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Quei 51 milioni di turisti che non sappiamo far spendere
di ELENA DUSI
14 LUGLIO 2016 LA REPUBBLICA

In chiaroscuro i dati ufficiali Enit per il 2014. Cinquantuno milioni di arrivi dall'estero, il 4,4 per cento in più rispetto all'anno precedente. Siamo la quinta potenza mondiale, ma come ricavi scendiamo al settimo. Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte le regioni più affollate


Più di un miliardo di persone viaggia ogni anno nel mondo per turismo (più 4,4% nel 2015 rispetto al 2014, pari a 50 milioni di visitatori in più). E l’Italia, con 51 milioni di arrivi, è una delle destinazioni preferite. Non altrettanto successo ha il nostro paese in termini di ricavi. “Un turista che arriva nel nostro paese spende mediamente meno di quanto non faccia in Francia e Spagna. Il nostro obiettivo è far crescere questa cifra” ha detto Fabio Maria Lazzerini, consigliere dell’Enit.

Quei 51 milioni di turisti che non sappiamo far spendere


L’Agenzia nazionale del turismo ha presentato all’Auditorium di Roma il suo Piano triennale 2016-2018. Se il turismo è un settore in crescita nonostante la crisi (gli arrivi in Italia sono aumentati del 4,4% nel 2015, con i primi dati del 2016 che stimano un’altra crescita del 4%), obiettivo dell’Enit è aumentare le visite nei cosiddetti “centri minori” e creare dei percorsi ad hoc per chi è interessato a natura, cibo, shopping di lusso, itinerari religiosi, sport, cultura, salute e benessere, congressi, musei e cultura. Più dell’80% dei visitatori provengono da Europa e Stati Uniti. Ma sono i paesi asiatici ad avere le maggiori potenzialità, secondo Lazzerini. “E il mercato cinese è interessato allo shopping, non alle spiagge e al mare”.

Se l’Italia è al quinto posto fra le mete turistiche mondiali (dopo Francia, Usa, Spagna e Cina), la classifica degli introiti ci vede al settimo posto con 37 miliardi di euro all’anno (più 4,5% nel 2015 rispetto al 2014). “Aumentare il numero dei visitatori non è difficile” ha spiegato Lazzerini. “Non appena un abitante di un villaggio cinese può permettersi un viaggio, decide di venire in Italia. Più complicato è convincere i turisti a spendere di più e far sì che le aspettative di chi arriva in quello che viene definito il paese più bello del mondo vengano rispettate”.

Le regioni più affollate di turisti nella penisola sono, nell’ordine, Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Affinché il turismo aumenti ma non ingolfi le nostre città d’arte, la presidentessa dell’Enit Evelina Christillin non ha escluso a priori il provvedimento del numero chiuso. “L’importante è che tramite Internet i viaggiatori sappiano tutto prima di partire e che vengano valorizzate anche le mete alternative. Questo bisogna intendere quando si parla di turismo sostenibile”.

La Christillin ha firmato due protocolli d’intesa con I borghi più belli d’Italia (associazione privata che raggruppa oltre 300 piccoli centri abitati italiani) e con l’Associazione città e siti italiani patrimonio mondiale Unesco. Mentre nell’ultimo decennio le spese dell’Enit erano andate sempre calando, il nuovo Piano prevede un budget in aumento, con 83 milioni per il triennio 2016-2018.



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