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Sicurezza e gran caldo il direttore degli Uffizi chiude all'improvviso il Corridoio Vasariano
SIMONA POLI
12 LUGLIO 2016 LA REPUBBLICA





VASARIANO chiuso, fine delle visite guidate. Da ieri il Corridoio che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti non offre più ai turisti né la sua vista mozzafiato sull'Arno e i monumenti del centro né la sua galleria di autoritratti. Il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt ha deciso all'improvviso mandando a monte le prenotazioni che erano già state fatte dai tour operator autorizzati che dal 2010 si occupavano di questo particolarissimo itinerario artistico. Perché? «La decisione è stata disposta dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco a seguito di un esposto sulle condizioni di sicurezza attuali dell'ambiente, presentato nei mesi scorsi alla Prefettura, e al conseguente sopralluogo degli stessi Vigili del Fuoco», spiega un laconico comunicato della direzione. «Inoltre, le temperature eccezionalmente alte di questi giorni, che oltrepassano i limiti regolamentari per visitatori e custodi, rendono comunque inagibile l'ambiente e confermano la giustezza della scelta di rimuovere le opere pittoriche dal suo interno a causa delle condizioni climatiche non favorevoli per la loro conservazione». E così Schmidt ufficialmente chiude la questione. In realtà sembra che il report dei vigili del fuoco lo abbia fatto arrabbiare non poco, anche perché quello che ne viene fuori è che la natura stessa del Vasariano non sarebbe precisata. E proprio su questo aspetto di indeterminatezza faceva leva l'esposto inviato a ministero dei Beni culturali, Prefettura e vigili del fuoco il 7 aprile scorso dal sindacalista Learco Nencetti della Conf.Sal-Unsa-Beni culturali, che evidentemente ha colto nel segno. I vigili del fuoco fanno un sopralluogo e il 16 giugno ricevono una lettera di sollecito del sindacato che insiste sull'uso improprio del Corridoio: mancano le uscite di sicurezza e l'impianto antincendio. Ieri mattina la risposta, che insieme a Nencetti raggiunge anche il direttore degli Uffizi che immediatamente chiude l'accesso al pubblico pagante e non indica nessuna data di scadenza del suo provvedimento. Che avrà anche un bel costo per il museo: «I tour operator concessionari del servizio avevano già venduto biglietti ai gruppi fino al 31 ottobre, la data in cui il Corridoio avrebbe comunque chiuso per iniziare l'operazione di trasferimento delle opere d'arte e per fare il nuovo allestimento annunciato da Schmidt», fanno sapere dalla direzione. La Fiavet Toscana si fa sentire subito: «Il danno subito dalle agenzie turistiche è di decine di migliaia di euro e il peggio è che gli appuntamenti non si possano neppure riprogrammare. Ci auguriamo che si trovi una soluzione rapida». Una scelta obbligata, insomma, che Schimdt ha preso molto di malumore.

Il rapporto dei vigili però non dava scampo al direttore, ignorarlo avrebbe significato esporsi a seri rischi. «Non è il pagamento di un biglietto che determina l'applicazione della norma», spiega nel documento il comandante provinciale dei vigili del fuoco Roberto Lupica. «Perciò non ha significato richiedere se lo spazio è "sicuro" e quindi ne è consentito l'uso per i visitatori a pagamento quanto piuttosto se sia lecito utilizzare tale volume come spazio museale. Il ministero dei beni culturali e la Direzione degli Uffizi, su nostra richiesta, non ci hanno mai fatto conoscere la destinazione d'uso del Corridoio». In pratica i vigili fanno capire come attualmente il Corridoio non abbia una natura definita. Non fa parte del museo perché chi entra agli Uffizi non può visitarlo ma è aperto ai gruppi che prenotano l'ingresso. «È evidente», dice Lupica, «che l'eventuale uso difforme alle norme e alle procedure di prevenzione incendi è in capo alla piena responsabilità del titolare dell'attività». Schmidt non se lo è fatto dire due volte.



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