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LIGURIA - I piloni della Gronda e la "colata" di Finale La difesa del paesaggio dell'ex Soprintendente
MARCO PREVE
12 LUGLIO 2016 LA REPUBBLICA


L'INTERVISTA

Ha avviato il ripristino dei vincoli sul Galliera paralizzando di fatto il progetto del nuovo ospedale, guarda con un certa diffidenza associazioni e comitati ambientalisti, ha chiesto ad Autostrade di "tagliare" alcuni piloni della Gronda, e ha bloccato la colata di cemento mascherata da borgo ligure nel finalese, quanto a Spezia boccia dal punto di vista della qualità il contestatissimo restyling di piazza Verdi ma riconosce la legittimità delle procedure seguite dal Comune. Infine, sostiene, l'allarme relativo al Piano Casa è un falso problema.

Personaggio trasversalmente poco accomodante, Luca Rinaldi è stato per un anno e mezzo, fino a ieri, soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio della Liguria. Ora viene trasferito a Milano. Con la riorganizzazione radicale del Ministero, voluta da Dario Franceschini, che ha accorpato le Soprintendenze per liberare posti dirigenziali per i nuovi super manager dei musei scelti direttamente dal Ministro, in Liguria arriva Vincenzo Tinè, archeologo in una regione con poche eccellenze archeologiche.

Architetto Rinaldi, il M5S ha collegato il suo trasferimento con le posizioni più rigide assunte dal suo Ufficio in termini di tutela. Il vincolo del Galliera è l'ultimo esempio… "Nel caso del Galliera, come alla Spezia dell'Ospedale Felettino, l'esclusione di importanti manufatti storici era stata palesemente immotivata, quasi fosse funzionale alla realizzazione delle nuove strutture. Ho condiviso in questo caso la posizione di Italia Nostra, ma ho avuto però l'autorevole avallo delle Direzioni Generali di Roma, che anzi mi hanno sollecitato a proseguire" Quindi lei era un Soprintendente "vicino" alle associazioni ambientaliste e ai comitati?

"Quasi mai. Questa è una regione litigiosa. Dietro ai comitati locali, e talvolta a supporto delle associazioni ambientaliste, vi sono spesso interessi personali, economico-finanziari o più banalmente di opposizione politica. Molte segnalazioni sono irricevibili. La polemica annosa su Piazza Verdi a La Spezia è un esempio illuminante. Un progetto assai discutibile –in questo Sgarbi ha ragione- ma portato avanti dall'amministrazione spezzina con assoluta trasparenza. Addirittura attraverso un concorso pubblico, e con l'approvazione del mio predecessore".

Quali i fronti a rischio per la Liguria?

"Ancora una volta la tutela del paesaggio. La crisi dell'edilizia ha rallentato molto l'attività, ma i progetti sono semplicemente dormienti".

Dove i maggiori pericoli?

"A ponente, specie nelle riconversione delle aree già produttive in prossimità della costa. La situazione più preoccupante a Finale Ligure, con la riconversione a fini turistici delle ex Piaggio e delle ex Cave Ghigliazza. Ma i fronti aperti sono moltissimi, dalle Colonie di Celle, alle ex Ceramiche di Albisola".

Perché alcuni progetti sovradimensionati rappresentano minacce concrete?

"L'intrinseca debolezza dei Comuni, senza risorse e incapaci di governare questi processi, che si affidano ancora all'iniziativa privata. Questa, in cambio della bonifica delle aree ed alla cessione di servizi richiedono cubature esagerate".

Il Piano Casa regionale contribuisce alla cementificazione?

"Il Piano Casa è del tutto inefficace, finchè la Soprintendenza avrà parere vincolante sui progetti! Al di là della propaganda lo sanno bene tutti. Ogni anno in Liguria facciamo 200 annullamenti, e altrettante sono le approvazioni con sostanziali modifiche, di progetti presentati dai Comuni con il Piano Casa. La situazione si sbloccherà solo con la redazione del Piano Paesistico Regionale, che in Italia hanno solo la Puglia e la Toscana".

E' stato però annunciato.

"E' una prospettiva di medio-lungo periodo. Dall'esperienza che ho fatto nelle altre regioni direi tre-quattro anni, lavorando a tempo pieno. Ma la Regione ha detto che non destinerà risorse speciali per la sua realizzazione. L'impressione è che non partirà mai. D'altronde è più comodo attribuire le restrizioni e i dinieghi alla solita Soprintendenza" A proposito di no, ne avete pronunciato uno anche per la Gronda vero?

"Per le infrastrutture di interesse strategico il ruolo delle soprintendenze è marginale. Si pensi alla Tav in Val di susa, dove avevamo potuto solo ottenere piccoli miglioramenti, a prezzo di lunghe e faticose discussioni. Per la Gronda si profila un impatto paesaggistico molto rilevante.

Penso allo snodo di Voltri , che diventerà un groviglio di viadotti inestricabile. Le nostre richieste sono passate a Roma, dove si prendono le decisioni finali, e le migliorie vengono valutate anche in base al contenimento dei costi delle opere".



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