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CAMAIORE Camaiore vuole essere la nuova Pisa, almeno sulle navi romane.
17 luglio 2016 IL TIRRENO

CAMAIORE Camaiore vuole essere la nuova Pisa, almeno sulle navi romane. Ci sono in ballo grandi progetti per il futuro del museo archeologico nati proprio dal ritrovamento del frammento di nave romana di qualche giorno fa sulla spiaggia di Lido di Camaiore. È già in cantiere una sezione apposita all'interno del museo e verrà scandagliato il fondale di fronte a Lido alla ricerca di probabili relitti che si sono inabissati in epoca antica. Durante il trasferimento all'interno del magazzino del museo sono stati ritrovati infatti altre due madiere di epoca romana che erano state abbandonate là senza alcun lavoro di restauro. Il ritrovamento di questi due reperti era stato fatto casualmente ben sei anni fa in una casa della frazione di Casoli. Durante i lavori di restauro delle abitazioni era stato notato che due travi di sostegno del solaio erano strane: era materiale di recupero che era stata preso dalla spiaggia e che aveva avuto la stessa sorte del reperto di qualche giorno fa. Erano frammenti di una nave romana. I due pezzi di fasciame navale riconducibili all'epoca romana erano stati lasciati a prendere polvere dentro al magazzino senza che gli fosse data una opportuna collocazione espositiva. Ancora prima, negli anni 80, era stata ritrovata un'anfora per il trasporto del vino, chiamata Dressel 1, che oggi invece è esposta al museo. Nel primo pomeriggio di venerdì intanto la madiera, lunga circa quattro metri e pesante un centinaio di chili, è stata portata all'archivio del museo e nei prossimi giorni i funzionari della Soprintendenza faranno il primo sopralluogo per il consolidamento del reperto: dopo le formalità burocratiche che, assicura l'amministrazione, saranno brevi, il reperto partirà per Pisa al "Centro di restauro del Legno Bagnato". I tempi per il suo ritorno a casa sono incerti ma si prevedono almeno un paio di mesi. Il pezzo di legno era stato ritrovato spiaggiato sul bagnasciuga del bagno Doge, trasportato a riva dalle mareggiate e dal forte vento. Non è chiaro però se i vari ritrovamenti siano tutti pezzi del medesimo puzzle ma, come aveva già confermato Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza, sono indizi della presenza a largo, non lontano dalla riva, di un relitto di epoca romana che potrebbe essere portato alla luce. È chiaro quindi che esista un relitto nelle acque davanti alla zona dell'Arlecchino che aspetta solo di essere ritrovato. «Vorremmo che la costa fosse analizzata con maggiore attenzione - ha detto il sindaco Del Dotto - Ho già contattato il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, per prevedere un eco-scandaglio (una procedura per misurare la profondità del mare trasmettendo impulsi sonori, ndr) per scoprire cosa c'è sotto. Intanto stiamo lavorando perché questo splendido reperto trovato l'altro giorno possa essere al più presto a disposizione della comunità e dei turisti».




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