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Firenze. Il David nero, contro odio e terrore
Mauro Bonciani
Corriere fiorentino 16/7/2016

La Marsigliese in piazza della Signoria e la Loggia dei Lanzi illuminata con i colori della bandiera transalpina, il David nero, sdraiato, a lutto, in piazza della Repubblica, i fiori ed i messaggi davanti al consolato in piazza Ognissanti: fiorentini e turisti si sono uniti nel dolore dei francesi, forse mai sentiti così vicini come dopo l’assurda strage di Nizza.

La lunga giornata di cordoglio per le vittime del terrorismo è iniziata con i tanti che sono andati in piazza Ognissanti al consolato francese, spontaneamente, per portare la propria solidarietà, e si è chiusa con alcune centinaia di persone in piazza Signoria, per la manifestazione promossa via Twitter dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Davanti a Palazzo Vecchio famiglie francesi con fiori e figli in lacrime, fiorentini, consiglieri e assessori comunali e regionali, l’imam di Firenze Izzeddin Elzir, il sindaco di Sesto Lorenzo Falchi. Una cerimonia breve, con i solisti dell’Orchestra da camera fiorentina che hanno suonato «La Marsigliese» e «l’Inno di Mameli» e poi un trombettista, dal balcone del palazzo adornato con la bandiera francese, ha suonato «Il silenzio» tra la commozione che si è sciolta negli applausi.

«Non ci dobbiamo abituare a piangere, rinunciare a urlare no alla violenza, al terrorismo, all’odio, mai rinchiuderci in casa per la paura — ha detto dall’arengario il sindaco Nardella, che alla fine ha ringraziato chi era in piazza in italiano, inglese, francese e spagnolo — nulla è più forte della nostra libertà e dei nostri valori e il messaggio che lanciamo è che non si deve rispondere all’odio con l’odio». «Dobbiamo essere uniti nella condanna contro questi criminali, contro la violenza, che venga dall’Isis o da un folle, e costruire ponti di dialogo» ha spiegato ai giornalisti, Izzeddin Elzir, mentre l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi ha aggiunto: «È una nuova sofferenza per tutti, per il mondo libero. Io vado spesso a Nizza e vedere i luoghi dove amo passeggiare ridotti ad un cimitero mi ha davvero scosso». Emozione nel primo pomeriggio anche in piazza della Repubblica, davanti al David a lutto, con un momento di silenzio assoluto quando il telo che lo copriva è stato sollevato e tutti hanno potuto vedere la grande statua a terra e nera. La replica a grandezza naturale del capolavoro, battezzata «Noi» era stata pensata qualche settimana fa nell’ambito della rassegna «Michelangiolesca», organizzata da Mus.e e curata da Sergio Risaliti, per sottolineare il dolore causato da terrorismo e intolleranza, e la strage di Nizza ha reso ancora più forte il suo significato. «Da qui si innalza un messaggio di dolore, di lutto universale, ma anche di libertà e fratellanza — ha detto Nardella — questa statua è un simbolo del dolore che oggi colpisce l’umanità intera, tutto il mondo, da Dacca a Bagdad, da Orlando a Dallas, da Fermo fino ad arrivare a Nizza. La cultura dell’odio nulla distingue nella violenza contro bambini, anziani, gay. Ma nessuno potrà portarci via la libertà: Firenze città che per prima al mondo ha abolito la pena di morte, ha il linguaggio della cultura, che arriva al cuore di tutti». A suo fianco la rappresentante consolare dei francesi in Italia, Gaelle Barré: «Grazie a nome di tutti i francesi in Italia e nel mondo per questo messaggio — ha detto — sentiamo forte il vostro sostegno contro il terrorismo, il vostro affetto ci fa bene al cuore. Questa notte è stata lunga per tutti noi: la festa del 14 luglio è finita nel modo più triste, ci siamo svegliati con il cuore in pena. Ma non dobbiamo chiuderci, non dobbiamo odiarci».

Nel pomeriggio si è tenuto un vertice in Prefettura sulla sicurezza, con il prefetto Alessio Giuffrida che si è detto intenzionato a rafforzare la vigilanza (ora comunque ai massimi livelli di allerta) ma ha anche assicurato che non ci sono pericoli specifici per Firenze.

Cordoglio alla Francia è stato espresso dal presidente della Regione Enrico Rossi — «possiamo far fronte all’aumento di fanatismo e intolleranza solo con uno sforzo comune di coordinamento giudiziario e di polizia, di cooperazione nelle politiche di integrazione e di immigrazione», ha scritto a Christian Estrosi, presidente del Conseil Regional de la Provence Alpes Cote d’Azur. Messaggi al popolo francese, tra gli altri, dal presidente di Confindustria Firenze Massimo Messeri — «La barbarie e l’odio cieco e insensato non riusciranno mai a prevalere sui valori di libertà, progresso e convivenza» — Cgil e da Arci Toscana, associazione ebraica Bené Berith Isidoro Kahn di Livorno.

In Consiglio regionale il centrodestra ha raccolto le firme necessarie per una seduta straordinaria «sul dilagare del terrorismo islamico e le contromisure che la nostra civiltà deve prendere».



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