettore Sartori di Italia nostra: «Assistiamo a una triste realtà che è frutto del mercanteggio di voti sulle spalle del parco nazionale. Quanto alla gestione futura, le premesse non sono confortanti». I due sono perplessi anche sull’effettiva incisività delle quote rosa nella governance dei parchi trentini.

La provincializzazione del parco, per la parte trentina, è divenuta legge. Ratificato in pratica l’accordo siglato nel febbraio 2015 fra Trento, Bolzano, Roma e la Lombardia. Il testo prevede l’istituzione di un comitato di coordinamento con Provincia, Comuni, Asuc. Grazie all’emendamento dell’assessore Mauro Gilmozzi è stato garantito un posto a un rappresentante della Sat e uno per le associazioni. Riguardo all’area protetta, la gestione unitaria è affidata alle linee guida che l’assessore conta di avere operative per il 2017. Punto ulteriore, la legge introduce le quote di genere nei comitati di gestione di tutti i parchi trentini. Il compromesso tra Pd e l’assessore è stato trovato sull’obbligo di assegnare almeno «un quarto» dei posti nel comitato (per le giunte invece c’è solo il minimo di un componente) al genere meno rappresentato. Nel complesso, la legge ha scontentato sia chi ha sollevato la questione di genere sia, per il profilo di sostanza, gli ambientalisti.

«Do atto all’assessore che è stato corretto, nella legge ha recepito quanto discusso in cabina di regia con le associazioni — precisa Casanova —. Tuttavia, quello che ha fatto il Trentino non cambia lo scempio compiuto per lo Stelvio. Contrariamente a quanto si fa in Europa, in Italia si spacchettano i parchi. Vediamo se la nostra provincia potrà recuperare quanto avvenuto per volontà dell’Svp altoatesina e della Lombardia: è stato buttato al vento il parco nazionale. La delusione è totale». L’esponente di Mountain wilderness è amareggiato anche per l’assenza, a parte i 5 stelle, di una sensibilità ecologista in Aula. «La bassa qualità del confronto testimonia la scarsa attenzione all’ambiente. Registriamo anche l’atteggiamento del ministro Galletti».

Anche secondo Sartori, per 19 anni direttore del parco di Paneveggio, la legge trentina è l’ultimo atto locale dello smembramento dello Stelvio avviato 30 anni fa. «Strano però che mentre Trentino e Lombardia hanno già legiferato, lo stesso non lo abbia fatto e non voglia farlo l’Alto Adige. Vuole dire che una volta raggiunto lo scopo di non avere più una presenza statale, poi non sono più così interessati. Quanto alla gestione da qui in avanti, le premesse non sono confortanti. La riapertura della caccia sarà il passo successivo».

Sulla soglia decisa per le quote rosa i due ambientalisti criticano i partiti. «I politici guardino in casa loro per le nomine, le associazioni sono più avanti. L’importante però è privilegiare la competenza» dice Casanova. «Fondamentale è inserire persone interessate, per rimediare a un dibattito che nei comitati di gestione è tremendamente poco incisivo» aggiunge Sartori.



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