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GROSSETO – La mostra “Marsiliana d’Albegna. Dagli Etruschi a Tommaso Corsini” è in arrivo al Museo archeologico e d’arte della Maremma.
www.ilgiunco,net, 22/07/2016

GROSSETO-
“Marsiliana d’Albegna” la mostra “diffusa” con la ricostruzione dell’uomo di “Macchiabuia”

23/07 » 31/12
EVENTO A PAGAMENTO
Grosseto , Manciano , Scansano: Museo archeologico e d’arte sacra della Maremma

visita il sito internet
maam@comune.grosseto.it
Tel. 0564-488752

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GROSSETO – La mostra “Marsiliana d’Albegna. Dagli Etruschi a Tommaso Corsini” è in arrivo al Museo archeologico e d’arte della Maremma.

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L’inaugurazione è in programma domani (sabato 23 luglio) alle 18; la mostra, che rientra in un più ampio progetto di ricerca e di divulgazione e che tocca anche altre località della Maremma, in questo caso sarà dedicata alle necropoli di Perazzeta e Macchiabuia, con l’eccezionale ricostruzione dell’uomo di Macchiabuia, realizzata con tecniche di antropologia forense.

L’esposizione si potrà visitare fino al 31 dicembre e domani avrà due momenti di visita particolari: dalle 21.30 alle 22.30 è infatti previsto un percorso tematico guidato, mentre chi desidera ammirare i reperti e conoscere da vicino l’opera di scavo e di studio potrà farlo anche nell’apertura straordinaria notturna dalle 21 a mezzanotte.

Il progetto di ricerca

La mostra nasce dall’esigenza di presentare i risultati più che decennali del Progetto “Caratteri insediativi e architettura funeraria a Marsiliana d’Albegna (Manciano, GR)”, avviato dal 2002 a cura del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Siena Grosseto e Arezzo (secondo la più recente dizione) e diretto da Andrea Zifferero.

Il Progetto ha avuto inizio alla fine del 2002, per l’indagine dell’importante quanto poco conosciuto centro etrusco di Marsiliana d’Albegna. Dopo il clamoroso rinvenimento di tombe a circolo, a tumulo e a fossa, avvenuto agli inizi del Novecento con gli scavi del principe Tommaso Corsini, il sito orientalizzante di Marsiliana è stato interessato soltanto da un saggio di scavo condotto dalla Soprintendenza nell’Uliveto di Banditella e da limitati recuperi nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso. La ricerca ha approfondito la fisionomia del centro abitato e delle necropoli, al fine di produrre la documentazione necessaria per la conservazione, la tutela e la valorizzazione del sito. Sono stati perciò avviati, nel corso di dodici campagne (2002-2015), alcuni interventi volti ad approfondire i problemi della formazione e della consistenza di questo insediamento etrusco, attraverso:

1. la ricerca di superficie integrata da indagini geofisiche, che hanno definito con esattezza la topografia del centro orientalizzante, con la dislocazione e la caratterizzazione delle necropoli;

2. una migliore conoscenza dell’architettura funeraria, con lo scavo di un “circolo di pietre” medio-orientalizzante (rinvenuto intatto), inglobato da un tumulo monumentale tardo-orientalizzante in località Piani di Perazzeta (Tumuli Brizzi 1 e 2);

3. la definizione degli aspetti del popolamento etrusco nell’agro dipendente dal centro.

I risultati ottenuti sono molto rilevanti e sono riferibili in sintesi alla scoperta del centro abitato, con materiali della fine dell’età del Bronzo, della tarda età del Ferro e della fase Orientalizzante/Arcaica, coincidente con l’altura che ospita il borgo Corsini, e con la prima definizione del centro arcaico nel sistema collinare ad esso retrostante. Nella campagna 2007 si è proceduto ad ultimare lo scavo della necropoli in località Piani di Perazzeta; tra il 2006 ed il 2007 è stata integralmente scavata una residenza con atrio centrale in località Poggio Alto (denominata Casa delle Anfore), il cui impianto, praticamente intatto, è riferibile all’età tardo-arcaica. Tra i risultati più significativi della ricerca di superficie si segnala lo scarico di una fornace di anfore vinarie da trasporto (tipo PY 3A/3B), contiguo al corso dell’Albegna in prossimità di Marsiliana. Nel 2009 è iniziato lo scavo di tombe a circolo di pietre in località Poggio di Macchiabuia, con la straordinaria scoperta di cinque circoli con resti della camera funeraria costruita in travi di leccio: il ritrovamento ha integrato in modo consistente le conoscenze sull’architettura dei circoli orientalizzanti, permettendo di accertare in modo definitivo i dubbi ancora persistenti sulla conformazione delle camere funerarie lignee. Nel 2013 sono state avviate alcune indagini su Poggio del Castello che hanno portato in luce i resti dell’abitato protostorico e orientalizzante, nonché un cimitero probabilmente altomedievale, forse pertinente alla pieve extramuranea di Santa Maria di Marsiliana, nota dalle fonti.

Il Progetto Marsiliana ha consentito di recuperare sei corredi funerari di età orientalizzante molto articolati, dei quali almeno tre intatti (il più consistente ammonta a circa 120 pezzi ceramici e metallici), il cui restauro è stato messo a punto nei Laboratori di Restauro e di Ceramologia del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena. A questi va aggiunto un importante repertorio vascolare di anfore e dolia provenienti dalla Casa delle Anfore, i cui contenuti sono stati analizzati a suo tempo dal Laboratorio Archeometrico del medesimo Dipartimento e confrontati con i residui organici campionati sui pavimenti scavati. Al Progetto Marsiliana è inoltre strettamente collegato il Progetto ArcheoVino, nella cui cornice è stato creato il vigneto sperimentale all’interno del neonato Parco della Vitivinicoltura Antica di Scansano. Le ricerche di Marsiliana sono state pubblicate in sintesi in più sedi e presentate in diversi paesi europei ed extra-europei e due monografie sono in corso di elaborazione.

Il progetto della mostra Marsiliana d’Albegna. Dagli Etruschi a Tommaso Corsini

La mostra consente finalmente di presentare al pubblico gli importanti risultati di più di un decennio di ricerche condotte a Marsiliana e offrirà alle istituzioni museali la possibilità di acquisire in esposizione permanente i corredi già restaurati delle sepolture e una selezione dei reperti più significativi.

Il progetto coinvolge quattro sedi:

Grosseto, Museo Archeologico e d’Arte della Maremma

Manciano, Museo di Preistoria e di Protostoria della Valle del Fiora

Marsiliana d’Albegna, località Dispensa, Sala del Frantoio

Scansano, Museo Civico Archeologico e della Vite e del Vino.

Ogni sede ospita una mostra tematica, in sé autonoma ma idealmente connessa alle altre. L’articolazione su quattro poli, oltre ad offrire un’ampia visibilità dell’area di Grosseto e della sua Provincia, costituisce un’occasione importante per rafforzare i legami della Rete Museale Provinciale ‘Musei di Maremma’ con il territorio. Con questa finalità è previsto anche il diretto coinvolgimento lungo il percorso di alcune delle principali aziende agricole dell’area (La Parrina, La Selva), sponsor dell’evento e da anni delle ricerche a Marsiliana, che accoglieranno pannelli tematici integrativi.

A Grosseto nel Museo Archeologico e d’Arte della Maremma la mostra prevede l’esposizione delle Tombe a tumulo da Perazzeta e Macchiabuia. Si tratta di un focus sulle principali necropoli e sull’abitato di epoca orientalizzante di Marsiliana: nelle due sale al piano terra saranno esposti da una parte alcuni importanti corredi inediti dalle necropoli di Macchiabuia (tombe 1, 2, 4, 5, 6), nonché parte dei materiali provenienti dall’abitato di Poggio del Castello, dall’altra il Tumulo Brizzi 1 di Piani di Perazzeta. Nell’esposizione sono presenti anche i corredi delle tombe X e XI dagli scavi di Tommaso Corsini a Banditella del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Sono poi presenti nella mostra alcuni aspetti scenografici e ricostruttivi che saranno certamente apprezzati dal pubblico:

• una ricostruzione antropologica di un inumato dalla necropoli di Macchiabuia (tomba 6), effettuata da Stefano Ricci, antropologo presso il Settore Ricerca del Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Siena, e da Floriano Cavanna della Associazione Arkè;

• la ricostruzione in scala reale della fossa sepolcrale del Tumulo Brizzi 1, con la disposizione al suo interno del corredo e di una sezione del tumulo che restituisce, un’idea della volumetria originale, realizzata con una scenografia mobile dalla coop archeologica ARA di Monteriggioni.

La visita alla mostra sarà accompagnata dalla proiezione di filmati degli scavi più recenti e di immagini d’epoca di Marsiliana e delle ricerche del Principe Corsini.

Nelle sere di giovedi 28 luglio, giovedi 4 e 25 agosto sono previste aperture straordinarie notturne durante le quali alle 21,15 i protagonisti della ricerca racconteranno e approfondiranno i temi della mostra. Di ciascun incontro verrà data comunicazione attraverso la stampa e il web.

Il 5 agosto saranno poi inaugurate le mostre:

Scansano, Museo Civico Archeologico e della Vite e del Vino

Marsiliana e la frontiera di Vulci

Il Museo di Scansano accoglierà in una delle sale al primo piano un percorso espositivo incentrato sul tema della frontiera nord-occidentale di Vulci, con una selezione dei principali depositi votivi dell’area, tra cui la stipe di Costa del Gherardino, rinvenuta nel 1892 da Tommaso Corsini.

Marsiliana, Località Dispensa, Sala del Frantoio

Tommaso Corsini, archeologo in Maremma

Nella sala del Frantoio sarà allestita una mostra dedicata alla storia della Tenuta Corsini e, più in particolare, al principe Tommaso, figura di assoluto rilievo dell’archeologia post-unitaria a Marsiliana. Verranno così presentati, mediante supporti audiovisivi e pannelli, i risultati delle ricerche condotte da alcuni laureati dell’Ateneo senese nell’Archivio Corsini a Firenze, che hanno consentito di recuperare un’importante mole di documenti e un vasto repertorio fotografico inerenti le attività di Tommaso, la storia della Tenuta Marsiliana e, più in generale, della Maremma; una particolare attenzione sarà inoltre dedicata al rapporto tra il principe Corsini e il pittore Giovanni Fattori, che fu a più riprese ospite della Tenuta.

Sarà inoltre allestito un percorso di visita, gestito dal personale dell’Azienda Agricola Marsiliana s.r.l., che interesserà l’area del borgo Corsini, con particolare riferimento ai numerosi reimpieghi di materiale lapideo antico nei giardini e nelle strutture del complesso, nonché la Casa delle Anfore a Poggio Alto.


“Marsiliana d’Albegna” la mostra “diffusa” con la ricostruzione dell’uomo di “Macchiabuia”

23/07 » 31/12
EVENTO A PAGAMENTO
Grosseto , Manciano , Scansano: Museo archeologico e d’arte sacra della Maremma

visita il sito internet
maam@comune.grosseto.it
Tel. 0564-488752

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L’inaugurazione è in programma domani (sabato 23 luglio) alle 18; la mostra, che rientra in un più ampio progetto di ricerca e di divulgazione e che tocca anche altre località della Maremma, in questo caso sarà dedicata alle necropoli di Perazzeta e Macchiabuia, con l’eccezionale ricostruzione dell’uomo di Macchiabuia, realizzata con tecniche di antropologia forense.

L’esposizione si potrà visitare fino al 31 dicembre e domani avrà due momenti di visita particolari: dalle 21.30 alle 22.30 è infatti previsto un percorso tematico guidato, mentre chi desidera ammirare i reperti e conoscere da vicino l’opera di scavo e di studio potrà farlo anche nell’apertura straordinaria notturna dalle 21 a mezzanotte.


Il progetto di ricerca

La mostra nasce dall’esigenza di presentare i risultati più che decennali del Progetto “Caratteri insediativi e architettura funeraria a Marsiliana d’Albegna (Manciano, GR)”, avviato dal 2002 a cura del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Siena Grosseto e Arezzo (secondo la più recente dizione) e diretto da Andrea Zifferero.

Il Progetto ha avuto inizio alla fine del 2002, per l’indagine dell’importante quanto poco conosciuto centro etrusco di Marsiliana d’Albegna. Dopo il clamoroso rinvenimento di tombe a circolo, a tumulo e a fossa, avvenuto agli inizi del Novecento con gli scavi del principe Tommaso Corsini, il sito orientalizzante di Marsiliana è stato interessato soltanto da un saggio di scavo condotto dalla Soprintendenza nell’Uliveto di Banditella e da limitati recuperi nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso. La ricerca ha approfondito la fisionomia del centro abitato e delle necropoli, al fine di produrre la documentazione necessaria per la conservazione, la tutela e la valorizzazione del sito. Sono stati perciò avviati, nel corso di dodici campagne (2002-2015), alcuni interventi volti ad approfondire i problemi della formazione e della consistenza di questo insediamento etrusco, attraverso:

1. la ricerca di superficie integrata da indagini geofisiche, che hanno definito con esattezza la topografia del centro orientalizzante, con la dislocazione e la caratterizzazione delle necropoli;

2. una migliore conoscenza dell’architettura funeraria, con lo scavo di un “circolo di pietre” medio-orientalizzante (rinvenuto intatto), inglobato da un tumulo monumentale tardo-orientalizzante in località Piani di Perazzeta (Tumuli Brizzi 1 e 2);

3. la definizione degli aspetti del popolamento etrusco nell’agro dipendente dal centro.

I risultati ottenuti sono molto rilevanti e sono riferibili in sintesi alla scoperta del centro abitato, con materiali della fine dell’età del Bronzo, della tarda età del Ferro e della fase Orientalizzante/Arcaica, coincidente con l’altura che ospita il borgo Corsini, e con la prima definizione del centro arcaico nel sistema collinare ad esso retrostante. Nella campagna 2007 si è proceduto ad ultimare lo scavo della necropoli in località Piani di Perazzeta; tra il 2006 ed il 2007 è stata integralmente scavata una residenza con atrio centrale in località Poggio Alto (denominata Casa delle Anfore), il cui impianto, praticamente intatto, è riferibile all’età tardo-arcaica. Tra i risultati più significativi della ricerca di superficie si segnala lo scarico di una fornace di anfore vinarie da trasporto (tipo PY 3A/3B), contiguo al corso dell’Albegna in prossimità di Marsiliana. Nel 2009 è iniziato lo scavo di tombe a circolo di pietre in località Poggio di Macchiabuia, con la straordinaria scoperta di cinque circoli con resti della camera funeraria costruita in travi di leccio: il ritrovamento ha integrato in modo consistente le conoscenze sull’architettura dei circoli orientalizzanti, permettendo di accertare in modo definitivo i dubbi ancora persistenti sulla conformazione delle camere funerarie lignee. Nel 2013 sono state avviate alcune indagini su Poggio del Castello che hanno portato in luce i resti dell’abitato protostorico e orientalizzante, nonché un cimitero probabilmente altomedievale, forse pertinente alla pieve extramuranea di Santa Maria di Marsiliana, nota dalle fonti.

Il Progetto Marsiliana ha consentito di recuperare sei corredi funerari di età orientalizzante molto articolati, dei quali almeno tre intatti (il più consistente ammonta a circa 120 pezzi ceramici e metallici), il cui restauro è stato messo a punto nei Laboratori di Restauro e di Ceramologia del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena. A questi va aggiunto un importante repertorio vascolare di anfore e dolia provenienti dalla Casa delle Anfore, i cui contenuti sono stati analizzati a suo tempo dal Laboratorio Archeometrico del medesimo Dipartimento e confrontati con i residui organici campionati sui pavimenti scavati. Al Progetto Marsiliana è inoltre strettamente collegato il Progetto ArcheoVino, nella cui cornice è stato creato il vigneto sperimentale all’interno del neonato Parco della Vitivinicoltura Antica di Scansano. Le ricerche di Marsiliana sono state pubblicate in sintesi in più sedi e presentate in diversi paesi europei ed extra-europei e due monografie sono in corso di elaborazione.

Il progetto della mostra Marsiliana d’Albegna. Dagli Etruschi a Tommaso Corsini

La mostra consente finalmente di presentare al pubblico gli importanti risultati di più di un decennio di ricerche condotte a Marsiliana e offrirà alle istituzioni museali la possibilità di acquisire in esposizione permanente i corredi già restaurati delle sepolture e una selezione dei reperti più significativi.

Il progetto coinvolge quattro sedi:

Grosseto, Museo Archeologico e d’Arte della Maremma

Manciano, Museo di Preistoria e di Protostoria della Valle del Fiora

Marsiliana d’Albegna, località Dispensa, Sala del Frantoio

Scansano, Museo Civico Archeologico e della Vite e del Vino.

Ogni sede ospita una mostra tematica, in sé autonoma ma idealmente connessa alle altre. L’articolazione su quattro poli, oltre ad offrire un’ampia visibilità dell’area di Grosseto e della sua Provincia, costituisce un’occasione importante per rafforzare i legami della Rete Museale Provinciale ‘Musei di Maremma’ con il territorio. Con questa finalità è previsto anche il diretto coinvolgimento lungo il percorso di alcune delle principali aziende agricole dell’area (La Parrina, La Selva), sponsor dell’evento e da anni delle ricerche a Marsiliana, che accoglieranno pannelli tematici integrativi.

A Grosseto nel Museo Archeologico e d’Arte della Maremma la mostra prevede l’esposizione delle Tombe a tumulo da Perazzeta e Macchiabuia. Si tratta di un focus sulle principali necropoli e sull’abitato di epoca orientalizzante di Marsiliana: nelle due sale al piano terra saranno esposti da una parte alcuni importanti corredi inediti dalle necropoli di Macchiabuia (tombe 1, 2, 4, 5, 6), nonché parte dei materiali provenienti dall’abitato di Poggio del Castello, dall’altra il Tumulo Brizzi 1 di Piani di Perazzeta. Nell’esposizione sono presenti anche i corredi delle tombe X e XI dagli scavi di Tommaso Corsini a Banditella del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Sono poi presenti nella mostra alcuni aspetti scenografici e ricostruttivi che saranno certamente apprezzati dal pubblico:

• una ricostruzione antropologica di un inumato dalla necropoli di Macchiabuia (tomba 6), effettuata da Stefano Ricci, antropologo presso il Settore Ricerca del Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Siena, e da Floriano Cavanna della Associazione Arkè;

• la ricostruzione in scala reale della fossa sepolcrale del Tumulo Brizzi 1, con la disposizione al suo interno del corredo e di una sezione del tumulo che restituisce, un’idea della volumetria originale, realizzata con una scenografia mobile dalla coop archeologica ARA di Monteriggioni.

La visita alla mostra sarà accompagnata dalla proiezione di filmati degli scavi più recenti e di immagini d’epoca di Marsiliana e delle ricerche del Principe Corsini.

Nelle sere di giovedi 28 luglio, giovedi 4 e 25 agosto sono previste aperture straordinarie notturne durante le quali alle 21,15 i protagonisti della ricerca racconteranno e approfondiranno i temi della mostra. Di ciascun incontro verrà data comunicazione attraverso la stampa e il web.

Il 5 agosto saranno poi inaugurate le mostre:

Scansano, Museo Civico Archeologico e della Vite e del Vino

Il Museo di Scansano accoglierà in una delle sale al primo piano un percorso espositivo incentrato sul tema della frontiera nord-occidentale di Vulci, con una selezione dei principali depositi votivi dell’area, tra cui la stipe di Costa del Gherardino, rinvenuta nel 1892 da Tommaso Corsini.


Marsiliana, Località Dispensa, Sala del Frantoio

Nella sala del Frantoio sarà allestita una mostra dedicata alla storia della Tenuta Corsini e, più in particolare, al principe Tommaso, figura di assoluto rilievo dell’archeologia post-unitaria a Marsiliana. Verranno così presentati, mediante supporti audiovisivi e pannelli, i risultati delle ricerche condotte da alcuni laureati dell’Ateneo senese nell’Archivio Corsini a Firenze, che hanno consentito di recuperare un’importante mole di documenti e un vasto repertorio fotografico inerenti le attività di Tommaso, la storia della Tenuta Marsiliana e, più in generale, della Maremma; una particolare attenzione sarà inoltre dedicata al rapporto tra il principe Corsini e il pittore Giovanni Fattori, che fu a più riprese ospite della Tenuta.

Sarà inoltre allestito un percorso di visita, gestito dal personale dell’Azienda Agricola Marsiliana s.r.l., che interesserà l’area del borgo Corsini, con particolare riferimento ai numerosi reimpieghi di materiale lapideo antico nei giardini e nelle strutture del complesso, nonché la Casa delle Anfore a Poggio Alto.


Manciano, Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora

Due sale del Museo saranno dedicate alla nascita e allo sviluppo dell’abitato e del suo contesto territoriale, dalla fine dell’età del Bronzo al tardo arcaismo.

Al piano terra, sarà ricostruito in scala un settore del portico frontale della Casa delle Anfore, con l’impiego per la copertura di alcune tegole originali, e completata da alcuni dei dolia e delle anfore rinvenute in situ. In una vetrina sarà inoltre esposta una selezione dei reperti più significativi provenienti dall’edificio e un deposito di fondazione, costituito da vasellame, rinvenuto in una fossa di fronte all’ingresso dell’edificio.

Al primo piano, invece, una presentazione dell’abitato del Bronzo Finale di Poggio del Castello, con una selezione dei principali reperti e la predisposizione di un plastico esibente i principali caratteri topografici documentati sul centro di Marsiliana.

Il periodo della mostra è previsto per un semestre a partire dal 23 luglio 2016: l’apertura coinciderà con gli eventi programmati per l’iniziativa delle Notti dell’Archeologia in Toscana.



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