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Nuove regole per l'eolico Varato il piano delle zone vietate
CLAUDIO REALE
21 luglio 2016 LA REPUBBLICA





Il recinto si chiude dopo che i buoi sono scappati. E quindi la "Carta regionale dell'eolico" che ha ricevuto l'ok dalla giunta a quasi otto mesi dalla riforma del settore è poco più che una fotografia della situazione esistente: in Sicilia, dunque, sarà vietato installare impianti eolici nelle zone in cui di fatto le pale sono già più rade, come ad esempio in quasi tutto il Messinese e il Siracusano. Nel Trapanese e nell'Agrigentino, dove invece i parchi per la produzione di elettricità sono molto frequenti, si potrà continuare — sebbene con alcuni vincoli meno perentori — a installare generatori di energia ricavata dal vento.

La mappa delle "aree non idonee" comprende 8 tipi di vincoli. Che entrano in vigore da subito: quando il presidente della Regione Rosario Crocetta firmerà l'ultimo atto, nei prossimi giorni, le regole si applicheranno anche alle richieste di autorizzazione già depositate, una sessantina in totale. Sarà vietato installare impianti eolici nelle zone con vincolo paesaggistico- culturale (quasi tutto il Messinese e più di due terzi del Siracusano), nelle zone classificate come "geositi" (le aree di interesse geologico), nei parchi archeologici, nei territori a rischio geomorfologico o idrogeologico (il più ampio si trova al confine fra il Siracusano e il Catanese), nei parchi e nelle riserve naturali. Una curiosità è il vincolo per le "Iba", le "important bird and biodiversity areas": nelle zone strategiche per la tutela degli uccelli selvatici — ad esempio le Saline di Priolo o lo Stagnone di Marsala — sarà assolutamente vietato installare impianti.

A questi vincoli assoluti se ne aggiungeranno altri, da gestire caso per caso. «Oltre alle ‘aree non idonee' — spiegano i dirigenti che hanno lavorato alle mappe — ci saranno le ‘aree di particolare interesse', nelle quali le richieste verranno analizzate di volta in volta. Nel Trapanese e nell'Agrigentino le zone di questo tipo sono capillari ». Quello che ne verrà fuori sarà un grande database: una mappa pubblicata sul sito internet della Regione attraverso la quale chiunque potrà verificare in quali zone si possono installare le pale eoliche e in quali invece sono previsti vincoli.

Il regolamento nasce dalla riforma di fine 2015 e mette fine — almeno sulla carta — al caos assoluto. Nel quale sono proliferati anche interessi criminali: proprio nell'eolico, ad esempio, aveva costruito un impero — secondo i magistrati con il sostegno finanziario di Matteo Messina Denaro — Vito Nicastri. «La Sicilia — esulta l'assessore all'Energia Vania Contrafatto — dà il via a un nuovo corso per un comparto che, in questi anni, è stato al centro di polemiche e interessi non sempre leciti. Si stabilisce finalmente, in modo certo, in quali aree sarà possibile installare gli impianti e in quali no, fornendo al contempo un quadro normativo certo agli imprenditori che vogliono investire nella nostra regione».

Anche perché il settore ha ovviamente prodotto anche investimenti leciti e creato posti di lavoro. Portando la Sicilia in vetta alla classifica virtuosa dell'energia "pulita": con 2.900 gigawattora prodotti, infatti, l'Isola è seconda solo alla Puglia fra le regioni italiane. Una performance dovuta anche agli incentivi: per ogni megawatt prodotto, infatti, le aziende incassano 127 euro da Roma. Il mercato, così, è di fatto esploso: nel 2009 i parchi eolici siciliani erano 35, mentre oggi sono 191, con ben 1.500 pale in giro per l'Isola. L'ultima licenza è stata concessa a marzo: a Partanna, in provincia di Trapani, l'Aero-Tanna installerà sei generatori di corrente. A pochi chilometri da lì, ancora nel Trapanese, è stato completato l'ultimo parco nato in Sicilia: si tratta delle 11 pale realizzate a Buseto Palizzolo, poco distante dalle saline. Un'opera nata fra le proteste e le grida alla "deregulation". Quella che l'assessore spera di avere allontanato: «Queste mappe — promette Vania Contrafatto — scongiurano qualsiasi pericolo di Far West». Almeno sulla carta.




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